domenica 24 marzo 2013

Mille splendidi soli




Mille splendidi soli di Khaled Hosseini è un tragico, amaro, triste, doloroso, splendido libro sulla condizione femminile in Afghanistan. La storia di due donne che rappresentano la globalità o quasi (rare però le eccezioni) dell'universo femminile in un mondo chiuso, gretto, arcaico. Un mondo ancorato a fondamentalismi religiosi e maschilisti. Un mondo in cui le bestie da lavoro sono gli armenti e le donne, schiave in casa e fuori, nel tentativo di privarle della dignità.
Storia di donne non considerate perchè "harami", cioè bastarde, figlie di una relazione clandestina tra un uomo importante e una femmina considerata di facili costumi e perciò isolata; oppure perchè divenute orfane e quindi private della cosiddetta ma indispensabile protezione maschile. Donne che vengono vendute in matrimoni di convenienza (per la famiglia d'origine e per l'onore); che vengono brutalizzate sessualmente e percosse; umiliate. Ma non distrutte completamente. La loro forza interiore non viene eliminata. Anzi! Cresce col tempo. Cresce con le angherie e i soprusi e più questi sono e più cresce. Insieme alla consapevolezza che, pur essendo donne, hanno diritti e valore e per questi bisogna lottare, ribellarsi. Donne trattate peggio delle bestie ma che non resteranno vittime. Troveranno la forza per l'estremo tentativo di liberarsi dalla schiavitù, ben consce dei rischi e della punizione finale a cui non potranno mai sfuggire.
Storia infine di una profonda amicizia tra due donne profondamente diverse ma unite dallo stesso destino; nata dalla gelosia e trasformatasi in un sentimento nobile e che nobilita, in un accordo di reciproco aiuto fino all'estremo ultimo immenso sacrificio.
Laila si salva, infine. Marian la salva regalandole la libertà, la possibilità di seguire i suoi sogni e il suo cuore. Marian però paga un altissimo prezzo. Ma con la dignità integra. Salva. A fronte alta, pienamente consapevole del dono fatto all'amica del cuore che mai la dimenticherà.
Ma quante Marian esistono ancora? E quante Laila riusciranno a salvarsi?

2 commenti:

  1. Lessi questo libro subito dopo Il cacciatore di aquiloni.Due bei libri, ma questo mi piacque di più, forse proprio perchè tratta del mondo femminile. Purtroppo di Marian ne esistono più di quante ne possiamo immaginare!

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  2. Temo di sì, OZ. Chissà quante Marian e Laila sconosciute ci saranno in tutto il mondo, non solo in quello arabo... donne come noi che però non possono parlare, dire, pensare.. per le quale listruzione è un'utopia, come la libertà, il libero arbitrio.

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