domenica 25 settembre 2016

ESPERIMENTO 290: CRISTINA M. CAVALIERE


reiamo
icami
I   nimitabili
enza
remare.
I   l
N ostro
rdire
M erita
ostanza,
vventurosi
oli,
bbondanti
ibagioni,
I   nfinite
terne
omantiche
voluzioni

Grazie!
Myrtilla

Pillola 2


Le lacrime le scendevano sul viso, lentamente, gli occhi arrossati e gonfi.
Maledetta allergia!

sabato 24 settembre 2016

Se da un seme


Se da un seme può nasce una pianta, 
perchè da un cuore non può nascere la speranza, dalla mente un'idea, dalle mani un'azione?
Myrtilla

Monet... chi era costui?

#ispirazioni and co
#monet








Come diceva il buon vecchio Abbondio? Monet.. chi era costui?
No! Forse all’epoca Monet non esisteva ancora e comunque il don non lo avrebbe conosciuto. Meglio parlare di Carneade...
Va beh! Tanto è la stessa cosa. Cambierà il nome ma la sostanza è la stessa.
Come per me.

Le Comari di Ispirazioni and Co vogliono che parli di Monet. Oh, boia fauss! E che posso dire? Ci ho già anche provato ma è venuto fuori un pastrocchio unico.
Però, insistono… :)
Uhm… Monet...Monet… pittore impressionista di origine... nato a….. il…., morto a…. il ……
Sì! Mancano solo i dati di tutti i suoi avi a partire dai genitori e tornare indietro e poi potrei benissimo fare la concorrenza all’ispettore Fazio che fa inalberare Montalbano con la sua sindrome dell’anagrafe. Ahhahahaha
Lasciamo stare. Cambiamo genere. Altrimenti chi la sente il chief in command, la… maga Squittix? :)

Monet...anagramma di Monte.
Sai che roba! E allora? Un raccontino? Un acronimo?

M onet
O nirica
N otturna
E spressione
T …..

Orribile!

Un raccontino a questo punto… dai, provaci Patri.

La mostra di Monet

Sul manifesto pubblicitario appeso per tutta la città parlavano del Re dell’Impressionismo. Dell’esperienza più pura dell’arte.
E lei si era lasciata tentare. Aveva comperato il biglietto (e pure caro era!) ed era entrata. Era stata la prima visitatrice come se morisse dalla voglia di vedere l’esposizione.
Il fatto che fosse in città presto e non avesse voglia di tornare a casa per dover di nuovo uscire solo per delle tele nessuno lo sapeva. Tanto a chi poteva fregare?
Comunque era entrata ed aveva iniziato il suo giro.
Belli! Indubbiamente belli. Realistici. Forse… sì, forse davano anche un’idea di pace.
C’era in essi qualcosa di aulico che le faceva ricordare quella campagna del nord della Francia che aveva visitato tanti anni prima.
Ad esempio quel campo di papaveri…. Quelle macchie rosse che parevano bucare il verde di un pavimento mosso dal vento…. Le nuvole biancastre in cielo che paevano correre.. e gli alberi sullo sfondo… scuri come in ombra… e le due befane che avanzavano nel prato tra l’erba e i papaveri.
Un fruscio di sete pesanti e ingombranti. I movimenti difficili dalla gonna lunga fino a terra.L’erba le solleticava le caviglie, i piedi stretti in scarpe strane… l’odore di erba fresca, di fiori… il leggero vento sulle guance…
Non può andare più avanti di così! Non vede i nastri?” si sentì chiedere bruscamente e sobbalzò.
Scusandosi arretrò di un metro.
Sul pavimento rimasero fili d’erba e petali di papavero.
Myrtilla






Immagine fotografata sul libro
GLI IMPRESSIONISTI -
MONDADORI
Anno 1961

PS sotto ci sono il mio divano e la mia vecchia agenda ma voi non fateci caso... sorvolate!!!
ahahahahha

venerdì 23 settembre 2016

Venerdì di poesia del 23 settembre

Eccoci a venerdì ed eccoci al #Venerdìdipoesia della Community AMAMIPICHEMAI
Tema della settimana è
                                        #ParoledelCuore 

Isprandosi dalla frase postata da Ximi Blogghidee e riportata sotto, si possono scrivere pensieri, poesie, aforismi.
 
Talvolta dobbiamo imparare a cambiare forma ai pensieri, rimodellarli, colorarli e renderli più leggeri.
Biagio Lucchese

Ecco la mia poesia con la quale 

"Aderisco all'iniziativa della Community #LovePoetry #VenerdiPoesia #ParoledelCuore


 

#ParoledelCuore sono semi che germogliano
fiori che fioriscono e profumano l’aria

#ParoledelCuore sono arcobaleni
che rallegrano il cielo dopo il temporale

Sono fronde che proteggono dal solleone
Fontane che zampillano per placare l’arsura

Se il cuore è sincero
le sue parole riempiranno la vita
di chi ascolta e di chi le pronuncia
E tutto
Sarà diverso
Patricia

50


Dorme il bosco
nel buio della notte:
civetta caccia

Myrtilla

giovedì 22 settembre 2016

Kafka sulla spiaggia

Questo è un post scritto di getto. Un post impulsivo, perdonatemi :))
Ho appena terminato il mio primo libro di Murakami e ho messo le mani sulla tastiera.  Dovevo per forza mettere giù i miei pensieri. Confusi come sempre ma tanto voi, ormai ci siete abituati ahahah
Perchè ho dovuto farlo? Perchè "temo" di essere diventata Murakami dipendente :))

Kafka sulla spiaggia
di Haruki Murakami
Giulio Einaudi Editore (2008)





Che viaggio, leggere Murakami!
Un viaggio che si snoda dove la realtà è fantastica e la fantasia reale. Come in un sogno.
Un viaggio in una parte del Giappone ma anche dentro di sé.
Un viaggio in un mondo parallelo, in un’altra dimensione dove dei protagonisti entra solo una parte, quella più intima e profonda. Quella più interessata a scoprire la verità, a sapere. Quella che vuole far tornare tutto come un tempo.
Dove la forza interiore è immensa sia in un quindicenne più maturo della sua età e fuggito da casa, che in un anziano ingenuo e candido come un bimbo, senza memoria, incapace di leggere e scrivere ma non di vivere.

Chi non legge il libro, sentendone solo un brevissimo riassunto, potrebbe pensare a due vittime ma Tamura Kafka e il signor Nakata sono i vincitori di questo romanzo. Lo reggono sulle loro spalle insieme ad altri personaggi molto importanti ma non protagonisti. Tessono la sua trama tra incertezze e indecisioni (Nakata) e voglia di capire un abbandono antico, la ricerca di una madre, le prime pulsioni sesssuali (il giovane Tamura).
Entrambi però cercano qualcosa che hanno perso anni prima. Non solo la madre, non solo la memoria o la capacità di leggere e scrivere. Cercano loro stessi. Il contatto più vero con il loro profondo io. Non lo sanno. Tamura lo capirà, Nakata no.
Sono alter ego uno dell’altro pur non conoscendosi e pur non incontrandosi mai. E’ il destino che ha legato strettamente le loro esistenze e non potrebbero esistere uno senza l’altro. Non potrebbe esistere la storia narrata da Murakami.

Romanzo travolgente per me. Mi ha portato in una dimensione speciale della lettura dove i confini non esistono più. Dove tutto è ed è anche il suo contrario. Dove tutto esiste eppure non c’è, non c’è più o non c’è mai stato.
Una dimensione onirica, reale e irreale al contempo, a portata di mano eppure intangibile.
E in questo strano universo, si snodano due vite diverse, due storie diverse eppure un unico filo conduttore. Un unico percorso verso la verità e verso quel pianeta chiamato uomo.
Myrtilla