venerdì 28 aprile 2017

Rieccomi!

Ciao fanciulli, finalmente torno... come il Natale e il mal di pancia. Sparisco ma poi... ahhahaahh

Ieri purtroppo mi è proprio stato impossibile collegarmi causa di forza maggiore.
Giornata ospedaliera.  Partiti presto e tornati tardi e sfiniti.
Comunque anche quella è passata e perciò ariecchime a frantumare la vostra pazienza.

            https://pixabay.com/en/professions-auction-hammer-bids-2071316/


Naturalmente indovinate chi è quella col martello in mano, vero???
Indovinate anche dove sta la pazienza, la vostra intendo ahahhahaha
Non avete bisogno di suggerimenti, scommetto... :)

Portate pazienza ma come avrete modo di scoprire invecchiando, per chi di voi non è già avanti con gli anni,  più passano i giorni e più si diventa noiosi e petutanti.
Rompibip, insomma.
Però visto che l'alternativa è ben peggiore accettiamo pure l'età che avanza.  Magari sperando che non vada come un pilota di formula uno ma come un vecchietto con fondi di bicchiere al posto degli occhiali e una cinquecento d'anteguerra.

Purtroppo, il problema dell'età che avanza è che si trova tutto più difficile e pesante. Ci si stanca più facilmente e si recupera sempre meno. L'unica cosa che non capisco è come mai, visto questo andazzo, si deve correre di più. Boh! Proveremo a chiedere agli Angela se ce lo sanno spiegare :))

Mettiamola così.
Avete presente quando si vuol fare una gita in montagna? Si parte dalla pianura e si sale. Si va sempre più su fino alla cima. Perfetto! E' normale.
Peccato però che quando si parte si è giovani e forti; curiosi e pieni di vita. Peccato che i sacrifici non pesino e la stanchezza si superi facilmente.
Man man che si sale, lungo quei tornanti sempre più ripidi, percorrendo strade sempre più strette e malconce, con precipizi sulla destra che se ci si sposta di venti centimetri si ritorna a valle rotolando come palle da bowling, il percorso diventa più difficoltoso. Il fiato diventa pesante. Le gambe sono stanche e fanno male.
Insomma... per continuare a salire bisogna annaspare.
L'importante è arrivare alla cima però! Non fermarsi a metà strada. Vero! Ma se potessimo farlo conn calma, con le dovute tappe per riprendere fiato e riposarsi  sarebbe meglio.
Ma tant'è! La vita è così. Prendere o lasciare.
Prendere prendere!!!!!!!
Ciaooooo
Patricia



https://pixabay.com/it/montagna-montagne-alpine-all-aperto-1445839/


La trilogia di Kent Haruf


Ancora una volta ho ascoltato i consigli di Glò del blog
LA NOSTRA LIBRERIA che con questo POST
aveva presentato uno scrittore come Kent Haruf.

Io ho comperato e letto la trilogia composta dai titoli:
Benedizione
Canto della pianura
Crepuscolo.



                                         Casa Editrice NN EDITORI



Non si tratta di una vera e propria trilogia. I libri non sono infatti la prosecuzione classica l’uno dell’altro però alcuni personaggi ritornano. Ritorna soprattutto Holt, immaginaria cittadina del Colorado, spazzata da vento e polvere, da cattiverie e violenze, da rimpianti e dolori e rimorsi.
E c’è la vita più semplice e più vera. Quella più dura della minorenne incinta cacciata da casa, quella degli allevatori che lavorano venti ore al giorno, quella dei bulli della scuola, dell’incapacità di gestire la propria vita, della solitudine e della malattia.
In questi libri si è catapultati in un ambiente non nostro ma abbastanza simile a quello dei nostri paesi del secolo scorso. Moderno ma al tempo stesso antiquato. Come se l’orologio che regola la vita della cittadina si fosse fermato e il tempo non scorresse più.

Tutti e tre i libri sono una immersione totale in un sogno/realtà.
Al di là della geografia infatti, Holt può essere uno qualunque dei nostri paesi e città. Una vita semplice ma complicata dalla mancanza di soldi, dal lavoro pesante nei campi e negli allevamenti, tragica per le malattie e i tradimenti di dipendenti infedeli o familiari menefreghisti o malati.
Tra nuvole e polvere, vento e spazi aperti, gelo e neve, la vita scorre fregandosene delle solitudini dei personaggi. Mettendoli alla prova in continuazione. Offrendo loro un sorriso e regalando uno o più problemi. Proprio come la vita reale.
Le varie storie in incrociano in ogni volume perché è la vita di Holt che li lega indissolubilmente. L’inesistente città del Colorado è come un gabbia di vetro opaco. Permette loro di intravedere oltre ma non di mettere a fuoco bene questo oltre.
E come oltre intendo Denver, quasi vista come una sorta di rifugio per chi vuole scappare e di inferno per chi vuole restare. La grande città…. il sogno/incubo, vicina ma lontana e così diversa dalla piccola Holt.

In Benedizione è forte la presenza dei ricordi, tutti dolorosi e sanguinanti ma in tutti hanno una grande forza la solidarietà, l’amicizia vera e disinteressata.

Ecco... forse l’unica cosa strana è una parte della vicenda del secondo libro Canto della Pianura. Mi sembra folle credere che due uomini non più giovani e abituati a star soli possano accogliere in casa una sedicenne incinta e cacciata dalla madre.
Però è un romanzo e tutto può accadere. E a ben pensarci, leggendolo non pare nemmeno così strano, anzi… sembra che sia una cosa fattibile e normale.

Una cosa che ho notato, è che in Benedizione lo stile di scrittura è leggermente diverso. E’ più asciutto mentre negli altri due volumi è più ricco ma questo non significa più ridondante o stucchevole. Semplicemente, più ricco lessicalmente parlando mentre in Benedizione è quasi austero.
In tutti quanti, però, si trova una grande fiducia negli esseri umani, esclusi pochissimi casi. Come se Haruf negli uomini riuscisse a vedere qualcosa in più dei lati negativi che solitamente saltano agli occhi.

Per concludere, devo dire che ho fatto bene a seguire la dritta di Glò e il parere di Flo che hanno letto questi libri prima di me.
Kent Haruf è uno scrittore che mi sarebbe spiaciuto perdermi.
Myrtilla

giovedì 27 aprile 2017

66


Poso il libro
ho letto abbastanza;
ora un sogno
Myrtilla

mercoledì 26 aprile 2017

Vetro - Linky Party 2017 -4

 Seconda mia partecipazione al Linky Party di Dani del blog http://decoriciclo.blogspot.it
 Argomento di Aprile 2017 è
                                    
                                                        V E T R O



Vetro,
silicea trasparenza,
confine immaginario
che lascia vedere
e
non toccare.
Ialina consistenza
che può  colorarsi
rubando altrui vita e allegria.

Donami
i colori del mondo
Donami
i sogni del domani.
Dividi
con me
la tua irresponsabile leggiadria.
Myrtilla


                      https://pixabay.com/it/palla-vetro-circa-riflessione-625908/

ESPERIMENTO 321: GRAZIANA


G raziosi
R icordi,
A ttimi
Z uccherini,
I ntensificano
A rmonia
N ostre
A nime

Grazie, Myrtilla

martedì 25 aprile 2017

Dal blog di Carlos Portillo - Podi es Podi

Qualche giorno fa ho letto questo  POST sul  blog di CARLOS PORTILLO .
Oltretutto, Carlos posta sempre foto spettacolari e questa mi ha dato l'ispirazione per una poesia.
Spero vi piaccia e piaccia a Carlos.
Sul post la sua foto.

Grecale

Si irrita il Vento Schiavo
Si gonfia di rabbia schiumosa
Schiaffeggia la costa
Si ritrae
e torna all’attacco.

Terra e mare
come teppisti
si azzuffano
sotto un cielo grigio,
implacabile giudice
di eterne lotte.

Ma tornerà
la pace.
Si schiarirà il cielo
Si acquieteranno le acque
Dormiranno tranquille le coste.

E Grecale si riposerà a Zante.

Myrtilla


Sembra una metafora della nostra vita di sempre.
Noi umani troviamo ovunque  un qualcosa che ci irrita oltre misura. Qualcosa che ci dà così fastidio da farci prendere le armi in mano e mandarci ad uccidere altri uomini.

Poi, per fortuna, si schiarisce il cielo e in giornate come il 25 aprile (per noi italiani, data memorabile) la pace bussa alla porta ed entra in casa.

NON DIMENTICHIAMO  però che il suo arrivo è costato sangue e dolore. Che la  strada che ha percorso  è insanguinata e piena di morti, soldati e civili.


NON DIMENTICHIAMOLO MAI!

Patricia
 


 

lunedì 24 aprile 2017

La strana biblioteca

La strana biblioteca
di Haruki Murakami
Einaudi (2015)



   
Non è il primo libro dell'autore giapponese che leggo. 
Non è tra i miei preferiti.
Lo definirei una via di mezzo tra una favola e un abbozzo di romanzo.
La trama mi pare buona però è molto superficiale. Non va a fondo  come è solito fare Murakami.

La trama è presto narrata. Un ragazzino passa alla solita biblioteca uscendo da scuola e viene sequestrato da un personaggio strano, relegato in una cella sotterranea dove incontra l'uomo-pecora  e una ragazzina bellissima che però... una ragazzina non è.
In una ottantina di pagine metà delle quali sono illustrazioni bellissime,  la storia si snoda velocemente e in una ventina di minuti la lettura giunge al termine lasciando un senso di incompiuto.

Mi spiego meglio.
La trama è buona, la maestria di Murakami è notevole però giunti alla parola fine si sente che manca qualcosa.  Scorre troppo veloce la storia. Non c'è quel senso di scavo che di solito si trova nei suoi libri. 
E' un ottimo incubo, ma non molto di più. Il contatto tra il mondo reale e quello irreale qui è molto sfumato, non approfondito.  Anche le atmosfere a cui siamo abituati come suoi lettori latitano abbastanza. 
Ripeto, non è malvagio ma più che  una  favola o storia breve mi pare l'abbozzo che uno scrittore può prepararsi prima di scrivere il romanzo. 
Credo che se invece di lasciarlo così lo avesse ripreso in mano e approfondito il libro ci avrebbe di certo guadagnato.

Comunque non demordo. Ho moltissimi altri suoi libri in attesa di lettura.
Uno scivolone può capitare anche ai migliori :)
Myrtilla