sabato 23 febbraio 2019

La poetessa

La vide seduta su una panchina del piccolo parco cittadino. Sigaretta accesa, lo sguardo perso nel vuoto. O forse, impegnato a rincorrere versi che non volevano farsi prendere.
Le si avvicinò.
- Mi scusi… v olevo... se non disturbo volevo dirle quanto mi piacciono le sue poesie.
La poetessa la guardò con in sorriso ironico.
- Le mie poesie? Perchè? Lei le chiama poesie?
- Sì, certo! Le sto leggendo proprio ora – e così dicendo le mostrò il suo ultimo libro appena pubblicato. - Mi danno i brividi.
- Brividi? Di paura, suppongo.
- No, no! Dentro. Mi danno i brividi dentro. Smuovono qualcosa in me… sì, forse anche paura perchè i suoi versi sono così forti, così potenti!
- Forti? Potenti? Per questo le fanno anche paura? - domandò la poetessa calcando fortemente sulla parola anche.
- Sì... mettono in evidenza i nostri difetti. Quelli di tutti..
- E per aver paura ha pure comperato il libro. Soldi sprecati, mia cara.
- No, non sono…
- Soldi sprecati, sì! Quelli non sono versi. Sono solo parole. Parole libere che decidono quali frasi comporre. Parole pasticcione. Senza senso. E anarchiche. Arrivano quando vogliono e quando decidono se ne vanno. Ritornano da dove son venute.Non decido mai io cosa farne.
La poetessa spense la sigaretta schiacciandola con il tacco di una scarpa vecchia e consumata, sformata da troppi anni di uso. La raccolse e la mise in tasca.
Poi, prese il libro.
- Suppongo voglia un autografo. Ce l’ha una penna?
Quando la giovane gliela passò, scrisse qualcosa all’interno del volume, glielo riconsegnò e si allontanò senza altre parole.
La ragazza la guardò camminare lentamente, le spalle curve, un’andatura zoppicante.
Quando sparì dietro la curva del sentiero aprì il libro. Con una calligrafia tremolante, antica, c’era la dedica.
Non versi ma parole indipendenti, libere come noi non saremo mai!”
Patricia


venerdì 22 febbraio 2019

Le pietre


Le pietre

Claudio Morandini

Exorma Edizioni (2017)




                                       COPERTINA QUI







Che libro particolare questo! Bello indubbiamente ma particolare.


Però Claudio Morandini già con Neve, cane, piede di cui ho parlato QUI mi ha abituato a libri diversi dal solito.


Se in Neve, cane, piede c’erano i problemi mentali di un uomo anziano che vive da eremita, in questo libro c’è qualcosa di diverso. C’è un non so che di paranormale, di poltergeist. Un quacosa che attrae il lettore come una calamita e lo proietta in una realtà curiosa e strana, mai paurosa.

In più, la storia o meglio, le storie si intrecciano. Il presente e il passato si incrociano nei ricordi del narratore che colloquia proprio col lettore. Gli parla  come se lo facesse verbalmente seduto al tavolino di un bar di fronte ad un caffè.


Ecco lo stile particolare. Il dialogo. Morandini parla a chi legge e chi legge Lo ascolta senza fiatare. Proprio come se si fosse a tu per tu.



La storia è semplice. Gli abitanti di Sostigno, il paese a valle, d’estate sono abituati a trasferirsi in montagna nel paese di Testagno. Lasciano le case ben pulite e chiuse per andare a portare mucche e pecore agli alpeggi.

Il problema è che questa zona delle Alpi è costituita da roccia friabile, che si sgretola in continuazione e il paese è attraversato da un torrente che non ama la monotonia e ogni tanto cambia percorso invadendo ora i campi ora il paese stesso.

Questo torrente briccone porta con sé le pietre della montagna che a poco a poco invadono Sostigno. 
 

Da quando poi in paese sono giunti due cittadini, lui professore in pensione lei maestra della locale scuola elementare, le cose peggiorano. I comiugi Saponara, così si chiamano i nuovi arrivati, si trovano poco per volta una stanza invasa dalle pietre. Pietre vive. Pietre che si muovono da sole, che si moltiplicano, che diventano anche aggressive.


Non vi dico di più. Sappiate solo che la voglia di arrivare alla fine del libro per scoprire da cosa è portato questo fatto, se si tratta di uno scherzo o di qualcosa che va oltre la realtà è tanta. Tantissima.



Morandini è un grande nel tenere alta la tensione, nello scendere nell’anima dei Saponara invasa dal terrore, nel creare suspence con qualcosa che normalmente paura non fa. Le pietre appunto.

E’ anche un grande nell’ironia che mette nel descrivere i personaggi del presente tra montanari, parroco compreso, maghi e stregoni vari ognuno col suo punto debole e le sue manie.


A mio parere, questo incrocio tra il momento in cui l’autore narra e il passato è riuscito alla grande. Il lettore non si trova disorientato ma riesce a seguire perfettamente la trama. Meglio ancora, il filo del discorso perché, ecco, è un romanzo discorsivo questo. Morandini discorre con chi legge in modo semplice, a volte arguto, altre ironico, altre ancora con una parvenza di serietà che si scopre presto irrisoria.

Mi è piaciuto? Direi proprio di sì.

Patricia

giovedì 21 febbraio 2019

VERSEGGIANDO 14 RIEPILOGO

                       VERSEGGIANDO 14


 #fareblogging
#verseggiando

Seconda puntata del 2019 e secondo riepilogo per VERSEGGIANDO.
Questo mese abbiamo giocato con le parole scelte da DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®   oppure QUI
il 24 gennaio



ALLARME
GIORNATA
CLOROFORMIO
EQUAZIONE
FORESTA



Ecco i vostri componimenti: Poi mi dite voi se siete o no bravissimi!!!!
Ciaoooooo Patricia

                   


Le vostre opere



Equazione fraintesa.
Giornata
triste:
la Foresta,
dopo l’Allarme dato,
è morta.
mi assopisco,
sotto l’effetto del
Cloroformio.
SINFOROSA



 
LO STORMO


Aerei a bassa quota
Come uno stormo di morte

Rilasciano CLOROFORMIO sulle folle

Anestesia al litio
Teste chine su display colorati di tristezza e volgarità


L'ALLARME
scatta inutilmente
Nessuno vuol essere salvato

Tutti aridamente rinchiusi dentro un'aberrante FORESTA di pixel
Imprigionati tra rami d'ignoranza


E l'EQUAZIONE
"Superficialità - oppio dei popoli"
Illumina ogni singola e vuota GIORNATA
Di questo patetico pianeta.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®



Un'informazione
al CLOROFORMIO
promulgata
senza un precedente

ALLARME
ha trasformato
questa GIORNATA
in una EQUAZIONE
abbandonata
nel folto di una

FORESTA.
VINCENZO IACOPONI MALAVISI 


REGINA Z.
 
Questo amore al CLOROFORMIO
Mi ridesta a mezzogiorno
Quando già a metà GIORNATA
Ho pelato la patata.

Che poi so che sto inseguendo
Una rima senza senso,
Ma, sapete, l’EQUAZIONE
non fa rima con co...pione?

Oggi in più è San Valentino
Che fa rima con cretino,
Il mio cuore è già in ALLARME,
Tutte a mille, State carme!

Io ce l’ho stampato in testa,
Voglio in dono una FORESTA,
Una selva tutta intera
Dove farmi nera nera.

REGINA Z.
Il mio

Ad ogni inizio di giornata
risuona il materno ciacolar  come allarme antiaereo.
Prolungato e ininterrotto
Parole vuote a riempir la bocca e nulla dire.

Vorrei essere altrove
nel mondo dei sogni,  tra le stelle
al centro di un atollo
o unica abitante di foresta lontana.
Meglio ancora!



Ma la vita è questa
e come sfacciata equazione pretende un risultato
Non resta che alzarsi e rimboccarsi le maniche 



Ancora niente tazza di cloroformio per me, oggi.
La solita tazzina di caffè forte
che dia la carica
carburante a mille ottani per non fermarsi.
Patricia




Il mio

Ad ogni inizio di giornata
risuona il materno ciacolar  come allarme antiaereo.
Prolungato e ininterrotto
Parole vuote a riempir la bocca e nulla dire.

Vorrei essere altrove
nel mondo dei sogni,  tra le stelle
al centro di un atollo
o unica abitante di foresta lontana.
Meglio ancora!

Ma la vita è questa
e come sfacciata equazione pretende un risultato
Non resta che alzarsi e rimboccarsi le maniche 

Ancora niente tazza di cloroformio per me, oggi.
La solita tazzine di caffè forte
che dia la carica
carburante a mille ottani per non fermarsi.
Patricia

mercoledì 20 febbraio 2019

Ciao ragazzi

Ciao ragazzi,
avrete notato che ultimamente ci sono poco in giro sul web. Qui... da voi... purtroppo per un  po' sarà così.
Farò quello che potrò e quando potrò perchè non ho intenzione nè di abbandonarvi nè di chiudere Myrtilla'shouse.
Il fatto è che non sto bene. Diciamo che oltre ai problemi agli occhi se ne sono aggiunti altri che ora non sto a raccontarvi. Vi dico solo che ieri ho trascorso quasi tutto il giorno al pronto soccorso e quando sono  tornata a casa ero demolita.
Vi chiedo solo di aver pazienza e di scusarmi se non risponderò subito ai vostri commenti, se ci saranno più pasticci del solito, se i tempi non verranno rispettati come le altre volte.
Insomma, se le cose saranno diverse da prima però purtroppo non ho alternativa.
A quanto pare il 2019 si presenta peggio del 2018... :(

Ora vedo di rispondervi ed eventualmente aggiornare il riepilogo di Verseggiando per domani. 

A tempi migliori
Patricia

INSIEME RACCONTIAMO 42

            INSIEME RACCONTIAMO 42







#insiemeraccontiamo
#racconti
#fareblogging 

Per questa puntata di INSIEME RACCONTIAMO io farei un passo indietro. Ma soltanto a pochi giorni fa, non spaventatevi! :)
Scusate ma ho anche poche idee al momento. O forse ne ho troppe e non riesco a metterle a fuoco? Mah…
Comunque ecco il mio incipit, sperando che sia di vostro gradimento.

Il mio incipit

San Valentino.. una delle tante feste in cui ci si doveva per forza di cose far regali. Oh! Lei lo aveva fatto e in cambio…


Buon lavoro! :)
Patricia

martedì 19 febbraio 2019

ESPERIMENTO 363: CARMEN GRECO

C   on
A   udacia
R   incorriamo
M  omenti
E   ffimeri
N   iente
  uarirà
R   abbia
E   marginando
C   on
dio 

Grazie, Patricia

lunedì 18 febbraio 2019

Seguo una musica

Seguo  una musica
silenziosa
solo mia
Un ritmo che varia
giorno per giorno
Sfrenato come rock
sonnolento come sinfonia
allegro come samba
Mai uguale
mai fine a se stesso
Mi porta in paradiso 
o mi precipita all'inferno 
in un saliscendi continuo e ininterrotto.
Io, 
musicista da strapazzo
non posso che seguire lo spartito.
A dirigere ci pensa lei,
la vita
Patricia