martedì 8 gennaio 2013

Nuova gita in città

Ore 7.30 del mattino. Zona ovest della città. In basso, dopo lo scavalcamento
che divide il centro storico e il centro città soltanto vecchio con un rione relativamente nuovo.
E' buio. Pioviggina. I lampioni sono ancora accesi ma solo per poco. Intorno, palazzine moderne e belle, dalle linee semplici. A due, tre piani. Qualcuna, poche, a quattro. Quasi tutte in paramano. Le altre tinteggiate di fresco. Tantissimi balconi ancora bui. Buio anche all'interno.
E alberi. Marciapiedi decenti, asfaltati di recente. Strano a dirsi, puliti.
I primi negozi aperti. Una macelleria, un bar tabaccheria, un laboratorio artigianale di pane e dolci. Non ce ne sono altri in questo pezzo di via.
Parcheggio a destra vicino a quello che deve essere il muro esterno di una serie di garage. Aspetto che il veterinario apra. E osservo.
Un signore anziano arriva dalla sinistra. Attraversa e viene verso di me. Ha tre guinzagli. Ad uno, rosa, una femmina di golden retriever, bionda, grande. All'altro un botolino anch'esso biondo, alto una spanna ma cicciotto, zampe corte, andatura buffa di tutti i cucciolotti. Al terzo, un meticcio bianco e marrone, orecchie dritte, sguardo furbo. Tirano come dannati. L'uomo fa fatica a tenerli.
Passa un ragazzino di colore sui dieci, dodici anni, uno zaino sulle spalle più grande di lui, piccolo e magro. Capelli ricciuti. Neri. Sguardo assonnato.
Poi, è la volta di due donne che parlano fitto fitto, età indefinibile, fisico pure, nascosti entrembi sotto a spessi piumoni scuri e berretti di lana ben calcati sulle orecchie.
E macchine. Tante macchine. Alla guida autisti frettolosi, incuranti del limite di velocità. Pochi metri a velocità sostenuta e poi inchiodate repentine e ripartenza. Tutto daccapo. Vedo le luci degli stop accendersi e spegnersi in continuo. Andare un po' più piano?
Qualcuno parcheggia una nuova cinquecento davanti alla mia auto. Scende in fretta. E' giovane, indossa abiti da lavoro. Direi da muratore visto le macchie di calce. Almeno.. sembra calce. Attraversa di corsa la strada e si infila nel bar tabaccheria. Esce dopo pochi minuti. Un pacchetto di sigarette in mano. Lo sta aprendo. Accende la cicca prima di salire inn auto. Parte.
Io guardo l'orologio. Sono le otto passate. Scendo, prendo la gabbietta della micina e mi incammino verso lo studio del veterinario.
Interessanti  i primi incontri del mattino.

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