martedì 18 dicembre 2012

Il bacialè




Volevo parlarvi dell'ultimo libro che ho letto. Il Bacialè , che in piemontese significa il sensale di matrimoni, edito da lulu (www.lulu.com). E' un romanzo, la storia di una spparizione e di un muro di omertà contro cui va a sbattere il maresciallo indagando. Ma forse non è la trama la cosa più importante del romanzo. Quello che io ho ritenuto incredilmente attraente e realistica è la storia di ogni singolo personaggio, che viene descritto minuziosamente nella sua antica piemontesità (è ambientato negli anni 50/60 del secolo scorso): il piccolo mondo racchiuso in un piccolo paese, la rivalità con quelli confinanti, le miserie e le ricchezze di questi contadini che vivono di duro lavoro, fatica, sudore e sovente alcuni si ritrovano la fame servita a tavola per pranzo, la chiusura caratteriale, la diffidenza verso chi, pur vivendo da 15 anni nel paese, è calabrese (il maresciallo). Uno spaccato di vita antico seppur recente, nel quale ho ritrovato tutti i difetti e i pregi dei piemontesi di una volta, il patriarcato, il matrimonio combinato per avere una discendenza, la vergogna di non aver figli, il disonore per una nomea falsa come giuda ma che corre più veloce di Carl Lewis. Storie, quelle alle spalle dei personaggi, avvenimenti che io avevo sentito raccontare dai miei vecchi e che con questo libro sono ritornate improvvisamente alla memoria; modi di dire, tipici nostri (niente paura! C'è il richiamo e la traduzione) che sentivo da mia nonna, dai miei suoceri, i prozii. Espressioni che si erano perse nel dimenticatoio della morte o della malattia e che hanno fatto ritorno con le voci autentiche dei narratori di allora. Voci che non vanno perse per non perdere la memoria storica della gente comune, di quei contadini dai quali tutti proveniamo. Voci di un legame unico e indissolubile con la terra che da cibo ma costa fatica. E stanca. E ammazza, co tempo.
Fermo Tralevigne è naturalmente uno pseudonimo ma in esso c'è questa voglia di raccontare il nostro passato, di non dimenticarlo, di dividerlo con altri a futura memoria.
L'autore conosce bene i posti descritti ed è un medico oncologo.Un ottimo medico e una persona meravigliosa. Ed io ho l'onore (nella disgrazia) di conoscerlo.

5 commenti:

  1. Iniziato ieri sera. L'ambientazione e la descrizione dei personaggi, mi fa pensare ai grandi romanzi del realismo del '900. Promette bene.

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    1. E' un libro rustico. Non è setoso come non lo è l'autore. Però dai miei ricordi è più che reale

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  2. Anche i personaggi di Verga sono ruvidi, ma che personaggi......
    OZ

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  3. Grazie Myrtilla di avermelo segnalato (ed anche di più), ho imparato cose nuove su un mondo a me sconosciuto. Per una persona curiosa come me, è un grande regalo! OZ

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  4. Ragazzi da sposare nella Langa astigiana con "Il Bacialè" di Franco Testore

    Nuovi appuntamenti con la rassegna “Intorno alle 18”, organizzata alla Casa del Popolo (via Brofferio 129) dall’associazione culturale Comunica. Il primo incontro è previsto per sabato e avrà come ospite il primario astigiano Franco Testore, che parlerà del suo romanzo “Il bacialé”. Scritto con lo pseudonimo di Fermo Tralevigne, è ambientato negli anni Sessanta nella langa astigiana: in una valle tra le colline, i ragazzi di campagna faticano a sposarsi, ma tutto è destinato a cambiare con l’arrivo di quindici mogli calabresi. Il maresciallo dei carabinieri e sua moglie combinano i matrimoni, quasi tutte le famiglie riescono bene, ma una comincia ad avere qualche problema. Per la conversazione alla Casa del Popolo Testore ha scelto di essere affiancato da tre giovani lettori: Stefano Petronio converserà con lui, mentre Giulia Masoero e Gino Caron leggeranno brani tratti dal libro, che si potrà acquistare durante l’incontro. Sul palcoscenico anche Simona Colonna, cantautrice, violoncellista e fisarmonicista. Degustazione con il vino “Bacialé” di Rocchetta Tanaro. L’ingresso è libero.
    e.in.

    Lanuovaprovincia.net

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