mercoledì 20 marzo 2013

Hermann Hesse


Narciso e Boccadoro. Immenso libro che parla di un rapporto di amicizia tra due ragazzi, più o meno coetanei, che iniziano la loro vita quasi alla stessa maniera, in un monastero, ma poi si dividono prendendo ognuno la propria strada. Libro profondo,che parla  di libertà individuale rispetto alle scelte, al cammino che ognuno di noi deve intraprendere. Chiaro sulla diversità tra uomo di cultura e uomo d'azione. Vivere la vita attraverso il pensiero e la riflessione o attraverso la passione, il movimento, i sensi? Esiste un modo di vivere disonorevole? No! La vita si vive e basta. E si fa capire sia attraverso la preghiera che attraverso l'arte. Entrambi dopo un lungo cammino umano e spirituale. Due percorsi paralleli che fanno comunque crescere e danno. Arricchiscono. Anche se in maniera diversa. Anche se per Narciso, rinchiuso nel suo monastero tutto sembra più semplice, inquadrato in regole ed orari ben precisi mentre per Boccadoro tutto pare più complicato, doloroso. Ma forse, la forza di Boccadoro è più profonda, la sua voglia di lottare più ancorata  al suo animo. E solo quando sarà pronto, tornerà indietro. Tornerà per morire in quel luogo dove aveva trascorso tanti anni, e vicino all'amico.
I personaggi son contrapposti, uno spiritualità dall'inizio alla fine e l'altro solo all'inizio e poi sensuale ed istintivo. La destra e la sinistra, che non possono esistere una senza l'altra. Avvincente metafora della complessità dell'animo umano. Della ricchezza interiore degli animi umani.
Lettura piacevolissima, profonda. Lettura che arricchisce. Che emoziona proprio perchè parla delle emozioni più intime dei protagonisti.
Se dovessi scegliere? Boccadoro o Narciso? Difficile scelta. Dipenderebbe forse dal mio stato d'animo al momento della rilettura. La prima volta ero in in sintonia con Boccadoro ma son passati tanti anni da allora. Adesso... chissà!





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