martedì 23 luglio 2019

Veronica c'è

Veronica c'è
Grazia Gironella 
Indipendently Published (2019)

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Ogni vita ha le sue problematiche. Ogni persona soffre.  Giovani e vecchi. L'adolescenza poi è un periodo particolarmente difficile per tutti, genitori e figli.
Quando però alle spalle manca una vera famiglia, una stabilità economica ed emotiva per gli adolescenti (e non solo) le cose peggiorano, le vicende si intricano costringendo a cercare a volte una via di fuga.
Questo nuovo romanzo di Grazia è appunto la storia di Veronica, quindicenne che sente sulle spalle il peso del mondo e una grande solitudine.
Trasferimento  dopo trasferimento non ha amiche, a scuola non ottiene buoni  risultati e si sente una ragazza trasparente.
In più la madre, ancora più problematica di lei per alcol e droga, carica sulle sue spalle i propri guai rendendole la vita impossibile.

Ecco quindi che nasce la fuga di Veronica. Un viaggio geografico  e intimistico che le fa conoscere luoghi e persone nuove. 
Tra delusioni e soddisfazioni,disamore ed amicizie, correndo qualche pericolo, la giovane che è alla ricerca del padre mai conosciuto, conosce la vita, il mondo intorno.
Impara a conoscere se stessa.

Veronica cresce. Matura. Prende finalmente coraggio e decide di scegliere da sola il suo domani partendo dalla scuola che sua madre le ha sempre impedito di frequentare causa anche mancanza soldi.

Grazia ha reso alla grande i personaggi del suo nuovo romanzo rendendoli  vivi, attuali. Mai sopra le righe, mai noiosi.

Veronica e la sua rassegnazione per il quieto vivere, la sua fragilità che da subito pagina dopo pagina si trasformano in forza; il buio che vede se pensa al futuro che si trasforma in luce e speranza; i sogni che stufi di essere accantonati risollevano la testa con prepotenza per farsi sentire. La rabbia contro il mondo intero, la sofferenza interiore che poco per volta si attutiscono e cambiano aspetto. Non più rabbia e sofferenza ma voglia di vita, di osare, di buttarsi nel domani con paura ma senza titubanza.

Quanto agli altri personaggi, ognuno di loro attraversa momenti neri  ma tutti, padre escluso, imparano che la vita va vissuta e non subita. Che i sogni vanno seguiti. La dignità preservata o riconquistata.

Un bellissimo romanzo che fa di Grazia una ottima narratrice che sa rendere miserie e ricchezze umane con tatto e profondità, senza veli o compromessi.
Complimenti Grazia!
Patricia

lunedì 22 luglio 2019

Mille anni fa

Mille anni fa
smisi di contar
i sogni.
Oggi,
restano
i ricordi
Patricia

https://pixabay.com/photos/woman-person-sunset-dreams-alone-491623/

domenica 21 luglio 2019

VERSEGGIANDO 19 RIEPILOGO

VERSEGGIANDO 19 RIEPILOGO



#verseggiando

Questo mese avevo scelto io le parole e mi sembravano abbastanza toste. Voi lo siete ancor di più visto che non vi siete lasciati spaventare né da loro né dal caldo di questo luglio caldissimo.

Siete una favola ma che ve lo dico a fare? Mi ripeto sempre!

Grazie di cuore a tutti!



Ah… per agosto e ggli altri mesi mandatemi le parole che preferite. Io preparerò la varie puntate di VERSEGGIANDO in base all’ordine cronologico di arrivo :)



Ma ora via col riepilogo!



Le parole di questo mese erano:




ASPETTATIVA

FASCISMO

MANIFESTAZIONE

RABBIA

AUDACIA



Ed ecco i vostri capolavori





 

contro quelle idee da Fascismo nuovo, Rabbia mi consuma,
l’Audacia della Manifestazione “contro”
mi regala Aspettativa di giustizia 

SINFOROSA




 NEUTRINA



L'aspettativa di questa nostra generazione
che urla rabbia ma non manifesta poi con i fatti l'audacia di una vera rivoluzione contro il fascismo è tipico del popolo bue. 
 

NEUTRINA






AUDACIA EMOTIVA
MANIFESTAZIONE di dolore
Denuncia
RABBIA cieca accanitasi contro un innocente.
Vana ASPETTATiVA di cambiamento
Pervade un'umanità illusa e rassegnata,
Una parte di essa
Quella non travolta da quella rabbia.

AUDACIA emotiva
Aiuterebbe l'uomo
Ad affievolire i sentimenti di odio
E cancellare quel FASCISMO crescente;
Aiuterebbe l'uomo ad abbracciare la pace.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 



CRISTIANA MARZOCCHI



Provoca in me rabbia e vergogna
Ogni manifestazione
che inneggia al fascismo.
L'aspettativa di un ritorno
a sì tragici eventi
mi fa sperare in interventi
di una conscia audacia
che condanni simile idee
CRISTIANA MARZOCCHI


MARINETTA



Nessuna ASPETTATIVA
nel cuore di mio nonno,
che detestava il FASCISMO
e dentro covava RABBIA
contro tutta quella repressione.
Eppure, combatte'
con l'AUDACIA dei cuori semplici.
Mai , si iscrisse al partito
in cambio di un posto di lavoro
e fu calzolaio per tutta la vita.
Tenace MANIFESTAZIONE di disprezzo,
per tutto ciò che era
e voglia Dio , non sia mai più.

MARINETTA




PATRICIA



“Sabato pomeriggio

Tutti in piazza

Qualcuno da pestare troviamo

Una bella MANIFESTAZIONE

con slogan caschi integrali e mazze

bombe carte e molotov



Abbiamo l’AUDACIA e la RABBIA

che nel cuore il FASCISMO ci carica



La nostra ASPETTATIVA?

Trovare un nemico e far casino.

Rossi o “scimmie” o pula.. che ci frega?

Squadristi siamo e squadristi restiamo.

E abbiamo protettori potenti, noi….”



Anzichè leggerlo su un giornale

avrei preferito leggerlo su una lapide,

ultima esternazione.

PATRICIA










sabato 20 luglio 2019

INSIEME RACCONTIAMO 47 ESTATE

INSIEME RACCONTIAMO 47
ESTATE 


#fareblogging
#racconti
#insiemeraccontiamo 

E' luglio, fa caldo, qualcuno è già in ferie ma non per questo il gioco si ferma. :)
A dirvi la verità, questa puntata è già pronta da un po'. Mi è venuto in mente l'incipit e conoscendo la mia memori più corta di quella di un pesce rosso ho preparato il post ahahahahhaah

Bene! Ora ve lo scrivo e voi pensate a qualcosa di bello. Ma siete così in gamba che non ve lo deve dire io :)
 

Il mio incipit
Adesso era veramente stufa. Doveva scoprire  cosa succedeva ogni notte nel suo giardino. Quelle luci.. quei rumori... le voci...
Si armò di torcia, telecamera e uscì.



https://pixabay.com/it/photos/ragazza-bicicletta-giardino-persone-535251/
Patricia
 

giovedì 18 luglio 2019

I guardiani della notte

I guardiani della notte
Jorge Amado
Garzanti (1982)
Traduttori Elena Greghi, Irina Bajini







Nuova lettura ma vecchio libro di Jorge Amado.
Sempre Bahia, sempre prostitute e poveri. Niente fazendeiros questa volta ma politici. I soliti politici pronti a farsi avanti quando pensano che serva per il loro tornaconto; ad intrallazzare e ad autoincensarsi come se fossero i salvatori del mondo. Sempre polizia ottusa e violenta, spesso messa in ridicolo dalla povera gente nonostante le manganellate.
Sempre vuoto nell’anima da una parte e ricchezza di spirito dall’altra.

Tutti i protagonisti, quelli veri, infatti sono senza soldi, hanno tre soli “carburanti”, la cachaça, le donne e il gioco del bicho (un gioco d’azzardo liberamente esercitato da Caporal Martim e soci) ma vivono.
Senza lavoro o denaro però vivono perché dentro di loro c’è una  grande voglia di esistere accompagnata da una trasognata accettazione del fato e del destino scelto per loro dai vari orixa, gli dei del candomblè che molte somiglianze hanno con i nostri santi.

Tra visite  al bordello di Tiberia, bevute di acquavite locale, eterne chiacchierate, danze e serate di capoeira e feste agli orixa Caporal Martim, Jesuino Gallo Pazzo, Curiò e soci ridono in faccia alla sfortuna e alla miseria. Personaggi calienti, irriducibili, unici e indimenticabili come le notti di Bahia; eterni romantici dove il romanticismo non esiste e non ci starebbe nemmeno bene se ci fosse; colmi della saudade brasiliana eppure sereni. Indomiti. Trasognati e sognanti eppure realisti.

I guardiani della notte infatti non sono solo gli orixa ma è quello spirito libero che accomuna i protagonisti, discendenti degli schiavi africani, quella voglia di non cedere allo scoramento e tra la fame e la morte preferiscono la fame e l’allegria.

Un romanzo indimenticabile, “cantato” dalla sapiente voce di un autore che adoro. Una voce vera, reale, che narra storie che conosce, che ha approfondito e ci regala sempre emozioni profonde. Secondo me, un vero esempio di grande letteratura.
Patricia

mercoledì 17 luglio 2019

Carissimo Andrea Camilleri

Carissimo Andrea,
Mi permetta di chiamarla cosi ma noi siamo amici di vecchia data. Io l'ho sempre apprezzata come scrittore ma da quando ha creato il mio adorato Montalbano il legame tra di noi si è  rafforzato.
Quel commissario spesso poco ortodosso, irascibile, scontroso mi è entrato nell'anima e con lui anche il suo “papà“.
Ora già  mi sento orfana di entrambi, due carissimi amici che mi hanno tenuto compagnia, fatta sognare, divertire, coinvolta. Come farò d'ora in avanti? Il vuoto che Lei lascia è immenso. In un mondo in cui tutti scrivono, in cui tutti hanno il Capolavoro assoluto nel cassetto, un maestro della parola e della narrazione come Lei mancherà a tutti coloro che come me amano i buoni libri, la bella scrittura, le storie immortali e moderne.
Lei è e sempre sarà la voce narrante di un'Italia preda di troppi intrallazzi, di storie sporche, amicizie losche. La voce di un italiano arrabbiato che vede le oscenità  di una politica collusa, di un fascismo che sta rialzando la testa, di un razzismo strisciante che dilaga come greggio sul mare. Lei è quella voce che dà corpo ai pensieri e alle paure di tanti. Anche alla loro sofferenza.
Ecco! Io voglio ringraziarla per questo. Perché  sovente ha dato voce anche a me, semplice lettrice. Perché  molto spesso mi ha spiegato quei pensieri contorti che navigavano senza rotta nella mia mente. Lei, grande e fine psicologo di un'Italia allo sbando.
Grazie, Andrea!
Che l'aldilà, sia come sia, accolga con tutti gli onori il grande vecchio della nostra narrativa.
Con affetto, dolorosamente La saluto
Patricia

ESPERIMENTO 369: LEGGEREVOLARE

ontana
ternità,
rande
ioia
largisci
ammentandoci
lementari
irtù.
ggi
ietamente
bbiamo
ecuperato
E   nergie

Grazie Patricia!