giovedì 10 gennaio 2013

Cassetti e ricordi

Sarà capitato di certo anche a voi di aprire un cassetto per cercare una cosa specifica e trovare una miriade di cose e oggetti  strani. Sapete come si chiama quell'insieme formato da due sottoinsiemi denominati "belli" e "brutti"? Si chiama Ricordi. Sì! Tutti quegli oggetti e oggettini, quei fogli o parti di fogli, magari piegati in tre o quattro parti, magari sgualciti o macchiati di cui non ci si ricordava nemmeno più, formano l'insieme dei ricordi. Di una parte, almeno. Guardandoli, sfogliandoli, rivoltandoli tra le mani portano fuori dalla nebbia del tempo fatti e avvenimenti così lontani da risiedere solo in un posto chiamato  dimenticatoio. Il ritrovare e il maneggiare queste piccole cose, però, li richiama in vita e con il loro ritornare al presente, tornano anche ricordi sbiaditi, sorrisi, dolori. Sensazioni.
A me è successo questa mattina, quando in fondo ad uno di questi cassetti, ho appunto trovato un foglio in formato A4, scritto a mano da una maestra elementare di mia figlia e intitolato: Gita a Valence (Francia), 5/6/7 maggio 2000 - Avviso ai genitori. Data 13 Aprile 2000. 
Ricordavo che con la scuola elementare avevamo orgnizzato questa gita dal venerdì alla domenica però...... il nome dell'ostello? Il costo? La data precisa?
Beh! Ora ho tutto sotto gli occhi. Orario di partenza e di ritorno, il costo totale, l'anticipo versato, il nome dell'ostello.....
Forse è della gita in sè e per sè che ricordo poco. Sì... la visita al museo e al centro città di Valence, la Maison des Tetes, la fiera con il carro armato visitabile anche all'interno e nel quale tutti i bambini erano entrati aiutati da un papà e dai soldati, la visita al parco, bellissimo, ricco e molto ben curato.
Ma, li ricordo così, come in una nebbia.
La cosa che non ho mai dimenticato è quello che avevamo organizzato, insegnanti e genitori insieme, per guadagnare due soldini e coprire così una parte del costo della gita. Il mercatino dei bambini della scuola elementare!
Questo sì, che mi è rimasto impresso ed è una  cosa così piacevole che porterò sempre in me.
D'accordo con le maestre si era pensato di far creare oggettini vari ai bimbi in modo da poterli vendere. Una delle insegnanti che amava in modo particolare questo tipo di attività aveva provveduto a far dipingere barattoli di vetro vuoti, a far decorare vassoi (di quelli di cartone delle paste) con il decoupage e altro. Anch'io come altri  avevo partecipato a questa attività non solo producendo con mia figlia tanti oggettini diversi ma anche andando una mattinata a scuola a lavorare con i bambini. Ricordo due maschietti ricamare a punto croce su tela aida mentre le bambine creavano fiori, bamboline e anmaletti con la pasta di sale colorata da incollare magari su cornici di legno che il papà di un altro bambino aveva preparato.
E' soprattutto l'interazione con quei bambini che mi è rimasta nel cuore. Il loro interessamento, la loro voglia di fare, la loro sorta di "imprenditorialità", il fare per vendere e così partecipare attivamente al pagamento della gita era stata una sorpresa enorme. Date  qualcosa di plasmabile in mano ai bambini e vi ricostruiranno il mondo. Qualcosa che loro possano produrre e creare con le loro mani. Non importa se poi le pproporzioni non sono esatte.... se il colore sbava....nessuno è perfetto. Loro, però, si lanciano con ardore in queste iniziative. Con coraggio e buone intenzioni. Senza malizia. Bell'età! Età beata!
Ricordo con altrettanto piacere anche il successo ottenuto dal loro mercatino allestito nel cortile della scuola sui banchi verdini ben sistemati all'esterno. Tutto il paese era venuto a curiosare e a comprare qualcosa e pezzettino dopo pezzettino i banchetti erano rimasti spogli.  Si era però riempita la scatoletta che fungeva da cassa e i bambini erano andati a Valence gratis.
Nessuno più felici di loro. Nessuno più di loro orgogliosi del loro successo, delle loro capacità.
Ecco! I sorrisi di felicità che ho visto stampati su quei volti infantili valevano più di tutto il resto. Se chiudo gli occhi, mi pare ancora di vederli....
Adesso rimetto il foglio dove era. Lo tirerò fuori di nuovo quando, perchè prima o poi capiterà, qualcuno mi dirà  che i bambini son solo bambini.. che giocano e basta....  e racconterò a queste persone questa storia vera. di come si può fare e creare divertendosi e diventando grandi.
Grazie maestre della scuola elementare di Quarto d'Asti. E anche merito vostro se i nostri figli sono diventati adulti come li volevamo.


8 commenti:

  1. Grazie Myrtilla di questo dolcissimo ricordo! Anch'io secoli fa,ho avuto una di queste preziose e indimenticabili maestre ed oggi per merito tuo, ho avuto un pensiero per lei!
    OZ

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  2. Si chiama maestra Luisa ed è, senza offesa per tutte le altre, la maestra per antonomasia. Quelle che non si dimenticano. Quelle con le quali a distanza di anni, si giunti all'amicizia ed alla confidenza. La Maestra. Con la maiuscola.

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  3. La mia si chiamava Maria, aveva 4 figli. Era severissima e dolcissima. Anche lei si merita la M maiuscola! OZ

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  4. Severissima e dolcissima... sembra la descrizione di Luisa. Da sposare, senza figli ma di bambini ne ha cresciuti tantissimi in tutti gli anni in cui ha insegnato. La definivano la maestra che mangia i bambini ma forse era solo oerchè non si lasciava prendere per i fondelli nè da alunni nè da genitori. La sua umanità unita alla sua professionalità ha fatto sì che tanti pulcini siano diventati adulti responsabili, amanti dell'onestà, della correttezza... dei libri...

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  5. Mi sento tirata in ballo!.....Grazie per i complimenti (immeritati!)e per la valanga di ricordi che mi hanno un po' commossa......per una cattivissima maestra mangiabambini è tutto detto! Tieni comunque presente che il poco o tanto che una maestra tenta di fare serve a poco se non c'è la collaborazione dei genitori! Ogni tanto penso a quella gita, all'entusiasmo dei bambini, alla caparbietà con cui l'avevamo voluta ed attuata nonostante il parere contrario dei "Capi", alla bella atmosfera che si era creata tra i partecipanti, alle colleghe Annamaria, Elena e Cristina, alla disponibilità totale dei genitori verso tutti i bambini (ricordo anch'io un certo papà che li issava sul carro armato!).....e tanto altro! E' stata una bella esperienza e spero abbia lasciato qualcosa anche negli"ex bambini" ! Ora smetto perchè più che una "maestra cattivissima" mi sento "maestrina dalla penna rossa" e non corrisponde nè all'età nè al carattere!!!!!!
    Maria Luisa

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  6. Anche noi abbiamo un bellissimo ricordo di quella gita. L'ansia, l'attesa, la frenesia nel creare lavoretti per organizzare il mercatino, la disponibilità delle insegnanti... la libertà dei bambini di scegliere e darsi da fare per ottenere qualcosa a cui veramente tenevano. Un insegnamento pratico che ha lasciato un segno nei piccoli uomini e nelle piccole donne in crescita.
    Mica per altro la scuola elementare di Quarto d'Asti merita un posto speciale per noi.
    Grazie Maestra Luisa

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  7. Se non sono bei ricordi questi?
    Le maestre, se fanno bene il loro mestiere, sono figure importanti non solo per i bambini e bambine ma anche per i loro genitori, e quanto più fanno il loro lavoro con amore e passione tanto più lasciano ricordi indelebili.
    maestra sinforosa

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    1. Cetro che sono bei ricordi! Tutti i lavoretti fatti, come li ha seguiti, la soddisfazine personale dei bambini nel fare i lavori e nel venderli, l'orgoglio di dire ci siamo pagati la gita...
      Pensa quanto è importante una maestra così. Lei è andata in pensione da qualche anno ma siamo ancora in contatto, ci sentiamo, andiamo a trovarla. Per mia figlia che ormai ha 24 anni compiuti è sempre la Maestra Luisa. La maestra per eccellenza!
      Sono convinta però che anche tu lascerai un ricordo così ai tuoi bambini e alle loro mamme. Si capisce da qjello che scrivi nel blog, i loro lavoretti, le tue spiegazioni relative adun argomenbto difficile come la giornata della memoria. La tua passione che è poi la loro grande fortuna.
      Ciao

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