mercoledì 26 giugno 2013

Un covo di vipere di Andrea Camilleri


Edizioni Sellerio, 2013.


Ho letto Un covo di vipere, l'ultima indagine di Salvo Montalbano dell'inossidabile Andrea Camilleri. Imperdibile come i precedenti.
Salvo è un vecchio amico, ormai. Un amico che si incontra sempre volentieri e che si segue ad occhi chiusi nelle sue elucubrazioni, lasciandosi prendere per mano e condurre per sentieri contorti.  Un amico al quale si giunge a dare ragione anche quando ragione al cento per cento non ce l'ha.
E' anche invecchiato ma è come il vino buono, come un buon barolo che col tempo diventa chinato e il suo gusto coccola il palato e lo spirito.
E' sempre più refrattario alle regole, ai legacci di qualunque tipo,;sempre più insofferente agli ordini; sempre più disposto a fingere offesa e indignazione se gli fa comodo. Sempre più teatrante, in certi casi. Sempre più disponibile a coprire verità troppo scomode e disonorevoli quando comunque questo suo atteggiamento non danneggia la giustizia ma semplicemente la rende meno fredda e disumana.
Circondato dai suoi uomini più fidati, dialoga, si confronta, litiga ma fa sempre più squadra nonostante sia sempre stato uno spirito solitario. Col passare degli anni, si rende conto che non può più agire da solo e allora, Fazio, Catarella, a volte, quando non si diverte a prenderlo per i fondelli, Augello, sono il suo alter ego in carne ed ossa. L'altro alter ego, quello incorporeo, è la solitudine che comincia a pesargli ma che comunque credo gli resterà compagna fedele fino alla fine.

2 commenti:

  1. Lo so è un mio limite, ma non riesco proprio a leggere il siciliano di Camilleri. Mi accontento di vedere gli sceneggiati tratti dai suoi libri.

    RispondiElimina
  2. Confesso che sovente ritorno indietro e rileggo. Soprattutto quando parla Catarella, però..... non toccatemi Salvo...
    Ciao Maga

    RispondiElimina