domenica 17 novembre 2019

GOGYOHKA

Ho scoperto sul blog ALTER EGO  un forma di poesia giapponese che non conoscevo ma mi ha intrigato.
Vi segnalo anche il POST
per mostrarvi quanto è brava   ROSEMARY3A


Si chiama GOGYOHKA che significa “verso in cinque righe”.

Non c’è obbligo di numero di sillabe ma è un unico verso corto.

Io ci provo, sperando che Rosemarye3 non si offenda :)




Mi culla stanotte

il ritmo cadenzato

della pioggia

melodiosa

ninnananna

Patricia

sabato 16 novembre 2019

haiku concatenati a più mani 19

                         HAIKU CONCATENATI A PIU' MANI 19


Bambini!!!!
Io sto invecchiando e rimbambendo e dimentico le cose ma voi RICORDATEMELO!
Ho scordato di lanciare il nuovo gioco, perdonate. Sarà che ho la bronchite e son sotto antibiotici versione cavallo... iiiiiih 🐎🐎🐎
Recupero ora  ma in compenso vi concedo due giorni in più per scrivere i vostri haiku.

Bacio a tutti!
Patricia

Ps comunicazione di servizio. Cristiana!  te ne inventi qualcuno per i prossimi giochi?
Ciaoooooo

Sto rimbambendo
Colpa dell'età forse;
Che devo fare?

Al 27 novembre per il riepilogo!
😙😙😙😙😙

venerdì 15 novembre 2019

Gli amici di Myrtilla scrivono 65

RICORDO CHE LE POESIE PUBBLICATE SOTTO QUESTA ETICHETTA SONO DI ESCLUSIVA PROPRIETÀ DEGLI AUTORI. 
IO LE POSTO DIETRO LORO AUTORIZZAZIONE.
L'USO NE È VIETATO SENZA IL LORO BENEPLACITO.


Dopo una breve pausa ritorna questa rubrica quindicinale.



A questo mio POST aggiungono i loro esperimenti/acronimi




P ersona
I  ntelligente
A mabile




P. Persona
I. Indipendente
A. Altruista. 





 A questo mio POST  aggiungono i loro haiku


 MIKIMOZ

 La vita vera
comincia nell'attimo
che rileggi.



SINFOROSA CASTORO

 La vita vera
Ci sorprenderà, certo,
Ci stupiremo.

Ci stupiremo
Della bellezza tutta
Dinanzi a noi.

Dinanzi a noi
Cieli e terra nuova
Si dispiegherà.

Si dispiegherà
In gioia e amore
Impensabili.




TISSI

 la vita vera
tra gioia e dolore
ma da vivere



ma da vivere
con noia o gioia
sceglilo tu 



 A questo mio POST aggiungono i loro esperimenti/acronimi


LAURA

Sensibile
Amorevole
Romantica ,
Incantatrice .




A questo mio POST  risponde 



MIKIMOZ

 E si disperdono, tornano. Tra estate e inverno :)


A questo mio   POST  Aggiunge il suo haiku DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

Un solo cuore
Un'anima solare
Mi abbracciano


giovedì 14 novembre 2019

Haiku concatenati 13

C’è un bambino
che gioca in cortile;
sguardo lo segue

Sguardo lo segue
con gli occhi attenti;
il cane dorme.

Il cane dorme
sotto la siepe verde;
rotola palla.

Rotola palla
sul prato or tagliato;
giunge al cane.

Giunge al cane
che si desta felice;
par sorridere.

Par sorridere
il bimbo per compagno;
in due è meglio.

In due è meglio
tra grida e abbai;
un solo cuore.
Patricia



                                https://pixabay.com/it/photos/il-ragazzo-e-il-cane-in-campo-4560038/

mercoledì 13 novembre 2019

Sento il tuo respiro

Sento il tuo respiro
al mio fianco
Quel sordo russare
che mi fa da ninnananna.
Allungo la mano
Non ti svegli
ma la stringi nella tua
calda, forte.
Mani che conosco da una vita
Che sanno lavorare e accarezzare
protettive

Sento il respiro della notte
Sei accanto a me
Patricia
 
https://pixabay.com/photos/sleep-sleeping-rest-siesta-naps-264475/

martedì 12 novembre 2019

115

Tace l’urlo
di gufo innamorato;
riprendo sonno 
Patricia 

https://pixabay.com/photos/barn-owl-perched-tree-stump-owl-2988291/
 

lunedì 11 novembre 2019

Madri assassine

Madri assassine, diario di Castiglione delle Stiviere
A. Pannitteri
Gaffi Editori 2010




Cosa c’è a Castiglione delle Stiviere? C’è quello che anticamente si chiamava manicomio criminale e ora, più politically correct, ospedale psichiatrico giudiziario.
Cambiato il nome ma non il motivo per i quale le ospiti vi vengono rinchiuse.
Come avrete capito dal titolo sono madri che hanno commesso il delitto più atroce: hanno ucciso i loro figli.

Adriana Pannitteri ha parlato con loro. O meglio, le ha ascoltate. Aveva bisogno di capire come una madre può commettere un simile abominio. Cattiveria? Violenza? Raptus? Psicosi? O di tutto un po’?

Con occhio attento, senza mai giudicare, le ha incontrate e lasciate parlare secondo i loro tempi. Le ha ascoltato e osservate. Ha visto così il buio della loro mente. La loro incapacità di reagire. La loro solitudine.
Ha visto quella che viene chiamata psicosi gravissima, quella che comunemente i non addetti ai lavori definiscono con poche secche parole “era in cura per la depressione”, “E’ impazzita”.

Questo buio doloroso però non nasce improvvisamente anche se improvvisamente esplode. E’ latente. E’ un malessere di fondo che cresce giorno per giorno fino al momento in cui nessun santo riesce più a tenerlo a freno. E quando esplode è perché c’è un corto circuito che fa udire voci, che dà corpo alla paura del domani e alla necessità di proteggere i propri figli dai mali del mondo. Che dà corpo ai propri demoni nascosti. E' la sensazione di essere sole a lottare, senza nessun appoggio o aiuto.

Ecco...come donna, come madre, individuo non riesco a comprendere. Non toccherei mia figlia per nulla al mondo se non per un abbraccio, una carezza.

Non cerco neanche scusanti per queste donne. Però confesso che leggendo il libro ho provato sì rabbia ma anche tanta pietà. Tanta pena.
Pur chiedendomi come può un cervello smettere di funzionare così al punto da far commettere un gesto simile, le parole e la delicatezza di Adriana hanno fatto breccia in me. Mi hanno fatto provare un senso di impotenza di fronte a questo male di vivere... di fronte a questa malattia così grave.

Non le scuso e non le discolpo, tutt’altro, ma ho compreso che hanno bisogno di grandi cure e grande aiuto.. che non vanno lasciate sole. Sono colpevoli ma dietro al loro gesto terribile si nasconde qualcosa di più grande di loro.

In questo diario, le storie delle madri assassine sono intercalate dalla storia di fantasia (?) in cui una bambina di nome Maria Grazia, vive dai nonni perché la bella signora coi i capelli neri è andata via. Alla fine della storia torna da lei e riprende la bambina con sé. La bella signora dai capelli neri, dopo aver urlato cose senza senso, aver avuti pensieri orribili, essere stata tanto male è guarita.

E come scrive Adriana “un uomo, anch’egli dottore ma con il sorriso dolce, liberò la sua mamma da quel groviglio di fili, e le parlò nel fondo dell’anima. Per farla guarire”
Un filo di speranza...
Patricia