sabato 19 gennaio 2013

Io non ci credo


Racconto horror

Le avevano raccontato una cretinata. Nulla che avesse senso. Le aveva guardate con un sorrisino a dir poco ironico. Meg e Joan avevano continuato imperterrite nelle loro spiegazioni rubandosi la parola l'una con l'altra e, alla sua risata, si erano quasi offese rispondendole piccate con un "tu non capisci" che l'aveva divertita ancora di più.
Erano proprio fissate, quelle due! Certo, però, che le avevano suggerito come trascorrere quella serata in cui Mitch l'avrebbe lasciata sola. Una cena di lavoro a cui lei non aveva voluto partecipare. Troppo noiosa. Quindi, niente Mitch nè tv tanto valeva fare l'esperimento. Il giorno dopo, poi si sarebbe divertita ad inventare cose folli e assurde per chiudere finalmente la bocca a quelle due. Prima però avrebbe fatto ridere il suo uomo. Tanto all'una al massimo sarebbe rientrato.
Rideva anche in quel momento mentre preparava diligentemente tutto quanto le occorreva. Un catino nuovo e candele nere. Ah, i fiammiferi, non doveva dimenticarli.
Guardò l'ora. Erano le 23,45. Poteva incominciare. Portò tutto sul davanzale della finestra esposta a nord, il catino in centro, una brocca d'acqua, le candele nere disposte a pentacolo intorno tranne una che mise a destra vicino ai fiammiferi. Andò a spegnere la luce.
"Allora.... ah, sì!" pensò e presa la candela che aveva lasciato in disparte l'accese e ne fece colare la cera nel catino cercando di disegnare un grande occhio aperto, con tanto di pupilla. Prima che la cera si raffreddasse, sulla pupilla fissò la candela ancora accesa. Prese la brocca, ne benedì l'acqua facendo il segno della croce al rovescio, destra, sinistra, basso, alto, ed incominciò a versare l'acqua nel catino. Guardò fuori dalla finestra aperta. Le cicale frinivano assordanti alle numerosissime stelle. Era novilunio quindi l'oscurità era totale ma per un attimo le parve che fosse più buio del solito. Scrollò le spalle. Si stava lasciando influenzare. Posò la brocca ed accese le altre candele. Chiuse gli occhi e pensò con forza a quello che desiderava di più nella vita. Lentamente, incominciò a pronunciare il nome del suo primo fidanzatino, quello morto in un incidente d'auto, e contemporaneamente passò la mano destra sulla fiamma. Non sentì il calore ed abbassò il palmo della mano. Niente! Forse la candela si era spenta. Riaprì gli occhi e li sgranò subito. Il palmo della sua mano era lambito dalla fiamma ma non bruciava.
Improvvisamente, senza sapere da dove provenisse, sentì la sua voce pronunciare una formula strana. Parole senza senso in una lingua inventata. "et ocoveh .... et ecoveh....oim erongis...." Poco per volta, la sua voce cambiò e non la riconobbe più. Diventò profonda e rauca. Graffiante. Voce di uomo. No! Di animale. Di lupo. Abbassò lo sguardo sul catino e vide l'acqua incresparsi. Farsi nera. Poi rossa. Poi di nuovo nera. E in quel nero assoluto comparvero due punti dorati che si ingrandivano a grande velocità, fino a diventare due occhi di fuoco. Sentì il viso bruciare. Poi, il corpo. Era come se quegli occhi le rodessero le carni.
Voleva staccare lo sguardo, togliere la mano dalla candela, scappare lontano da quell'incubo. Ma non poteva. Era bloccata. Un peso misterioso le bloccava la mano sulla fiamma. Piedi di piombo la incollavano al pavimento. Un'attrazione ipnotica legava il suo sguardo a quello della bestia. Cercò di urlare ma non riuscì. Dalla sua bocca non uscì suono.
Un silenzio raggelante riempìva la stanza gelida. Percepì che le cicale avevano smesso di frinire. Senza riuscire ad alzare gli occhi al cielo, in quel preciso momento seppe che le stelle erano scomparse.
Come se itorno a lei  fosse scomparsa la vita.
In un istante, una voce le esplose nella testa. La stessa voce di prima. Da lupo. La chiamava. Le diceva ineiv.... ineiv... ottepsa it.... vieni... vieni..... ti aspetto...
Il respiro le si fece affannoso. Il suo corpo immobile incominciò a tremare dentro come se i suoi organi interni fossero impazziti. "No! No! No!" gridò. "No!" In preda ad un terrore folle cercò di opporsi. Di scappare. "No!" Ma una forza sovrumana le premeva sulla schiena facendola chinare sul catino. "No!" gridò ancora. E fu allora che l'acqua si fece rossa. Lunghi artigli sporchi di sangue raggrumato e brandelli di carne bucarono la superficie dell'acqua.
"No!" gridò. Ma fu solo un rantolo.

"Hey, sono tornato!" disse Mitch entrando in casa. "Dove sei finita?"
Sapeva che la sua donna aveva l'abitudine di aspettarlo alzata quando doveva uscire per lavoro quindi, doveva essere in casa. "Sta a vedere che quella matta sta stirando..." si disse ed entrò in quella stanza che avevano destinato a lavanderia perchè era esposta a nord.
"Oh, Cristo! Cristo! Marge... dove sei? Marge? Marge?" urlò disperato vedendo il rivolo di sangue che continuava a colare dal catino appoggiato sul davanzale.


5 commenti:

  1. "Prima però avrebbe fatto ridere il suo uomo"... che bella risata si sarà fatto O.o
    Vedo spesso film horror e cose del genere, quindi qualcosa in me si aspettava l'evolversi delle cose ed i brividi non sono arrivati... o almeno non quelli riferiti all'altra storia, dato che avevano un significato diverso, non di paura ma di intesa, di mistero... di complicità mistica. Come quando ascolti la storia di un cane che ha salvato il suo padrone da un terremoto... ed il cane era solo una voce che lo richiamava fuori dalla casa, perché in verità era venuto a mancare tanto tempo prima... i brividi anche solo a pensarci!
    Grazie mille per avermi fatto conoscere anche questa storia... ha il suo perché ;)
    Un abbraccio!

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    1. Anch'io guardavo i film horror. Adesso mi limito ogni tanto alla serie supernatural.
      Qualcosa però dentro è rimasto.
      Diciamo che non ho più lo stomaco a vedere certi film. Forse perchè oggi come oggi sono diventati molto sanguinosi e violenti. Una volta si percepiva il pericolo. Ora si vedono morti squartati e non mi va più
      Ricordo The fog. Zombies per intendersi. Li vedevi uscire dalle tombe, camminare nella nebbia ed avvicinarsi alla città. E il film finiva. Capivi cosa stava succedendo ma non lo vedevi. Oggi invece, troppo espliciti e cruenti.
      Splatter si dice?

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    2. Gli Splatter (dici bene, si!) sono un sottogenere, se così si può dire, del genere horror, ma condivido con te che sono troppo espliciti e sinceramente non fanno paura, ma ben altro che lascio intendere -.-'''
      Poi vi sono quelli che adoro ed odio io allo stesso tempo (perché mi fanno stare anche per giorni un po' sull'attenti... che scema!), ovvero quelli sul genere Final Destination, Saw ed esorcismi vari. In sintesi preferisco quelli che non sono surreali, ma potrebbero davvero diventare reali, perché raccontano vicende di gente normalissima che vive una vita altrettanto normalissima... sta lì il terrificante secondo me!!! E qui mi vien da ridere anche... non farci caso. A volte quando le cose son fatte talmente bene da risultare credibili, mi provoca, col senno di poi, qualche risata di compiacimento... macabro! -.-'
      Spero di non averti annoiata, dato che non è proprio un argomento che ti piace, mi sembra di capire ;) Baciotti fuffolosi!
      Ps. Oggi il mio Caramello, ha avuto la sua prima esperienza "particolare" sentimentale ehhe
      Saluti alla tua bellissima Myrtilla *.*

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    3. Tranquilla che non annoi proprio!
      Non è che non mi piaccia l'argomento. E' che invecchiando mi sono rammollita un po'.... quando ero giovane ne ho visti tantissimi. Dall'esorcista a tutti quelli di Dario Argento. Speravo sempre che ci fosse un horror in tivù. Adesso no. Basta! Forse ne ho visti troppi. Forse ho letto troppi libri del genere. King e autori simili.... Forse ho passato troppe notti a svegliarmi perchè mi sembrava di sentire rumori strani.
      Poi, diciamo che col tempo cambia il carattere e cambiano anche i gusti. Di certo adesso non guarderei più l'esorcista con quella testa che vortica come le pale di un elicottero....
      Sono diventata fifona!!!
      Hai ragione tu sui film splatter.. Fanno schifo certe scene!
      Ciao carissima. Un saluto anche da Myrtilla che dorme non so dove e da Lilio che dorme sul divano.
      Bel nome Caramello! Mi piace! Dagli una coccolina da parte mia!

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    4. Ah fidati che la fifa ce l'ho pure io e rispecchio benissimo la ragazza che si sveglia di notte perché sente rumori in casa... meglio che siano i ladri a volte ho pensato... che altro! -.-'
      Pensando alle cose importanti invece, darò la coccola a Caramello sicuramente ;) Grazie!!!

      Ps. Di king ho letto qualcosa, ricordo "L'ombra dello Scorpione"... ma un casino di tempo fa, dovrei rispolverarlo (nel vero senso della parola ahahah scherzo!). Ciao!

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