lunedì 4 marzo 2013

Madame Soleil


Chi sono io? Scusate ma, in fondo, che vi importa chi sono? Sono una donna qualunque, diciamo...beh! diciamo che non sono più una ragazzina.... quanto al nome, chi mi conosce mi chiama Madame Soleil. Quanto al lavoro, per dirla tutta faccio i tarocchi. Sì, avete capito bene. Leggo le carte e mi faccio pagare. Arrotondo. Due soldi miei e per me, e allora?
Come dite? Cosa prevedo? Quello volete voi.... amore, soldi, lavoro.... ripeto: serve per arrotondare un po' gli incassi anche se a volte....a volte capitano cose che proprio mi fanno maledire la lettura delle carte e le carte. E' successo una volta sola ma... mi è bastato! Perchè? Perchè ho avuto la morte sul tavolo...
E' successo un pomeriggio. Aspettavo una ragazza. Meno di vent'anni. Mi aveva telefonato e chiesto quanto le prendevo perchè aveva pochi soldi da spendere. Voleva sapere dell'amore. Aveva conosciuto un ragazzo e... per farla breve le ho risposto che se era solo per amore con dieci euro se la cavava. Le ho dato appuntamento ed è arrivata puntualissima. Prima ancora di iniziare ha messo i dieci euro sul tavolo. Avercene di clienti così!
Comunque, mi spiega che ha conosciuto un ragazzo, che le piace da morire, che non è sicura di essere ricambiata e vuol sapere come andranno a finire le cose. Va bene le dico. E intanto mescolo le carte. Le appoggio sul tavolo e le dico di copparle, poi le allargo e scegline tredici le dico. Quando le ha scelte, incomincio a sistemarle in cerchio, intorno ad un'altra carta che la rappresenta. Gli amanti... un giovanotto.. lei... e poi va tutto a rotoli. Giro la torre diroccata, la disgrazia, i medici, le divise... la morte. Sento le mani che tremano e non mi era mai successo prima. Sono anni che faccio questo lavoro e prima d'ora non ho mai avuto paura come in quel momento. Però continuo a girarle. Non voglio che si accorga di quello che vedo.
Lei le guarda, guarda me e poi me fa: allora? Mi vuole bene? Staremo insieme? E che le dico? Quello che ho visto? Son solo carte! E io, anche se mi faccio chiamare madame Soleil non sono mica una strega. Se indovino è per pura botta di fortuna.... Sì, sì! le rispondo e lei allora mi indica quei tarocchi, la torre, la disgrazia e le altre e mi chiede cosa significano. Niente! Sono... sono problemi piccoli, litigate... tra di voi ci sarà qualche incomprensione ma niente di più le dico. E lei allora ma si aggiustano vero? Sì, sì, certo che si aggiustano. Si aggiusta tutto nella vita. O quasi, penso
Comunque qualcosa che non mi piace c'è. Sento una paura che non avevo mai sentito da quando ho iniziato a leggere i tarocchi. Lo so! Ve l'ho già detto però la paura che ho avuto in quel momento....
Per farla breve, guardo l'orologio e le dico che aspetto un'altra persona e che deve andarsene. E' così felice che gli occhi le brillano e allora... allora le restituisco i soldi. Le dico tienili. E' la prima volta e ti faccio un regalo. La prossima volta poi.... ma io so che non ci sarà una prossima volta. Lei se ne va felice ed io so che non la vedrò più.
Qualche giorno dopo, esco per fare la spesa e quando attraverso la strada la vedo là, a terra. La stanno coprendo con un lenzuolo bianco. Un'auto mi dicono, un'auto l'ha investita.
Chi sono io? Mi chiamano madame Soleil ma chi sono non chiedetemelo. Non lo so più!
Myrtilla

5 commenti:

  1. Premetto che non mi sono mai fatta leggere le carte o la mano, non conosco neppure il significato delle carte dei tarocchi. Non vorrei mai e poi mai sapere il mio futuro. Detto questo, vorrei chiedere a Myrtilla come mette in relazione questo racconto con il pensiero precedente. Voglio dire: se tutto è deciso, che senso ha avere delle speranze? OZ

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  3. Ti dirò, OZ, conobbi tanti anni fa una signora (era amica di famiglia, aveva condiviso il periodo buio della guerra con mia nonna) che leggeva i tarocchi e tante volte me li ero fatti leggere anch'io, da ragazzina. A volte azzeccava, a volte no... questione di fortuna. In fondo la percentuale di riuscita o di insuccesso è pari: 50/50...
    Quanto al futuro, preferisco non saperlo nemmeno io. Cosa ci riserverà lo sapremo poco per volta, vivendo giorno per giorno. Magari non saranno sempre belle le sorprese ma almeno che ci sorprendano.
    Quello che ho scritto è un semplice racconto, un misto di ricordi di tanti anni fa, una lettura degli oroscopi tanto per farsi due risate e un po' di fantasia.
    Mi è semplicemente venuta un'idea in testa e lo messa giù. Niente di più.

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  4. Dove non c'è speranza, non c'è neanche vita.

    Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita, 2006

    Io mi ritrovo in questa frase. La speranza ci deve accompagnare sempre, in qualunque occasione, in qualunque momento della vita. Vivere una vita senza speranza è come vivere essendo già morti dentro. Manca la voglia di alzarsi al matino, la voglia di fare, di imparare, di continuare a crescere e maturare.
    Attenzione, però! Non intendo dire vivere solo di speranza ma vivere con essa e lottare per essa. Darsi da fare, anche arrabbiarsi per mantenerla viva e darle la possibilità di respirare come noi.

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  5. Sicuramente farsi leggere i tarocchi da un'amica tanto per ridere è una cosa, ma c'è gente che non prende nessuna decisione senza prima aver chiesto il parere alla maga di fiducia, questo è assurdo! Riguardo alla speranza, sono d'accordo con te,senza di essa non si vive! OZ

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