giovedì 24 gennaio 2013

La lettera scarlatta

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Scritto come la narrazione di fatti realmente accaduti e di cui il narratore ha trovato prove scritte e un lacero pezzo di stoffa scarlatto a testimonianza della loro veridicità, è una storia di vittime, alcune coraggiose alla sofferenza e altre deboli, di un periodo cupo. La storia delle prove durissime della loro vita affrontate con eroica rassegnazione o profonda e dolorosa vigliaccheria. La storia di una infamia commessa e di una forse peggiore condanna.
In una Boston puritana del 1600, la Nuova Inghilterra, la nuova colonia oltreoceano, Ester Prynne è l'adultera, colei che si è macchiata di uno dei peggiori peccati concepibili, colei che viene messa alla gogna e costretta a portare sul petto la A scarlatta , simbolo indelebile della sua colpa ignominiosa. E' però donna coraggiosa che protegge l'amato, personaggio di spicco di Boston, non rivelando il suo nome, e tenta di salvarlo per ricostruirsi insieme una vita, che mantiene se stessa e la figlia vivendo ai margini della società civile e lavorando silenziosamente sotto gli sguardi crudeli degli altri. E' la reietta che col suo successivo comportamento ammirevole riesce a far accantonare in parte l'orrore che suscita negli altri. Gli altri.... i Puritani, tristi e tetri; chiusi ad ogni sorta di divertimento seppur innocente, ad ogni concessione, ad ogni perdono; prigionieri di credenze primitive e schiavi dell'autorità sia politica che religiosa in ogni aspetto della vita. Succubi di un bel parlare e di un sermone infervorato. Incapaci di vedere oltre le apparenze. Incapaci di capire e perdonare, tenuti sotto al tallone della religione con l'incubo del diavolo e dell'inferno
La Lettera Scarlatta è un libro scritto in modo da avere due chiavi di lettura diverse. Se da una parte, infatti, emerge pietà e ammirazione per Ester Prynne, per la sua sopportazione e per il suo dolore, quella Ester vittima di una passione fisica immorale per l'epoca ma che vive onestamente il resto della sua vita dedicandosi alla figlia Perla, al ricamo e a far del bene non sempre ricambiato o ben accetto, dall'altra emerge una condanna all'implacabilità dei Puritani, alla loro moralità inflessibile, più volte messa in dubbio. Chi è in fondo l'altro colpevole? Colui che più di altri viene venerato e amato e considerato quasi santo.Il Pastore. Chi verrà giustiziata per stregoneria? La sorella del governatore.
Belli i personaggi anche se a volte è un po' pomposo il loro atteggiarsi e parlare. D'altronde, però, il libro non è recente (è del 1850). Lo stile è antico ma scorrevole e godibile. Decisamente coinvolgente. Soprattutto letto con gli occhi del ventunesimo secolo. Di un periodo in cui la parità dei sessi dovrebbe essere cosa fatta, in cui dalla religione e dai suoi rappresentanti si è presa una certa distanza, in cui si è più coscienti della differenza tra essere religiosi e essere baciapile, bigotti.
Estremismi a parte.


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