martedì 21 maggio 2019

VERSEGGIANDO 17 RIEPILOGO

VERSEGGIANDO 17 RIEPILOGO


#fareblogging

#verseggiando





Questo mese le parole potevano essere difficili a prima vista ma data la vostra grande capacità, sono usciti dei veri capolavori! 
 

Ci sono opere in questa puntata di VERSEGGIANDO che sono veri e propri manifesti di una umanità dolente e piagata.



Complimenti a tutti! Siete immensi!




Ricordo che le parole erano state indicate di CRISTIANA MARZOCCHI



OLOCAUSTO

FORNI

VITTIME

CHIESA

IGNOMINIA





Le vostre opere sono qui, al solito, in ordine cronologico di arrivo.









Ignominia! Ignominia! Olocausto e Forni
richiamati in vita
da menti folli
nuove Vittime:
immigrati
poveri
disperati...
unica voce
fuori del coro
quella della Chiesa
a difesa di tutti e ciascuno.
 






All'ara del folle
i sacrificati offrirono fumi
graditi agli dei nazisti
e fu OLOCAUSTO.
L'IGNOMINIA della storia
non bastò e a questo tempo
necessitando nuove VITTIME
moderni carnefici
stanno costruendo CHIESE
pronte a giustificare
segregazioni e FORNI.
Ogni cielo li fulmini!

SARI









DAYLIFE

Solo
Senza un lavoro
Mi aggiro per questa stanza di un monolocale sfatto
Scavando solchi di disperazione sul pavimento.


OLOCAUSTO
moderno
Anime VITTIME di sterminio
Accompagnate nel loro ultimo viaggio

Dentro FORNI virtuali ma non meno strazianti,
Da urla becere di una società stolta e sporca


E questa IGNOMINIA si leva alta nel cielo
Ma non salva anime destinate all'estinzione
Perchè siamo una minoranza povera e silente.

Ero sceso in piazza
Reclamavo il mio diritto a lavorare
E ad avere un'esistenza dignitosa
Ho ricevuto in cambio
Come risposta

Una manganellata sul volto.

La CHIESA dice di porgere l'altra guancia
Ma loro che ne sanno
Hanno mai provato a ricevere una manganellata in faccia
E poi vedersi piombare due di loro addosso a colpirti ancora
Ed ancora
Senza sosta
Senza pietà.

Svengo tutto ricoperto di sangue e terrore.

Vergognatevi
Ancora una volta voi poliziotti
Forti coi deboli e deboli coi forti
Forti con me
Disarmato
Indifeso
E supplicante nella speranza di una luce
Per avere un lavoro ed un piccolo futuro.

Amore mio
Cadere a terra tra la calca
Temere di morire
Per chiedere di lavorare
Non ne vale la pena
Non ha senso
Proprio come questa vita
Proprio come questa mia lettera
Proprio come questi miei pensieri.

E se devo morire
Non voglio più farlo per un diritto calpestato
Che non mi riconosceranno mai
Ma in modo rapido ed indolore
Salutando tutti voi un'ultima volta.

Una corda
Una sedia
Pochi istanti e poi la quiete dei sensi
Pochi attimi e poi l'oblio.


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 





 FRANCO BATTAGLIA

C'è un Olocausto a due passi da ognuno di noi.
Nei Forni di Casalbruciato, Vittime dimenticate anche dalla Chiesa che cura solo i suoi attici e le tenute miliardarie di svariate ancelle di Cristo, gridano l'Ignominia della loro condizione.
Ma spenti i riflettori e le telecamere, dovranno vedersela con l'egoismo e la cattiveria. Facile anche per noi gridare parole, ma vorrei vederli i rom nel nostro condominio intonso, vorrei vedermi anche io alla prova.

FRANCO BATTAGLIA



VINCENZO IACOPONI MALAVISI
  Ancora oggi esiste copiosamente chi nega l'OLOCAUSTO;
i FORNI , quelli dove si cuoce il pane oppur la pizza da asporto;
le VITTIME, a milioni, una maldicenza, un imbroglio degli storiografi anglo-americani-russi;
la CHIESA per mano del suo pontefice dà buffetti sulle guance dei boveri negretti alla domenica in Piazza San Pietro precipitando ancor più profondamente nell'antica IGNOMINIA di chi accusò gli ebrei di "deicidio" fino all'altroieri, nell'antica finzione di chi -Pio XII- negò per primo i campi di sterminio. 

VINCENZO IACOPONI MALAVISI 
 
 

CRISTIANA MARZOCCHI

 Prevale il desiderio di dimenticare
i forni che esalavano il fumo di morte
delle i migliaia di vittime dell'olocausto.
Fingevano di non vedere,
o si mondavano l'anima
da questa ignominia
usando le indulgenze
tanto generosamente donate
dalla chiesa cattolica.


CRISTIANA MARZOCCHI
 





Il mio



Povera infanzia! Povera adolescenza!

Poveri fanciulli VITTIME di tonacata aberrazione.



Odiose vesti che accompagnano verdi età

verso FORNI crematori senza fiamme,

senza calore,

ma intimi e profondi come solo il sentirsi sporchi

può essere.

Nascosti da CHIESE colpevoli di IGNOMINIA

Polvere sotto al tappeto

come servette sciocche.



Ma verrà l’OLOCAUSTO divino

a punire chi si macchiò di tali atrocità.



Verrà il giudizio divino

a riaprire FORNI infernali

E Belzebù

attende

Patricia







lunedì 20 maggio 2019

INSIEME RACCONTIAMO 45

             INSIEME RACCONTIAMO 45

#fareblogging
#racconti
#insiemeraccontiamo 

Maggio... mese delle rose...  mese dei primi pensieri sulle prossime vacanze.
Bene! Allora partiamo tutti insieme per le ferie con questo nuovo incipit.
Ricordo che avete tempo fino al 30 maggio.
Ciaooooo



Il mio incipit

Il passaporto  era in ordine, il trolley pronto. Bastava solo  uscire di casa e poi... libertà!!!! Finalmente! E questa volta avrebbe viaggiato leggera.
Patricia

domenica 19 maggio 2019

La manutenzione della morte

La manutenzione della morte – I misteri di Mirafiori
M. Tallone
Fratelli Frilli Editori (2011)

                                          La copertina QUI


Un noir strano, a suo modo ma di piacevole lettura. Per certi versi spiazzante perché c’è un suicidio che c’entra e non c’entra; c’è un tentato omicidio e la ricerca del colpevole da parte della vittima; c’è una vittima che non rientra nei canoni classici del noir così come il colpevole. E ci sono due storie che corrono parallele si intrecciano all’inizio del romanzo e alla fine con due personaggi diametralmente all’opposto. 
 
Il Cardo, un pittore vagabondo, un clochard come ha recentemente scoperto di essere definito, che vive di vinaccio, prostitute e amici simili a lui, manigoldi (in fondo buoni) come lui. Un reietto agli occhi di tanti. Un solo amico al di fuori della banda di ubriaconi. Però un uomo che vive serenamente.
E’ lercio, puzza ma non può lavarsi perché non può cancellare i nomi dei suo clienti, cioè chi lo ha chiamato per farsi fare un disegno su una parete, sulle gambe e sulle braccia.
Però, nonostante tutto, si reputa felice. E’ felice. Nè padroni né orari. Paga il conto del vino quando ha i soldi perché Aldo, il proprietario gli fa credito. Così come gli fa credito ogni tanto Angela, la prostituta su amica.

Dall’altra parte c’è una donna colta, con un buon lavoro che però pensa troppo. Si pone domande serie su quanto sia etica l’eutanasia, su quanto sia umano mantenere in vita a tutti i costi degli anziani praticamente morti a danno dei figli unici che se ne devono prendere cura.
Lei stessa figlia unica, sa quanto una simile situazione distrugga i figli impedendogli di vivere la loro vita normale. Rendendoli simili a cadaveri ambulanti. Morti viventi li ritiene, così come si riteneva lei quando aveva la mamma anziana ed in coma.

Ecco perché ho parlato di un noir strano. Non solo per la storia o i personaggi ma anche per l’argomento di fondo. Un argomento serio e pesante come l’eutanasia che qui è vista con gli occhi di chi si ritiene vittima di un’ingiustizia dello Stato che ne impedisce la pratica.
Certo il suo comportamento è illegale, è reato ma mantenere in vita dei semi-cadaveri e ridurre alla morte psicologica prima ancora che fisica i figli unici è, secondo lei, ancora peggio. E’ disumano, di questo ne è strenuamente convinta.

Se siete pronti a passare da un linguaggio volgare, grossolano, pieno di bestemmie e parolacce, quello del Cardo, ad uno elegante, corretto, filosofeggiante, quello della donna, questo è il libro che va bene. Son così diversi i due personaggi, così agli antipodi in tutto e per tutto, che sembra quasi che il libro sia scritto da due autori e no  uno. 
 Beh… questo credo sia un punto a favore dell’autore perché ne dimostra le sue reali capacità.
Patricia



sabato 18 maggio 2019

Pillola 22

"Sei brutta come una scimmia!" disse Arco.
"Ma guardati allo specchio! Sarai bello tu!" riuspose Baleno.
E fu così che i due  fidanzati si voltarono le spalle.
Patricia


https://pixabay.com/photos/rainbow-lorikeet-parrots-australia-686100/

venerdì 17 maggio 2019

Mi perdo nel labirinto

Mi perdo nel labirinto dei miei pensieri.
Siepi di tasso mi bloccano la strada
mi avvelenano coi loro rossi semi,
come rabbia matura.

Nere nuvole mi penetrano in gola
a soffocar l’ultimo respiro.
Scendono in profondità
ad ovattar il cuore
chè più non senta dolore.

Ma il dolore è vita,
è lotta, è rialzarsi dopo un caduta.
E’ ira che sprona alla lotta
per rendere migliore il domani.

Se non sento dolore
ancora viva sono? No!
Qualcosa è rotto. Spento.

Ma io voglio il mio dolore
perché
non sono morta dentro!
Patricia



https://pixabay.com/it/photos/labirinto-glendurgan-giardino-511151/

giovedì 16 maggio 2019

Gli amici di Myrtilla scrivono 58

RICORDO CHE LE POESIE PUBBLICATE SOTTO QUESTA ETICHETTA SONO DI ESCLUSIVA PROPRIETÀ DEGLI AUTORI. 
IO LE POSTO DIETRO LORO AUTORIZZAZIONE.
L'USO NE È VIETATO SENZA IL LORO BENEPLACITO.

A questo mio  POST  scrive SINFOROSA CASTORO

M  io
A  mato
G  iovane
G  iorno
I    ndimenticabile
ltremisura.

SINFOROSA CASTORO

 LAURA
M  attino
A  lba
G  iorno

G  ioioso
I   nsieme
O  siamo?
LAURA 

SARI 
M alandrino!
A ttendevo
G arbate
G iornate
I nvece...
O hibò!

SARI

LEGGEREVOLARE 
 Mia
Aurora
Gioca
Gioiosamente
Innamorata
O

LEGGEREVOLARE

mercoledì 15 maggio 2019

Maggio

M  agico
A  nticipo
G  ioiose
G  iornate
I   n
O  zio
Patricia