domenica 24 settembre 2017

Da un commento di Vincenzo Cavaliere






Hello darkness my old friend,
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
still remains, within the sounds of silence

In restless dreams I walked alone,
narrow streets of cobblestone
'neath the halo of a streetlamp
I turned my collar to the cold and damp
when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
split the night... and touched the sound of silence

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows,
hear my words that I might teach you
take my arms that I might reach you
but my words, like silent raindrops fell...
and echoed the will of silence

And the people bowed and prayed,
to the neon god they made
And the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls, and tenement halls
and whisper the sounds of silence.

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste nel suono del silenzio

Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell'alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi"
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l'insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari."
E sussurrò nel suono del silenzio


Simon & Garfunkel - Sound Of Silence

https://giovanninews.com/sound-of-silence-simon-garfunkel-testo-e-traduzione

In un commento al mio POST PRECEDENTE   Vincenzo Cavaliere ha commentato così:

Molte volte il silenzio vale più di mille parole.

Verissimo! Tacere ma ascoltare, essere vicini, presenti , conta molto più di mille parole dette tanto per.

Ci sono occasioni in cui però, le parole anche se dette, non vengono udite.
Occasioni in cui, chi parla spreca fiato perchè chi dovrebbe ascoltare è preso da tutt'altro. Perchè queste persone si sono create un dio, un credo alternitivo a cui inchinarsi, come dice il testo di Simon e Garfunkel.
Che sia un dio neon, luccicante e ammiccante o altro, non odono nulla di diverso da quello che vogliono sentire.
Anche questo fa parte della vita. Giusto o sbagliato che sia,
Grazie Vincenzo per la riflessione che mi hai fatto fare.
Patricia

ESPERIMENTO 329: LAURA TESSARIN


una
mmaliò
omini
R  endendo
A  nimosità
T  ribale
strema.
S  ognarono
otto
lteri
aggi
I   l
N  irvana

Grazie!
Myrtilla

sabato 23 settembre 2017

LA POESIA DEL WEEKEND del 22/23/24 settembre

Per la POESIA DEL WEEKEND  del 22/03/24 settembre della community L'ARTEDELLAPOESIA hashtag è

                                                   #silenzio

Io partecipo all'iniziativa

Lasciatemi 
il mio silenzio.
Fate tacere le vostre bocche
e donatemi questo momento
magico.

Lasciatemi 
in un silenzio assoluto
nel quale 
io possa ascoltare 
il vento che mi sfiora il viso
la linfa che scorre nei tronchi
le corse  delle formiche.

Lasciate
che in questo amato silenzio
io possa  ascoltare 
me stessa.
Patricia


                          https://pixabay.com/en/silhouette-woman-meditation-67195/

Sublimi son le parole


Sublimi son le parole quando toccano intime corde ma ancor di più è sublime la vita quando tocca l’anima




venerdì 22 settembre 2017

Venerdì di poesia del 22 settembre

Per il Vernedì di Poesia della community AMAMIPIÙCHEMAI  del 22 settembre hashtag è

                                           #VogliaDiAndareVia

"Partecipo alla iniziativa della Communità AMAMIPIUCHEMAI
#LovePoetry 
#VenerdiPoesia 
#VogliaDiAndareVia


Stanchezza... nervi a fior di pelle...
Son qui che ti aspetto. Alla fermata di questo maledetto autobus che non passa.
O forse ho sbagliato ora posto giorno?
Brividi mi assalgono di freddo interiore, di intimo dolore. E sbuffo.
Meta.. dove sei? 
Eppure per la meta mi han detto che la strada era questa. 
Ma io non vedo nessuno. All'orizzonte nè polvere nè sagome lontane.
Che mi abbiano derisa? Che si siano fatti gioco di me?
O forse c'è soltanto sciopero dei mezzi pubblici.
Riproverò domani. Intanto... 
Intanto torno a casa.
Patricia



https://pixabay.com/en/abandoned-wreck-rusty-bus-coach-2606404/

Abbinamento foto e libri

Da una condivisione di SCIARADA SCIARANTI sono finita su un blog che non conoscevo. odoreintensodicarta.blogspot.it
Autrice del blog Stefania Q.

Il post condiviso era questo.
odoreintensodicarta.blogspot.it/2017/09/ad-ogni-immagine-un-libro.html

Si tratta di abbinare ad immagini del web titoli di libri letti.
A quel punto mi sono detta, daiii! Giochiamo! 😊😊😊
Volete miCa che mi lasciassi scappare l'opportunità????
Figurarsi!! ahhaahahha

Se volete naturalmente potete partecipare anche voi. Magari scrivete che l'idea è stata presa sul blog odoreintensodicarta.blogspot.it/2017/09/ad-ogni-immagine-un-libro.html

Ma eccomi qui con le mie associazioni.


Primo abbinamento

          https://pixabay.com/en/oasis-desert-door-jesus-open-2335767/

Abbinato a Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, perchè in fondo in fondo, Aureliano Buendìa è solo. Sempre.



Secondo abbinamento                                                            






Abbinato a Oceano Mare di Alessandro Baricco perchè i personaggi di Baricco hanno interiormente una tempesta che non si placherà mai.

  



Terzo abbinamento

 https://pixabay.com/it/gargoyle-architettura-statua-315866/

Abbinato a I pilastri della Terra  di Ken Follett
perchè il gargoyle, con il suo sguardo crudelmente ironico sta osservando le lotte intestine del clero del periodo.



Quarto abbinamento 



https://pixabay.com/it/via-ponte-web-ringhiera-inverno-1458513/ 

Abbinato a Il nome della rosa di Umberto Eco
perchè  nel periodo in cui è ambientato il libro, nel cuore degli uomini viveva solo gelo. Paura, terrore da una parte, odio e sadismo dall'altra.



Quinto abbinamento


https://pixabay.com/it/per%C3%B9-ande-natura-montagne-1089328/ 


Abbinato al Canto General di Pablo Neruda
perchè Neruda ci ricorda che la vita è sempre stata dura ma se la viviamo bene possiamo trovare bellezze infinite. Aspre, magari. Pericolose ma che meritano la lotta combattuta per poterne godere.

 Patricia

giovedì 21 settembre 2017

Alaska


Questa lettura partecipa a  

M25 sfida all'ultima pagina 2017 di Kly  del blog http://tucc-per-tucc.blogspot.it



Alaska
Brenda Novak
Giunti Editore (2016)




Cercavo un libro giallo, qualcosa di rilassante e poco impegnativo. Così... per alternare letture più complesse ad altre più “leggere”.
Tra i tanti libri in attesa di lettura, c’era questo che avevo regalato a mio marito. ALASKA di Brenda Novak. Mai letto nulla di questa autrice.

Sorpresa! 
Distensivo, no! Non direi proprio! Avvincente e coinvolgente, sì! Tanto da trovarmi costretta a proseguire nella lettura nonostante l'ora.

Alaska mescola il thriller-nero della migliore razza (si parla di serial killer e ogni capitolo è aperto con la citazione di un omicida seriale reale) ad una dose di thriller psicologico. Niente da par ammattire o solo per addetti al lavoro. Anzi è veramente ben dosato. 
 
La paura della protagonista che è solo tenuta a bada con forza e dopo anni di psicoterapia, risale a galla a causa di omicidi efferati che la portano a rivivere il suo passato.
La psichiatra infatti era stata sequestrata e torturata da un serial killer mai acciuffato e i recenti avvenimenti sembrano portare a lui. Come un passato che non muore mai.

In più c’è una storia d’amore non leziosa ma forte, anche se penso che il personaggio maschile sia un po’ troppo accomodante e paziente per buona parte del libro. L’uomo perfetto, insomma, ma si sa che la perfezione non è di questa terra. Senza offesa, uomini. Vale per tutti il discorso :)

Tornando al libro, Evelyn la protagonista è appunto una psichiatra che è riuscita ad aprire una sorta di prigione/ospedale per studiare a fondo i serial killer più pericolosi e scoprire cosa si cela nella loro mente. E ci spiega a grandi linee quello che la psichiatria conosce di loro e del loro modo di agire. La freddezza, la crudeltà, l’incapacità di provare e manifestare emozioni al di fuori dei loro violenti e ossessivi giochi di morte.
Sarà proprio uno di questi detenuti ad indicarle la strada da seguire, a metterla sull’avviso. Ma credergli? Fidarsi? In fondo lei per prima sa quanto sono abili a mentire, tanto da essere più convincenti di chi dice la verità.
Il dubbio però è instillato. Si aggraverà. Diverrà certezza. Paura. Anche rabbia.

Certo i colpi di scena non mancano. Si susseguono una pagina dopo l’altra e il vero colpevole sarà il solito insospettabile. O no?
Tutto questo condito da continue tempeste di neve, da temperature glaciali e da giorni che durano poche ore. Il bianco della neve contrapposto al nero della notte quasi ininterrotta... il buio e il male che fanno da contraltare alla luce scarsa del giorno… le tempeste di neve che impediscono di vedere chiaramente come se il bene non riuscisse a vedere oltre se stesso e desse così la forza e il permesso di continuare ad esistere al male.

Confesso che sì, ad una certa ora della notte facevo fatica a posare il libro. Dovevo sapere, scoprire il colpevole perché dal primo omicidio il suo nome circola tra le pagine e ricorre sovente… Jasper… Jasper… sempre lui!

Ma sarà lui?

Il bello del libro è che il lettore subito ci crede. Poi, poco per volta cambia quasi idea. Vive nell’incertezza e divide la sua antipatia tra Jasper e… e tanti altri, uno in particolare ma questo nome non ve lo svelo.
Resta il fatto, che pur parlando di serial killer, di omicidi efferati e di psicopatici all’ennesima potenza, questo libro non è truculento o nauseante. Le parti peggiori vengono descritte bene ma rapidamente senza lasciar godere gli amanti del trash. E’ un thriller tutto sommato elegante. Sconvolgente per certi versi, crudele ma senza cadere nell’esagerazione.
Patricia