lunedì 23 ottobre 2017

Personaggi maschili indimenticabili


In questo POST avevo parlato dei personaggi femminili indimenticabili. Personaggi di carta. Creature inventate da uno scrittore mettendoci non solo la propria fantasia ma anche qualcosa di se stesso.



Oggi parlerò di alcuni personaggi maschili che mi sono rimasti dentro. Che amo per un motivo o per l’altro.



                                        Salvo Montalbano

 

Il primo è italianissimo. Siculo. Poliziotto. Commissario, anzi. Un uomo scontroso, scorbutico, con una spiccata idiosincrasia per l’autorità del suo superiore diretto. Fedele ai suoi principi che sono onestà e correttezza solo però fino a quando gli conviene. Se serve giocare un tiro mancino per risolvere un caso, se serve mentire al Questore per poter lavorare in pace, no problem. Una balla grossa come una casa e via! Al lavoro.

Non devo nemmeno dirvi che parlo del mio adorato Salvo Montalbano creato da Andrea Camilleri. Quello che credo sia uno dei personaggi più riusciti nella storia della narrativa italiana e forse generale.

Ho letto tutte le sue avventure, le sue indagini. Ho parteggiato per lui ma a volte lo avrei preso a schiaffoni ma… è un grande amico e agli amici si perdona.
   

                                            Richard Sharpe




Il secondo personaggio invece è inglese. Creato da Bernard Cornwell è un mezzo delinquente che per sfuggire alla forca è stato costretto ad arruolarsi, salendo poco per volta di grado.

Si chiama Richard Sharpe, detto Dick, nei film della serie prodotti dalla BBC, definito un proper bastard. Un vero bastardo. Un uomo con gli attributi, che non guarda in faccia nessuno e sa farsi ascoltare e obbedire dai suoi uomini più fedeli.

Strano! Si potrebbe dire a stessa cosa di Montalbano. Uno però è italiano e vive ai giorni nostri. Sharpe invece è inglese e vive all’epoca napoleonica. Combatte the frog, i francesi. E combatte tutti quelli che gli mettono i bastoni tra le ruote o si dimostrano falsi e infingardi.


 
                                                 Dirk Pitt




Il terzo personaggio appartiene a quelle letture rilassanti. Coinvolgenti ma di puro relax. Quelle che fanno staccare veramente la spina. Leggendo le sue avventure con la NUMA (National Underwatere & Marine Agency) si sa già in partenza che risolverà qualunque situazione solo con la sua inventiva. Una follia per tutte? Attraversare il Golfo del Messico su una vasca di ghisa a motore, motore rubato su una spiaggia.

Follia! Appunto. Ma ogni tanto ci vogliono anche letture così. Decisamente non impegnative anche se ti prendono e non ti lasciano mollare il libro.

Questo americano si chiama Dirk Pitt ed è stato creato da Clive Cussler.

L’unica cosa che non perdono né a Dirk né al suo “papà”, è che lui, americano è bello, alto 1,93, atletico, occhi verdi mentre l’amico più fidato, Al Giordino, da italiano è piccolo e brutto e massiccio.

Che luogo comune!

Il divertimento nella lettura però, fa perdonare anche questo.


                                   Luigi Alfredo Ricciardi

 

Il quarto personaggio è di nuovo italiano e di nuovo commissario, questa volta però del Regio Esercito. Lavora nella Napoli degli anni trenta ed è un personaggio molto tormentato. Tanto quanto è umano nelle sue paure.

E’ un commissario non troppo amato dai superiori perché non si è ma schierato al fianco dei fascisti. Li detesta a dire la verità. Però, sa il fatto suo.

Con i suoi lunghi silenzi, le sue passeggiate solitarie e i pensieri che occupano la mente, risolve casi difficili. E anche quando sembra che la soluzione sia lì, lui scopre che c’è dell’altro. E' anche un po' fuori dalle righe perchè in un periodo in cui ci si basava solo su ciò che si vedeva e dicevano le prove, buone o fasulle, lui ragiona e fa del suo ragionamento la sua forza.

Ho detto però che è tormentato. Sì! Il problema del commissario Ricciardi è aver ereditato dalla madre la capacità di vedere i morti. Di osservare la loro morte. Non importa se investiti da un’auto o da un colpo di pistola. Lui li vede morire. Li sente.

Questa facoltà gli fa paura. Se da una parte la usa per capire qualcosa dell’omicidio, qualcosa a cui nessuno ha assistito, dall’altra lo opprime. E’ un peso così grande che gli impedisce di amare apertamente. Lo obbliga a tenersi lontano dalla donna che ama per il timore di rovinarle la vita e di trasmettere ad eventuali figli la stessa tragica capacità.

A volte, si prova pietà per lui, per i suoi dubbi, le indecisioni dal lato umano. Altre verrebbe voglia di scrollarlo e dirgli di svegliarsi. Che la vita merita di essere qualcosa di più del solo lavoro. Che in compagnia certi pesi possono diventare più lievi.

Maurizio De Giovanni ha creato veramente un bel personaggio.


                                                   Il   Padre



Di tutt’altro genere è il quinto personaggio. E’ creato da Cormac Mc Carthy. Non ha nome. E’ il padre, così semplicemente.

D’altronde nel libro The road nessuno ha un nome. Nemmeno il figlio.

Questo però non significa che il libro non abbia una potenza notevole. Non significa che il peso di questo personaggio sia nulla. Anzi!

Questo padre è il simbolo di un amore infinito. Di una forza interiore superiore e sublime che è tutta dedicata alla sopravvivenza del figlio in primis. Eventualmente anche alla sua. Ma solo in un secondo tempo.

Il protagonista di The road è il cuore pulsante del romanzo. L’abnegazione totale in un mondo semidistrutto si presume da un disastro nucleare. La speranza che in mezzo alla morte e alla folle crudeltà ci sia qualcosa di buono nonostante tutto.

Patricia

domenica 22 ottobre 2017

LAPOESIADELWEEKEND 20/21/22 OTTOBRE

Per la community L'ARTEDELLAPOESIA e per la #POESIADELWEEKEND del 20/21/22 ottobre hashtag è


                                                       #coraggio

Io partecipo all'iniziativa.



Coraggio è andare incontro alla vita a testa altra e col sorriso. Nonostante tutto.
Patricia

Il vento accarezza


Il vento accarezza le nuvole
come appassionato innamorato.
Le abbraccia cullandole
al suono di un celestiale violino.
Ma, irrequieto è il vento.
Irresponsabile e violento amante.
Instabile in pensieri e desideri.
Si fa prendere dall’ira.
Si gonfia ad eruttar la rabbia.
Esplode come vulcano da troppo inattivo.
S’odon le sue urla.
Strattona sgualcisce strappa.
E di calpestate nuvole
solo brandelli di nulla
restano.
Patricia


sabato 21 ottobre 2017

Tutte le mie canzoni secondo Patricia


Il 6 ottobre, ARIANO GETA https://arianogeta.blogspot.it/ con questo post
ha partecipato ad un meme sulla musica chiamato a “rapporto” da ANTONELLA http://inchiostrofusaedraghi.blogspot.it/2017/10/tutte-le-mie-canzoni.html.
Ci ha fatto così conoscere i suoi gusti musicali rispondendo a trenta domande. O meglio, ha ampliato le notizie che ci aveva già dato in altri post.
Quando io ho commentato nel suo post, Ariano mi ha invitato a prepararne uno.
Non sono velocissima come Speedy Gonzales ma sono qui. Premetto però che in fatto di musica attuale sono parecchio ignorante. Avendo radiomammà sempre nelle orecchie ho sovente bisogno di silenzio ahahahahahh
Comunque, ci provo lo stesso. :)

1 La tua canzone preferita.
Una e millemila, dipende dal momento e dal mio stato d’animo. Adesso? Io vorrei, non vorrei ma se vuoi…. Del mitico Lucio!
Vorrei fare.. vorrei sbrigare… vorrei realizzare ma il tempo è sempre scarso. Uff!!!!

2 Una canzone invernale
Un’estate al mareeeeee! Della grandissima Giuni Russo. Già rimpiango l’estate. Si capisce????

3 Una canzone che ti rende allegra.
Obladì Obladà degli scarafaggioni di Liverpool. Sì, lo so, non è proprio recentissima però ascoltarla e… ops! Cantarla alla mia maniera, da stonata e da ‘gnorantona di inglisc mi fa sentire meglio.

4 Una canzone che ti commuove
Imagine di John Lennon. Mi commuove e mi porta al contempo rabbia perché Immagina… appunto! Non ci resta altro.

5 Una canzone che ti ricorda qualcuno.
Se si può considerare una canzone una romanza di un’opera sì, c’è!
Nessun dorma della Turandot. Mi porta alla mente mio papà, grande estimatore della lirica mentre invece a me… zero! Questa romanza di Calaf però mi è rimasta dentro per motivi sentimentali.

6 Una canzone che ti ricorda un posto.
Se non ridete ve lo dico. Giurin Giuretta???? Va beh, rischio.
Montagne verdi d Marcella. Mi riporta alla mente la fanciullezza, quando d’estate trascorrevo le vacanze in montagna con nonna. Noi due, sole, a litigare, bisticciare, far la pace. Come in città :)

7 Una canzone che ti ricorda un momento particolare.
Flashdance di Irene Cara. La suonavano quando conobbi il marito. Dimenticarla? Uhm…. Magari lui ahhaahhahahaha

8 Una canzone di cui conosci tutte le parole.
Nemmeno una! Posso cantarvene centomila (e non vi consiglio di chiederlo!) ma tre parole per ognuna. Memoria zero. Se poi sono in inglese, lassamo perde ahahahha

9 Una canzone che ti fa ballare.
Save the last dance di Michael Bublè.
Comunque, a bocce ferme! Non so assolutamente ballare ma se sentono chachacha o twist le mie gambe si agitano da sole.

10 Una canzone che ti aiuta a dormire.
Non credo ci siano canzoni così. In compenso provvede tutta la musica sinfonica e da camera… da letto, appunto!

11 Una canzone della tua band preferita
Bohemian Rapsody dei Queen. Intramontabili amori miei!!!!!!

12 Una canzone della tua band che odi.
Premetto che oltre ai Queen ho sempre adorato i Culture Club, ditemi voi se è possibile trovare una loro canzone da odiare!!! NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!

13 Una canzone che conosci da poco.
La sto ascoltando ora. Despacito. Non sto contando frottole. Non l’avevo mai sentito ma se avete letto la mia premessa….
Ps che rottura!!!!

14 Una canzone che nessuno si aspetta possa piacerti.
Non saprei proprio…..

15 Una canzone che ti descrive.
Do you really want hurt me now dei Culture Club. Perchè sono decisamente stufa di essere presa per i fondelli e ho deciso che STOP! Finito!
Ps tranquilli, non si tratta di persone del web. Nemmeno familiari stretti. Cosiddetti amici….

16 Una canzone che amavi e ora odi.
Se una canzone mi piaceva mi piacerà sempre. Magari un po’ meno, però non potrei mai odiarla. Piacermi meno… forse… no! Non ce ne sono!
Ah, sì! L’era del cinghiale bianco di Battiato. Ho scoperto che siamo agli antipodi come idea di musica.

17 Una canzone che vorresti dedicare a qualcuno.
Anni fa un certo Marco Masini cantava Vaffanculo. Ecco! Avrei parecchie persone a cui dedicarla, anzi cantargliela in faccia. Anche qui però nessuno del web eh…

18 Una canzone che vorresti ascoltare alla radio.
Più che canzone, musica. Il Silenzio di Nini Rosso. Mi ha sempre messo i brividi sia ascoltarla in radio che dal vivo ma che muSica!!!!

19 Una canzone del tuo album preferito
Rocket Man di Elton John. Adorabile! Però non ricordo il nome dell’album...


20 Una canzone che ascolti quando sei arrabbiata.
Nessuna! Canto già io in quel momento e i miei acuti nemmeno Pavarotti….

21 Una canzone che ascolti quando sei felice.
Una qualunque di rock vecchio stile. Queen, Deep Purple, Rolling Stones…
Ad esempio Satisfaction.

22 Una canzone che ascolti quando sei triste.
Brontolo e non ascolto musica. Al limite, ripeto quella di Masini ahahhaah e litanie irripetibili.

23 Una canzone che vorresti sentire al tuo matrimonio.
Non so nemmeno se ci suonarono la marcia nuziale. Era il 26 gennaio, le 15,30 di un sabato pomeriggio in cui nevicava… boh!
Però mi sarebbe piaciuto ascoltare Avventura di Battisti. Non sarààààà…. un’avventura!!!!

24 Una canzone che vorresti sentire al tuo funerale.
E chi se ne frega! Tanto io mica sentirei. L’importante è che non cantino a me quella di Masini ballando perché me ne sono andata ahahahhahaha


25 Una canzone che è un piacere peccaminoso.
Living la vida loca. Mi piace la canzone ma quanto è peccaminoso Ricky Martin!!!!! Lo so… è gay e io sono vecchia ma sognare mica costa niente!

26 Una canzone estiva.
O soleeeeee, o sole miooooooo! Vi devo spiegare il perché????

27 Una canzone che ti piacerebbe suonare.
Non suono mica io… batto solo i coperchi!

28 Una canzone che ti fa sentire colpevole.
Nessuna a meno che non si intitoli Voglio una torta di panna montata ahahhahaha Non c’è ancora per fortuna e la pasticceria è lontana. Uff!

29 Una canzone della tua infanzia.
Mangia libri di cibernetica, insalata di matematica e a giocar su Marte vaaaaaa!
Ufo Robot!!!!!

30 La tua canzone preferita in questo momento un anno fa.
Boh!!!!!!! Mica mi ricordo. Ma forse lo scorso anno avevo già parecchi casini e di musica…

Ora mi perdonate il ritardo e la confusione che ho fatto? Fate finta di niente. Leggete disinvolti (parafrasando Han Solo a Chewbecca) ahahahhaha
Patricia

venerdì 20 ottobre 2017

Venerdì di poesia del 20 ottobre


Secondo post di giornata, perdonate :) 


Per il Venerdì di Poesia del 20 ottobre della community   AMAMIPIÙCHEMAI hashtag

                                                #credodiessere

Io partecipo all'iniziativa.
#credodiessere
#venerdìdipoesia
#lovepoetry

Credo.. forse sono…
non so!
Ognuno mi vede coi suoi occhi
ma io sospetto altro.
Credo di essere
una donna,
solo
una donna
come tante ce ne sono.

Moglie, madre, figlia, nuora
che conta?
Voglio essere
solo
me stessa.

Credo di essere…
di essere diventata
solo
me stessa
grazie al tempo che va
e insegna.
Dentro ad ogni capello bianco
ad ogni ruga che il trucco non nasconde
Dentro ad ogni sorriso a denti stretti
ad ogni lacrima da occhi arrossati.

Il resto…
acqua che scorre
e non lascia segno.
Patricia






INSIEME RACCONTIAMO 26


2O ottobre e si riparte!

              INSIEME RACCONTIAMO 26




#racconti    #insiemeraccontiamo    #fareblogging
 



Che bel numero! Siamo già alla seconda puntata del terzo anno! Wow!

Incredibile! Però vista la partecipazione, perché fermarsi?




Su dai! Ecco il mio nuovo incipit.







LA GITA


Non sapeva perché aveva aderito a quella gita. Ora, però, tra ultrasessantenni si sentiva fuori posto. Non che lei fosse tanto più giovane ma sperava di trovare più allegria e chiacchiere. Un mortorio, invece. E solo chiese da visitare.

Un’occhiata e fu allora che le vide. Rovine  di un vecchio castello in cima ad una collina verdeggiante.

Patricia

PS buon lavoro!!!!!


ps

Le regole non sto lì a riscriverle tanto ormai le conoscete tutti. Al limite le trovate nella pagina fissa in alto.

giovedì 19 ottobre 2017

Quattro chiacchiere con......





In questi giorni ho ricevuto un gentile omaggio. Un’antologia di poesie edita da OPERA UNO https://operauno.wordpress.com/

Cinque autori diversi, ognuno con le sue opere.

Tra questi poeti c'è un amico blogger che conosciamo e leggiamo. VINCENZO IACOPONI

Leggendo il suo  BLOG lo conosciamo come un uomo dalla gran voglia di vivere, dalla lingua pronta, dall’irruente rabbia contro tutto quello che non gli piace o trova sbagliato.
Lo conosciamo come autore di racconti bellissimi e di poesie altrettanto valide.

Chi viene sul mio blog all’etichetta GLI AMICI DI MYRTILLA SCRIVONO dove raccolgo una volta a settimana o quasi i commenti poetici che trovo in risposta ai miei post, lo ha anche letto in componimenti che vanno dal serio al faceto, in italiano e in romanesco. Versi seri e altri divertenti. A volte trilussiani.
Perchè lui è così. Un vulcano in continua eruzione. Una forza della natura.

Bene! Leggendo le sue poesie pubblicate in questa antologia, viene fuori un Vincenzo sempre vero ma più riflessivo. Un uomo che fa i conti con se stesso pensando a cosa gli pare di aver perso per strada, alle assenze che purtroppo nella vita prima o poi dobbiamo tutti quanti affrontare.
Non c’è rimorso ma un senso di malinconico vuoto, di nostalgia e rimpianto dolceamaro.
Nessun libello né sarcasmo. Amore profondo per chi c’era e non c’è più, per chi avrebbe potuto esserci e non c’è mai stato.
Amore per la vita vissuta, sempre e comunque.

Oltre a ringraziarlo e fargli i complimenti, ho pensato di porgli alcune domande. Così… tanto per conoscerci e farlo conoscere meglio.
Gentilmente ha accettato. Sotto infatti trovate la nostra chiacchierata. Poche domande e belle risposte!
Buona lettura!
Patricia



D La prima domanda che voglio farti non è inerente al libro ma serve per capire chi sei, oltre a quello che già conosco di te attraverso la lettura del tuo blog.
Ho letto che ti sei trasferito in Germania nel 1971 e che oltre ad altro hai fatto l’autista di tir e hai girato mezza Europa. Come è stato da italiano ritrovarsi all’estero?

R È stato sorprendente. Non credevo di potermi adattare subito in un ambiente mai conosciuto e senza basi linguistiche. Sono arrivato pensando di fermarmi al massimo per pochi mesi, ma dopo alcune settimane avevo capito che la ditta italiana che mi aveva ingaggiato non era "troppo seria" e allora mi sono licenziato ed ho cercato un lavoro da un datore di lavoro locale. Non avendo nessun Beruf, specializzazione, ho preso un posto da autista. Io avevo la patente italiana ed in più quella militare, dove ero stato conduttore di carri armati e di camion con rimorchio. Me l'avevano in Italia trasferita su quella civile come guidatore di mezzi fino a 8,5 tonnellate, cioè un bussino. Ho immediatamente iniziato un corso di lingua tedesca intensivo alla Berlitz Schule e mi sono fatto la patente tedesca, consistente nella traduzione di quella italiana. La traduttrice ha letto male, cioè ha letto 85 tonnellate ed io nemmeno me ne accorsi. Se ne accorsero in Ditta. Avevano allora oltre 1.500 T.I.R. e dopo alcune settimane mi dissero che mi trasferivano ai lunghi viaggi. Una domenica sera mi affidarono il primo viaggio: Frankfurt am Main - Lissabon. Ufficialmente ero secondo autista, ma il mio collega fu felicissimo di affidarmi il colosso, uno Scania con 82 tonnellate. Mi dovette dire come dovevo fare per mettere il muso dello Scania verso Lisbona, ma ci sono arrivato e mi è immediatamente piaciuto assai. L'avventura incominciava a piacermi. In quel periodo ricordo che rimanevo di stucco quando qualcuno mi chiedeva se fossi veramente italiano. Certo, rispondevo, perché me lo chiedete? Perché tu lavori, non rompi, non rubi e non sei mafioso.


D Questi mondi così diversi dal nostro e tra di loro non ti h anno mai fatto paura? O, al contrario, ti hanno ampliato l'orizzonte? In fondom credo che tu sia un uomo curioso del mondo e della vita.

R Paura di che? Le novità mi hanno sempre affascinato. Conoscere mondi diversi, gente diverse, lingue diverse dalla mia, mentalità di cui non avevo nemmeno sospetto era una cosa cui ho sempre ambito. Credo che mi abbiano dato la completezza che cercavo. Non tutto quel che vedevo mi entusiasmava. Quando sono arrivato io in Germania eravamo circa un milione di lavoratori italiani, poi c'erano allora solamente circa 400.000 jugoslavi. la maggior parte croati e serbi, e cominciavano ad arrivare spagnoli e portoghesi. I vecchi tedeschi ci chiamavano Gastarbeiter, cui davano un senso spregiativo. La parola significa lavoratori ospiti, ma c'era una punta velenosa soprattutto nei confronti di noi italiani, che avevamo abbandonato e tradito la Germania alla fine del conflitto. Oggi le nuove generazioni non se lo ricordano nemmeno, ma allora c'erano in giro i reduci della seconda guerra mondiale.


D Io sono convinta che la creatività intesa come fantasia che esce dal suo mondo virtuale per realizzarsi in quello materiale, sia innata nell’uomo. Se c’è, bene. Altrimenti, non c’è e basta. Non arriva con gli anni. Questo tuo mondo così allargato, Italia, Germania e chissà quante altre nazioni ti ha aiutato nella tua passione di scrittore, poeta, pittore?

R La prima casa dove ho abitato era una normale abitazione una camera da letto, un cameretta, cucinino e bagno. Un anno dopo affittai un magazzino di 260 metri quadrati con un enorme finestrone e vi organizzai un atelier. C'erano altre tre camere, una cucina e un grande bagno. Cominciai a dipingere lì dentro. Abitavo una delle camere e nelle altre tenevo il magazzino dei materiali. Nel 1973 lasciai la ditta di trasporti e lavoravo metà giornata come rappresentante di vini italiani. L'altra metà del giorno e parecchie ore della notte lavoravo nel mio atelier. Feci i primi due Kunstausstellungen, esposizioni in due diverse gallerie ed iniziai a farmi conoscere. Purtroppo per me non ero un accademico e questo mi ha danneggiato moltissimo. Ho iniziato a scrivere racconti ed a pubblicarli sul Corriere degli italiani un giornale a diffusione nazionale in Germania in lingua italiana per i nostri connazionali. Da qui le prime interviste e le prime serate di lettura di mie poesie.


D E per te, creatività cosa significa? Sei stato anche scenografo teatrale mi pare e quindi avrai potuto sbizzarrirti.

R Creatività è tutto quello che estrai dalla tua fantasia e dal tuo interno potenziale per ottenere una creazione artistica e/o letteraria. Avevo fatto pittura teatrale già in Italia e lavorato con scenografi di chiara fama, tra cui Ezio Frigerio, il mito per tutti noi. Fu lui a scoprirmi a Francoforte ed a chiedermi di aiutarlo ad eseguire un lavoro particolare "all'italiana" per il Badisches Stadtteather di Karlsruhe. Non glielo apeva fare nessuno con quel metodo. I tedeschi sono abbastanza primitivi nella scenografia teatrale che è nata in Italia nel 1700, per l'esattezza a Venezia. In questa materia noi italiani siamo maestri riconosciuti ed irraggiungibili. In breve gli feci il lavoro, un fondale di 42 metri per 20 metri di altezza e Frigerio mi fece pagare la gage dieci biglietti da mille marchi. Prima dell'inizio della stagione successiva accettai l'offerta del Teatro di Karlsruhe per un posto stabile con un ottimo stipendio. Ci ho lavorato fino l 1988, con grande soddisfazione mia e dell'Intendenza Generale.
Hai proprio ragione tu: mi sono potuto sbizzarrire ed ho avuto ingaggi per lavori addirettura a Berlino, al Teatro cittadino dell'Opera, che per loro è il tempio assoluto.
Avrei potuto trasferirmi a Berlino con uno stipendio da favola, ma in quei tempi Berlino era un'isola nella Repubblica Democratica tedesca e mia moglie rifiutò energicamente il trasferimento della nostra famiglia laggiù. Sì, ero molto creativo, teatralmente intendendo. Ancora oggi nel Foyer del teatro di Karlsruhe si può ammirare un mio Prospekt, un fondale 18 metri per 9 raffigurante un murales egizio del tempo dei faraoni. Sotto hanno voluto che lo firmassi e lo datassi. Sono piccole ma grandi soddisfazioni anche quelle.


D Leggendoti da un po’ di tempo credo di aver ormai capito che hai una grande voglia di vivere ma soprattutto che possiedi una notevole capacità di osservazione e nessuna remora a dire quello che pensi. Non ti fai paura in certi momenti? Mi spiego. Quando dici, anche giustamente spesso, peste e corna della politica e dei politicanti di tutto il mondo, non ti sembra mai di andare oltre? Di valicare quel confine tra ciò che si può e ciò che non si può ufficialmente dire?

R So cosa intendi dire. Sono colpito dal tuo ufficialmente. Io avrei usato un altro aggettivo: ipocritamente, dire cioè quel che conviene dire, mai andare oltre, mai rischiare una sciabolata sulla testa, sempre defilarsi. Mi conosci così? Smetterei subito di scrivere e mi ritirerei in un eremo se mi venisse solo l'impulso di seguire il gregge dei belanti, dei webeti, degli insulsi. Se non ho nulla da dire mi taccio, ma se ho qualcosa da dire, da obiettare lo faccio con furore, con odio se posso e siccome posso lo faccio. Mai avuto paura di affrontare un eventuale castigo per avere espresso la mia opinione. Sempre così, da piccolo, da giovanotto, da grande e tu pensi che oggi da vecchio io possa rinnegare me stesso? Possono arrivare i carabinieri? Che vengano, ma che il mio mondo sappia che io ci sono e ci sarò sempre perché dire cornuto ad un bue non può far male e se la facesse io lo griderei con ancora più forza. Vogliamo aspettare che un imbecille raggiunga di nuovo quella poltrona a Palazzo Chigi onde fare ancora più danno? Io non ci sto e continuerò a buttare in faccia a costui tutta la merda che posso. Scusami ma se parlo di fiori nomino un fiore, se parlo di letame ne sento il sapore on bocca, cosa che non capita a questa banda di politicanti schifosi abbarbicati alle loro lucrose poltrone d'oro.


D No, non ti conosco così. E non mi piaceresti nemmeno :) Ufficialmente in questo caso significa ipocritamente. Sai quelli che chinano sempre la testa al potente di turno salvo poi mugugnare tra le pareti di casa quando nessuno sente. :)
Venendo a questo libro di poesie, questa antologia a più mani, ci spieghi come è nata? Dove si può reperire per chi fosse interessato?

R Non ricordo come mi ci sono imbattuto, ma credo che qualcuno abbia letto il mio blog e mi abbia fatto una proposta. Si chiama "OPERA UNO" pubblicano antologie di poesie e di racconti. Questa volta sono riuscito a rappresentarmi solamente nelle poesie. Facevo troppa fatica a rintraciare sul mio blog i racconti che volevo inviare.
Sono persone serie ed oneste. Non chiedono contributi. Non pagano royalty. Perfetto, no? Un'altra piccola soddisfazione. Questa è la terza volta, se non sbaglio, che invio materiale a Opera Uno. A me hanno sempre pubblicato tutto, mai niente scartando. Me ne compiaccio. E vabbè sono vanitoso che ci posso fare?


D Sempre riguardo alle tue poesie di questo ebook, ti dico subito che ci ho trovato un Vincenzo inedito. Che ancora non conoscevo. Confesso che qualcosa sospettavo ma senza certezze.
Qui non esiste ironia nè sarcasmo.Nemmeno rabbia. Direi che c'è  una forte umanità. Un senso del dolore malinconico e profondo.Non quel dolore bruciante di un tempo ma quello che si è trasformato in nostalgia, rimpianto. Dubbio.
Quasi in paura di aver perso qualcosa. Sbaglio?

R Non sbagli. Vedi? Ci si può sbagliare a volte nel giudicare le persone. A me piace irridere, giocare, prendere per i fondelli; prenderMI per il c***, giocare con le parole, mimetizzarmici dentro...ma poi scopro anch'io che c'è un pozzo profondo dove ho raccolto tutti i rigagnoli che sfociano spesso in un grande fiume ed io, in quel caso li osservo ingrossarsi e procedere verso la foce, dentro la valle di questa mia vita, che mi incomincia proprio a piacere.


D Ultima domanda. Dopo aver letto queste poesie, se potessi tornare indietro come agiresti? Cambieresti qualcosa?
RAssolutamente NULLA. Non cambierei nulla. Ho sempre agito d'impulso commettendo molti errori, azzeccandoci anche molte volte, ma MAI, ripeto MAI, ho disconosciuto ciò che avevo fatto e MAI ho rinnegato i miei errori, perché sono parte di me.


D Ora non resta che farti i complimenti e ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato. E’ stato un piacere conoscerti meglio.

R Una postilla, Pat. L'ho fatto molto volentieri perché ho sentito quella nota di sincerità che è l'unica cosa che veramente conta per me.
Questo è il tizio che ti sei scelta come amico di blog, tienilo sempre presente e ripagalo con la stessa moneta.
Non rileggerò niente, come mio solito. Correggi gli eventuali errori di battuta se vuoi. Ciao e grazie.
Vincenzo
D Cotta e mangiata anche questa ! Ahhahahaahah
Mi sono scelta come ottimo amico di blog, volevi dire. Ne hai dimenticato un pezzo!

Patri

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