mercoledì 27 marzo 2013

Lettera ad un'amica



Cara amica mia,
ti ringrazio per gli auguri. Mi hanno fatto veramente piacere. Sei stata la prima a ricordartene.
Certo, però, che insiene agli auguri, mi hai regalato un bel rompicapo.
Vuoi saper come mi sento, cosa provo... non è che volessi chiedermi se mi sento vecchia? O magari prepararti nel caso cercassi invano di raggiungermi?
Beh, amica mia, se è solo questo che vuoi, cercherò di accontentarti.
Quando si sono compiuti 40 anni a quale futuro si può pensare? Anche se si dice abitualmente che a quest'età incomincia la seconda giovinezza, è un po' difficile ritornare “giovani”. La vita con le sue esperienze molto spesso negative e dolorose ti ha fatto crescere. Direi che, forse, nel mio caso specifico sarebbe logico fare un bilancio dei miei primi quarant'anni di esistenza, ma non lo voglio fare. Preferisco, se possibile, dimenticare almeno per un attimo molte cose che mi hanno fatto soffrire troppo.
La perdita di persone care, la malattia, i problemi di ogni sorta ma sempre gravi hanno cambiato la prospettiva con cui una volta guardavo avanti. Quasi tutti i valori che mi gonfiavano il petto d'orgoglio da giovinetta hanno assunto proporzioni diverse. Solo alcuni sono rimasti invariati come l'amore, l'amicizia vera e la sua profonda importanza. Altri sono nati e cresciuti d'improvviso superando anche quelli a cui da ragazza pensavo costantemente e che mi parevano inscindibili dal mio carattere. La mia famiglia, la grande necessità di averla intorno e dentro di me, l'occuparmi dei suoi componenti a tempo quasi pieno. Questo è diventato importante. Il desiderio di seguire mia figlia nel suo cammino verso l'età adulta e la maturità, il sogno di vederla laureata a pieni voti, impegnata in un lavoro che le dia grandi soddisfazioni circondata dall'affetto e dalla stima della sua nuova famiglia in primis e da tutti gli altri poi. Questo è essenziale per me, ora.
Trascorrere ancora lunghi anni accanto all'uomo che ho sposato tanti anni fa, litigando e facendo pace, discorrendo e discutendo come abbiamo fatto dal momento in cui ci siamo conosciuti. Anche questo è importante. Accompagnarci nella vecchiaia come stiamo facendo nella gioventù, magari con un po' più di serenità e con qualche problema in meno.
Ho abbandonato ( mi pare secoli fa) le idee giovanili e un po' folli di fare la giornalista, l'inviata speciale come Oriana Fallaci, oppure la fotografa di reportages che mi avrebbero dovuto portare in ogni angolo del mondo. Non sono diventata una scrittrice famosa e ricca, pluripremiata ed osannata da critica e lettori ad ogni angolo della terra come avevo previsto. (Non ho sbagliato a scrivere previsto anziché sperato, perchè nella mia mente di allora il mio destino era segnato, stabilito in partenza da me soltanto. Senza tener conto delle variabili della vita quotidiana. E dalla sicumera di tutti i giovani che sono convinti di riuscire a risolvere qualunque problema e di rivoltare la situazione sempre a proprio favore)
Non ho neanche combattuto civili guerre di protesta contro le varie ingiustizie di ogni giorno che rendono questo mondo un'isola poco felice.
La voglia di notorietà e ricchezza si è trasformata in qualcosa di più semplice e reale. La famiglia e l'amicizia hanno preso il sopravvento su cose illusorie e poco durevoli e posso dire con sicurezza matematica (o quasi) che non vi rinuncerei mai per la gloria di qualche anno.
Certo! Ho ancora dei sogni nel cassetto. Non bisogna mai rinunciare ai sogni. Servono per alleggerire la mente dallo stress quotidiano e per mantenere un legame con l'adolescente che c'era in noi. Se ogni tanto scrivo, lo faccio proprio per questo, per non tagliare quel filo esile che mi lega ad un'età difficile ma bella, piena di scoperte importanti, fondamentali per crescere. Quelle che ti insegnano qualcosa. Comunque vada.
Le mie poesie e i miei romanzi e racconti sono lì, sul ripiano in testa al corridoio e nel pc.
So che nessuno, oltre a mia figlia e mia madre (al marito questo non lo perdono), nessuno li leggerà mai ma per me sono importantissimi. Sono il mio scudo contro la vecchiaia. Finchè sarò in grado di fantasticare con una biro in mano o davanti alla tastiera di un computer, di fronte ad uno spazio bianco che poco per volta si riempie di parole, so che al mio spirito non spunteranno rughe e cedimenti. Potranno esserci sul mio viso e sul mio corpo, ma dentro di me, nella mia essenza più profonda non entreranno.
Spero di aver accontentato la tua curiosità. La mia, di certo. Soprattutto, grazie a te, ho trovato il coraggio, ho dovuto trovarlo per forza per non essere considerata maleducata, di guardare un attimo la mia persona con occhi estranei, distaccati. Ho tolto per un momento i miei vecchi occhiali per indossarne un paio nuovo, con lenti antibugie. Di quelli che ti costringono a vedere dentro le cose e le persone e non solo l'esteriorità.
Ti ringrazio ancora per gli auguri e ti abbraccio.
Ciao, me stessa.

3 commenti:

  1. Appena finito di leggere il tuo racconto, la fine mi ha sconvolta. Scrivi tutto questo a te stessa? Pessimismo cosmico direi!Forse tra qualche giorno potrò commentare, ma ora no.................

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  2. Questo è uno scritto molto vecchio OZ. Risale a ben... diciamo a tanti anni fa! Sai, a volte si attraversano dei periodi in cui le giornate sono nere e nulla si adopera per farle almeno sbiadire un po'. Col tempo le cose cambiano. Magari qualcosa migliora e il nero stinge leggermente. A volte di più, a volte di meno.
    Magari siamo anche noi a migliorare e a vedere le cose in maniera diversa. O forse a credere di riuscire ad affrontarle meglio. E crederci è già un gran passo avanti

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  3. Mi rasserena il fatto che è uno scritto vecchio!Dobbiamo aver fiducia in tempi migliori, altrimenti...povere noi!

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