sabato 9 febbraio 2013

Dice Toccalossi

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“Nell'insieme è però una bella casa..............Chi entra rimane a bocca aperta. Io, che ci vivo, ne noto i difetti ma soltanto perchè li conosco. E' strano ma l'occhio cade sempre su questi, mai sulle cose fatte bene. Anzi, pare proprio che le cose belle, che sono tante, si annullino di fronte a quei piccoli, insignificanti dettagli che sono le imperfezioni. D'altronde un mondo perfetto non sarebbe umano. Le imperfezioni fanno parte del tutto. Sarebbe strano non vi fossero......”

Questi sono i pensieri del giudice Toccalossi nella prima pagina del libro di Roberto Centazzo “Indagine all'ombra della Torretta”. (edito da F,lli Frilli editori) Con questi pensieri ci viene incontro il protagonista. Dicendo una grande verità. Il mondo perfetto non esiste. Nemmeno l'uomo. Come esseri umani sbagliamo come il muratore ha commesso errori nel costruire quella casa. Ma non è questo il problema. In una casa con uno scalino sbreccato si può vivere comunque bene. La si può rendere così bella e accogliente da far passare i difetti che solo noi conosciamo in secondo piano. Il vero problema sorge quando vengono commessi nella costruzione di un'altra casa, la più importante. Quella che esiste dentro di noi. Che con noi vive e cresce ed invecchia. Errori di base o in corso d'opera. Oppure di base peggiorati da altri in corso d'opera. Errori che minano una stabilità emotiva, psicologica, morale, etica che ci dovrebbe accompagnare nel corso della vita.
Le imperfezioni fanno parte del tutto. Sarebbe strano se non vi fossero... ma io non sto parlando di semplici imperfezioni. Parlo di un qualcosa di più profondo e grave che fa dell'uomo imperfetto un essere meschino e infido. Di quell'essere corrotti e corruttibili, falsi e menzogneri, prepotenti e cafoni. Parlo di quell'abitudine attuale che purtroppo si sta allargando e che porta a credersi sempre migliori degli altri. A credere di avere diritto ad ogni cosa lasciando il dovere agli altri. Delegando agli altri l'onestà e la civiltà, il buonsenso e l'umanità, l'empatia e la solidarietà. Salvo poi, deriderli e credersi più furbi.
L'uomo imperfetto, nella sua umana imperfezione, può far sorridere e riscuotere simpatia. L'essere meschino e infido, no. Nemmeno dai suoi simili i quali saranno pronti a spodestarlo dal piedistallo sul quale si è issato per prenderne il posto. Appena non lo sentiranno più superiore e non ne avranno più paura.

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