venerdì 1 febbraio 2013

Disonora il padre e la madre

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Ero al Salone del libro di Torino. Ho visto questo libro nello stand di Stampa Alternativa. L'ho preso, ho letto i risvolti di copertina, l'ho posato, me ne sono andata.... poi sono tornata e l'ho comprato.

A casa l'ho iniziato e non ho potuto interromperne la lettura. Nonostante il peso sullo stomaco, Nonostante la nausea e la rabbia. Sapere da chi conosce molto meglio di tutti noi questa realtà, quella orribile della pedofilia e della violenza sui minori, mette i brividi ed un senso di frustrazione mista a dolore rabbioso. Scoprire che le quattro parole dei servizi giornalistici non rendono assolutamente l'idea dell'entità e della reale gravità del fenomeno è demoralizzante. Scoprire poi dietro a quale apparente tranquillità domestica possono accadere questi abomini è scioccante.

Solo chi lavora nel campo può sapere e capire queste cose. Solo chi rovista in certi letamai può rendersi conto di quanto lo schifo possa nascondersi dietro ad un belletto pesante tanto da oscurare la realtà. Di quanto possa essere illusoria una serenità familiare agli occhi di chi non ne vive la quotidianità. Anzi, di quanto possano i componenti della stessa famiglia, chiudere gli occhi per far finta di non vedere. Per paura di andare oltre e scoprire ciò che non si vorrebbe o per un senso distorto dell'onore che porta a negare anche la più limpida evidenza.

Solo chi lavora in questo campo può sapere quanto certi soprusi subiti possano rovinare una vita innocente.

L'autore, Alessandro Chiarelli è un poliziotto che si occupa appunto di simili reati, la persona più indicata quindi a presentare agli altri il reato con tutte le sue sfumature di violenza, crudeltà, omertà, complicità di chi non vuol vedere.

L'esperienza lavorativa a contatto con bambini abusati, ha permesso all'autore di immedesimarsi in uno di questi bambini, parlare come lui, pensare come lui. Raccontare come egli stesso avrebbe fatto. E' infatti proprio un bambino l'io narrante della storia. Tutto si snoda sui suoi racconti, le sue paure, le sue scoperte terribili. Il linguaggio è infantile ma non puerile. E' quello di un bambino che non comprende appieno la gravità della situazione, che non sa come reagire. Sente in fondo al suo cuore che è male ciò che gli accade ma non ne ha la sicurezza matematica. Non parla con nessuno, non reagisce, non si ribella ma in fondo è un bambino piccolo, un uomo in costruzione, un carattere in formazione. E' plasmabile nelle mani dei chiunque gli voglia insegnare o lo voglia educare. Anche degli orchi.

Grazie a chi come Chiarelli ci informa di come realmente stanno le cose. Grazie e onore al merito a chi si impegna a fondo per debellare questa piaga terribile.

Da leggere nonostante il mal di stomaco.



2 commenti:

  1. E' assolutamente indispensabile parlare di queste atrocità, tutti devono sapere e tutti denunciare quando si viene a conoscenza di uno di questi fatti. Orrore nell'orrore; ogni bambino abusato sarà con grandissima probabilità un abusatore.......OZ

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  2. Non è detto, OZ, però le probabilità sono buone. Resteranno comunque complessi e frustrazioni che li segneranno per tutta la vita. Se saranno in grado di affrontare la situazione e non prendereanno decisioni drastiche

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