martedì 26 settembre 2017

lunedì 25 settembre 2017

Ospite....

Stamattina ho trafficato in cortile. Ad un certo punto mi sono avvicinata alla cancellata e ho trovato un ospite :)
Credo sia una cavalletta.
Di certo era infreddolita, nemmeno a toccarla con la punta delle dita si muoveva.
Di sicuro era una decina di centimetri di lunghezza.
Voi che ne dite?
Cavalletta sì? Cavalletta no?
Patricia




L'uccello che girava le viti del mondo


Questo libro  partecipa all'iniziativa di KLY
M 25 SFIDA ALL'ULTIMA PAGINA 2017 



L’uccello che girava le viti del mondo
Haruki Murakami
Einaudi SuperET (2007)






Cosa è un pozzo? Un buco nel terreno, più o meno profondo; di certo buio e freddo. Sicuramente mette ansia e ancor di più paura. Ma è anche una splendida metafora del nostro io più intimo e nascosto, quello dove volenti o nolenti seppelliamo ricordi o segreti per non soffrire.
Arriva sempre il momento però in cui ci si deve calare in questo metaforico pozzo. Necessità di capire. Di capirsi. Di fare luce dove è buio pesto. Non è semplice né indolore e le sorprese che si rivelano ai nostri occhi non sempre ci piacciono. La scoperta o riscoperta di fatti realmente accaduti o di pensieri realmente pensati e non solo ricordi fantasiosi, di azioni sbagliate compiute o giuste non compiute, ci porta ad una consapevolezza maggior di noi stessi. Anche se ciò ci può causare sofferenza ma l’introspezione di questo se ne frega altamente.

Ed è in questa veste, nel libro di Murakami, che il pozzo si presenta. Come una metafora di questo scavo interiore del protagonista, Okada Toru.
Gli eventi che si susseguono dalle prime pagine (che tra l’altro sono un racconto breve in un altro volume ma qui diventano incipit di un lunghissimo romanzo), dalla scomparsa del gatto a quella della moglie, dall’incontro con personaggi a dir poco strani a quello con l’odiato cognato, sono tutti collegati. 
Ma come? Perchè? E cosa hanno a che fare con un trentenne disoccupato che fa il casalingo, avvenimenti successi prima della sua nascita?
Eppure nel racconto del tenente Mamiya si trova già il pozzo. Nelle profezie di Kano Malta si parla già di acqua. Dall’incontro con Nutmeg Akasaka e suo figlio Cinnamon nasce la possibilità reale di scendere costantemente in un pozzo asciutto e aprire la porta che conduce ad un’altra dimensione.
Okada capisce quindi che l’unica possibilità per ritrovare la moglie Kumiko è quella di varcare quella soglia, introfularsi in un mondo diverso, capirne la violenza e carpirne i segreti. Segreti che poi sono anche suoi.

Romanzo visionario dove lo stile originale e surreale di Murakami che intreccia mille storie e infiniti personaggi rende in pieno la sua genialità.
Un sogno (o incubo) continuo.
Patricia

ps vincitore del premio  letterario giapponese Premio Yomiuri-bungaku

domenica 24 settembre 2017

Da un commento di Vincenzo Cavaliere






Hello darkness my old friend,
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
still remains, within the sounds of silence

In restless dreams I walked alone,
narrow streets of cobblestone
'neath the halo of a streetlamp
I turned my collar to the cold and damp
when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
split the night... and touched the sound of silence

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows,
hear my words that I might teach you
take my arms that I might reach you
but my words, like silent raindrops fell...
and echoed the will of silence

And the people bowed and prayed,
to the neon god they made
And the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls, and tenement halls
and whisper the sounds of silence.

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste nel suono del silenzio

Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell'alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi"
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l'insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari."
E sussurrò nel suono del silenzio


Simon & Garfunkel - Sound Of Silence

https://giovanninews.com/sound-of-silence-simon-garfunkel-testo-e-traduzione

In un commento al mio POST PRECEDENTE   Vincenzo Cavaliere ha commentato così:

Molte volte il silenzio vale più di mille parole.

Verissimo! Tacere ma ascoltare, essere vicini, presenti , conta molto più di mille parole dette tanto per.

Ci sono occasioni in cui però, le parole anche se dette, non vengono udite.
Occasioni in cui, chi parla spreca fiato perchè chi dovrebbe ascoltare è preso da tutt'altro. Perchè queste persone si sono create un dio, un credo alternitivo a cui inchinarsi, come dice il testo di Simon e Garfunkel.
Che sia un dio neon, luccicante e ammiccante o altro, non odono nulla di diverso da quello che vogliono sentire.
Anche questo fa parte della vita. Giusto o sbagliato che sia,
Grazie Vincenzo per la riflessione che mi hai fatto fare.
Patricia

ESPERIMENTO 329: LAURA TESSARIN


una
mmaliò
omini
R  endendo
A  nimosità
T  ribale
strema.
S  ognarono
otto
lteri
aggi
I   l
N  irvana

Grazie!
Myrtilla

sabato 23 settembre 2017

LA POESIA DEL WEEKEND del 22/23/24 settembre

Per la POESIA DEL WEEKEND  del 22/03/24 settembre della community L'ARTEDELLAPOESIA hashtag è

                                                   #silenzio

Io partecipo all'iniziativa

Lasciatemi 
il mio silenzio.
Fate tacere le vostre bocche
e donatemi questo momento
magico.

Lasciatemi 
in un silenzio assoluto
nel quale 
io possa ascoltare 
il vento che mi sfiora il viso
la linfa che scorre nei tronchi
le corse  delle formiche.

Lasciate
che in questo amato silenzio
io possa  ascoltare 
me stessa.
Patricia


                          https://pixabay.com/en/silhouette-woman-meditation-67195/

Sublimi son le parole


Sublimi son le parole quando toccano intime corde ma ancor di più è sublime la vita quando tocca l’anima