lunedì 14 gennaio 2013

Tre croci



 



Tre fratelli, tre croci. Il destino segnato fin dalle prime parole del libro. Accidia, pigrizia, indolenza, incapacità a vivere secondo le regole comuni, fanno dei tre fratelli Niccolò, Giulio ed Enrico Gambi le loro vittime preferite. Viziati, convinti di dover riscuotere crediti contnui dalla vita e dai loro simili, posti sempre un gradino sotto a loro, non riescono a gestire la libreria ricevuta in eredità e mandano tutto in malora. Per salvarsi e salvare almeno l'onore, appongono firme fasulle su cambiali precipitando sempre più giù nella spirale degli errori da loro stessi costruita. Vuoti e presuntuosi, non capiscono quando giunge il momento di ammetter i loro sbagli e assumersene le responsabilità.
Solo Giulio, suicidandosi all'emergere della verità, quando tutta Siena sa e commenta il loro operato truffaldino, pare chiedere scusa a tutti. Pare pentirsi della truffa perpetrata ai danni di un amico. Pare finalmente rendersi conto della situazione di falsità e illegalità in cui si erano infilati.
Gli altri due, Niccolò ed Enrico, vengono puniti dalla vita  ma perdonati da loro stessi come se la colpa fosse ricaduta su di loro solo per sbaglio. Come se fossero le vittime del fato anzichè di loro stessi.

La scrittura di Federigo Tozzi è elegante, sobria, stilosa, con un sapore vagamente antico (il libro è stato scritto nel 1918), infarcita di frequenti toscanismi che la rendono accattivante. Da leggere perchè la storia è attuale, nonostante sia stata costruita su un vecchissimo fatto di cronaca. E come sappiamo, non sempre dagli errori impariamo..... se poi gli errori sono di altri....

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