domenica 19 maggio 2013

Dove osano le idee

Evvai! Finalmente il grande giorno è arrivato! Partenza per Torino al mattino presto visto che al mattino siamo impegnate mia figlia ed io in altre comissioni e poi... ore 12.30 sulla metro dalla stazione di Porta Nuova al Lingotto, all'Ottogallery.
Partite col sole, incomincia a piovere mentre siamo in coda alla cassa. Quindici minuti di coda, tanto per dirne una... e per dire la seconda sarebbe l'ora di pranzo... ma a quanto pare, proprio oggi hanno deciso in molti di fare dieta.... e notare che le casse sono tutte quante aperte...
Non importa! Stoiche, resistiamo alle prime gocce di pioggia e non ce ne frega niente. Siamo su di giri, soprattutto la figlia. Biglietti alla mano, saliamo la scalinata facendo già a spintonate con altri visitatori. Una volta dentro, prendiamo i programmi e ci salutiamo. Ognuna per la sua strada. Massima libertà.
E finalmente, oltrepasso la porta a vetri e mi affaccio su un universo che sa di inchiostro, di carta, di parole, di divertimento, di cultura....
Per fortuna degli espositori e per disgrazia nostra, c'è già un mare di gente. Ma oggi ci sono anche ospiti illustri:  David Grossman, Culicchia, Capossela, Covacich, Scalfari, De Gregori, Sepulveda... mica nomi da ridere! Perchè il Salone del Libro è proprio il posto dove osano le idee, come dice lo slogan.  Idee pronunciate da relatori d'eccezione. Scritte su ebook. Scritte su carta. Parole di personaggi famosi e altri che famosi ancora non sono. Scrittori di professione e scrittori emergenti. Tutti quanti però con qualcosa da dire. Esperienze, pensieri, fantasia. Tutti quanti però legati da  un comune denominatore: la voglia di far partecipi anche gli altri delle proprie emozioni, degli stati d'animo, dei sogni. Delle rabbie.
Nel più grande e rifornito mercato di libri del mondo, inizia un giro tra culture diverse (ci sono molti stand stranieri e ce ne sono anche di altre regioni d'Italia). Un giro che porta a visitare e immergersi in un universo dove la differenza diventa un modo per confrontarsi e per trovare insieme un filo che ci può accomunare. Perchè non sempre le differenze dividono. Quando osano insieme alle idee, possono anche unire.
Come sempre ho visitato le case editrici piccole, semisconosciute, per trovare qualcosa di diverso dal solito. Perchè, in fondo, qualunque libreria ha le vetrine piene di pubblicazioni Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori. Unici strappi alla mia regola ferrea, sono state il velocissimo raid alla Guanda per comperare l'ultimo libro di Luis Sepulveda e.. che bello! Pure autografato dall'autore! e poi la visita un po' meno rapida allo stand della Sellerio dove ho acquistato parecchi libri e dove mi è stato omaggiato un libretto di Anatole France con note di Leonardo Sciascia.
 Per il resto, ho scoperto volumi e autori interessanti in stand come quello di CartaCanta oppure Il leone Verde. Case editrici praticamente sconosciute che però hanno avuto un pregio al confronto di Guanda o Sellerio. Personale gentile, disponibile, che parlava con competenza dei libri esposti, che sapeva consigliare. Oltre agli sconti, ovviamente. Da Il leone verde, i libri erano in offerta al 50% del prezzo. Da CartaCanta l'offerta era minore ma ho parlato con l'autore di un libro che ho acquistato,  un giornalista che ha lavorato in Rai con Zavoli e Barbato e che ha vissuto 3 mesi con i rom per conquistarsi la loro fiducia e farsi raccontare la loro storia. Una persona appunto che ha osato e scoperto che le differenze peggiori sono quelle della nostra chiusura mentale, della nostra paura di chi non è come noi. Vi saprò poi dire cosa penso di Novecento rom, scritto da Sergio Pretto.
Un'altra piacevole riscoperta è che, nonostante tutte le statistiche dicano che in Italia non si legge,  ho visto persone di tutte le età, dai giovanissimi a quelli più anziani di me, aggirarsi tra gli stand e sfogliare leggere comprare. Nessuno è uscito a mani vuote. Chi di meno chi di più, tutti quanti avevano i loro libri nelle borse. Poi c'era anche chi, ed io lo farò senz'altro il prossimo anno perchè altrimenti mi si staccheranno le braccia, girava col trolley. C'erano anche tantissimi bambini e gli stand del Battello a Vapore e simili erano presi d'assalto. Viva quei genitori che educano i loro figli alla lettura. Che li portano al salone. Che comprano loro libri. Lettori da piccoli lettori sempre. La lettura è un'emozione ti entra nel sangue e non ti abbandona più. E invoglia ad andare oltre, a scoprire nuovi testi, nuovi scrittori.
L'unico neo del salone è che c'è pochissimo posto per sedersi. Alcune panche sui percorsi principali ma comunque troppo poche e quindi sempre piene. Per il resto è "costruito" come un accampamento romano.
Ci sono tre percorsi principali ai quali si intersecano perpendicolarmente i percorsi secondari, ognuno distinto da una lettera dell'alfabeto e ogni stand è contrassegnato dalla lettera e da un numero in ordine crescente.
Facile da girare.
Nello stand dedicato al paese ospite, il Cile, bellissima esposizione di libri in spagnolo, purtroppo non in vendita, e di fotografie di popolazioni indigene e paesaggi. Nella sala dedicata a Pablo Neruda, protetti da una teca di vetro, pagine manoscritte dal poeta mentre su un monitor scorrevano le fotografie delle sue case. Bellissimo! Peccato non aver potuto fermarsi ad ascoltare Sepulveda e  Chihailaf Elikura  oppure non poter assistere alla lettura di poesia di Gabriela Mistral, Neruda, Nicanor Parra.... il tempo però è schiavista e quando ti diverti passa sempre troppo in fretta...
Bene! Per adesso ho finito.... e ditemi che sono brava... ditemelo! Visto che vi grazio e non vi faccio il lungo elenco dei libri che ho acquistato! Ma non cantate vittoria troppo presto. Ve ne parlerò poco per volta, man mano che li leggerò.

Qui il  link dell'Ansa se vi interessa vedere alcune foto
 http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/16/FOTO-apre-26-esima-edizione-Salone-libro_8715875.html









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