domenica 17 marzo 2013

Uno strano viaggio


Ho fatto un viaggio. Definiamolo... strano... in fondo non era proprio un viaggio anche se ho guidato tanto. In effetti, era un sogno ma quando mi sono svegliata, e anche ora che sto scrivendo, ho l'impressone di essermi spostata. Sento il peso dei chilometri percorsi alla guida di un'auto. Ma non sono stanca. Non sento stanchezza. Forse, però è meglio partire dall'inizio.
Sono salita su un'auto che non ho visto e quindi non so quale sia, ma questo non importa. Spesso nei sogni si fanno cose assurde. Ho messo in moto, e subito mi son trovata a percorrere un rettilineo che tagliava a metà un bosco. Non so che alberi fossero ma erano imponenti. Altissimi, grandi tronchi scuri, rugosi alcuni, altri completamente lisci. Eppure erano simili. Tutti diritti, perfettamente perpendicolari al terreno. I rami partivano da due metri d'altezza. Lunghi. Pieni di foglie. Il grosso ramo centrale che scendeva leggermente verso il basso e attorno rami più piccoli che si diramavano in ogni direzione. Tipo i pini o gli abete, per intenderci ma non avevano aghi. Avevano foglie. Piccole, scure che tremavano al vento.
Sia a destra che a sinistra della strada, questi giganti vegetali formavano una barriera nera. Come soldati sull'attenti, intruppati in battaglioni. E creavano il buio, un buio così fitto che nel sottobosco non si scorgevano né erbacce né cespugli. Solo uno spesso tappeto di foglie marroni. Marcescenti.
Nella mia traversata solitaria non ho incontrato né persone né animali. Non ho sentito il rumore del vento che pure doveva esserci né lo stormire delle foglie. Non ho sentito nessun rumore, a dire il vero. Ero sola! Viaggiavo a velocità di crociera, le mani ben salde sul volante, osservando il mondo intorno in completa solitudine. In un bosco disabitato. Pietrificato, quasi.
Sopra questa striscia carrabile, lontanissimo, oltre la cima degli alberi, un'altra più chiara. Il cielo, forse. Grigio. Monotono. Senza nubi. Senza volatili. In fondo, un chiarore irraggiungibile. Nel mezzo, niente. Solo questo nastro che si srotolava all'infinito o, almeno, così pareva a me, perchè d'improvviso ne sono uscita. Di punto in bianco, stesso rettilineo ma nuovo panorama. Non più boschi e alberi ma case. Strane case. Un paese di villette buffe. Costruite come il cappello dell'olandesina, la bambina che faceva la pubblicità alla Mira Lanza. Un piano a destra e uno a sinistra e due nel centro. Un finestra a destra e una a sinistra e due, una sopra l'altra in mezzo. E sopra, a chiudere il tutto un tetto bianco che scivolava verso il basso incurvandosi ai lati e poi rialzandosi per mezzo metro alla fine. Casette colorate e tetti bianchi. Un paese da fiaba. Da cartone animato. Vuoto. O, per lo meno, io non ho visto nessuno. Solo un cartello stradale. Forse il nome del paese. Stranissimo nome. Pieno di consonanti e strani accenti. Era arrivata in Finlandia. Non chiedetemi perchè proprio la Finlandia... io che adoro il sole, il caldo; io che odio già il clima del mio Piemonte, le sue nebbie, il freddo, l'umidità, la neve... non sceglierei mai la Finlandia come posto da visitare, però.... nei viaggi onirici tutto può capitare.
Poi, sinceramente non so nemmeno come siano costruite le case finlandesi. E che c'entra il tetto fatto a cappello da olandesina della Mira Lanza?
Assurdo! Certo, però, che in quel momento mi son sentita serena. In pace. Luogo beato, ameno, pieno di silenzio e colori pastello che sembravano un dipinto. Niente stress, rumore, caos... clacson o urla. Silenzio e pace. Riposante per gli occhi e lo spirito. Solitudine completa ma un senso di completezza che non so spiegare. Ero io e sapevo chi ero. Sapevo cosa volevo e dove andare.
Peccato, però, che poi è suonata la sveglia. L'incanto si è dissolto e a me son rimaste tante domande.

2 commenti:

  1. Un sogno che lascia un senso di serenità, che bello! Certo, domande ne pone, ma non angosciose ed i sogni dovrebbero essere sempre così, un modo per ricaricarci dalle angoscie reali che purtroppo la vita ci pone davanti

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  2. Lo scopo del sonno dovrebbe essere quello. Se poi è accompagnato da sogni rilassanti, tanto meglio La giornata successiva verrà affrontata sicuramente con più spirito e serenità interiore. Per un po' almeno. Fino alle prime grandi contrarietà.
    L'importante comuqnue è iniziare bene
    Ciao Oz

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