lunedì 15 luglio 2013

Sport o sporc?



Già! Terremoto! E che scossone, ragazzi! Una volta quando si parlava di sport si parlava di attività fisica a livello agonistico o dilettantisco ma che richiedeva sacrifici, rinunce, fatiche e sudore. Oggi... oggi di cosa si parla quando si dice la parola sport? Sinceramente non lo so più! Ho l'impressione che quella parola corrisponda ad imbroglio. E' vero che è ancora tutto da accertare. E' vero che in teoria possiamo anche dar credito ad Asafa Powell che dice di essere stato tradito da chi lo preparava. Di essersi fidato incautamente. Però, a questo punto tutti i record? Tutte le gare vinte? Tutti gli osanna dei tifosi? I batticuori nel vedere qualcuno correre più del vento e con una apparente semplicità quasi priva di fatica? L'essersi immedesimati per un secondo in un atleta che avrebbe fatto mangiare polvere a Piè Veloce Achille? L'essersi sentiti protagonisti anche se seduti sul divano di una corsa che tutti quanti abbiamo fatto al suo fianco? Quei secondi trascorsi senza respiro come se sulla pista d'atletica ci fossimo stati noi, in attesa di un risultato che già sapevamo sarebbe stato un nuovo record del mondo? Quei muscoli lustri e scattanti che abbiamo invidiato?
Chi ci ripaga di queste perdite? Che ci ripaga di un idolo caduto in frantumi ai nostri piedi? E di chi potremo ancora fidarci nel mondo sportivo?
Powell, Tyson Gay e gli altri atleti giamaicani... e poi il nostro italico Schwazer.... i vari ciclisti dai nomi famosi... e i calciatori che si riprendono mentre si fanno autotrasfusioni. E tutti i calciatori morti ancora giovani dopo aver appeso al chiodo le scarpette? Sospetta la cosa visto che son morti quasi tutti per la stessa malattia. E prima ancora di loro i nuotatori e le ondine dell'ex Germania del'est. Oppure la piccola e tenera libellula che si chiama Nadia Comaneci, la poco più che bambina romena che vinse di tutto tra il 1975 e il 1981. Peccato che poi quando riuscì ad andare in America avesse numerosi problemi di salute dovuti appunto all'uso di determinate sostanze.. e poi ancora i lanciatori e le lanciatrici di disco e peso.... e l'elenco potrebbe anche non finire qui.
Quello che mi fa rabbia è che lo chiamano ancora sport! Dopo che in tanti si bombardano di steroidi e schifezze varie, dopo tutti i casi di cui si è venuti a conoscenza.... lo chiamiamo ancora sport?
Bell'esempio per i nostri ragazzini che vogliono dedicarsi ad un'attività agonistica. Dimostriamo loro che si può anche evitare di faticare troppo. Che si può porre rimedio a certe mancanze fisiche o alla stanchezza con prodotti chimici. Ma assolutamente non diciamo loro che è un sistema disonesto di gareggiare. Non diciamo loro che col tempo tutte queste sostanze dopanti sono pericolose per l'organismo.
Sport? Se è solo più questo, NO GRAZIE!

3 commenti:

  1. Che delusione! Non so cos'altro dire!!!

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  2. Esatto! Io non pratico sport (troppo faticoso e son vecchietta. A dir la verità son anche moooolto pigra) però mi piace guardarlo in tivù. Se posso non mi perdo le gare olimpiche e nemmeno le partite di rugby, però tutto questo marcio mi sta nauseando.

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  3. Mio marito ed io non ci perdiamo mai le gare più importanti di atletica, ma ora? Che brutto esempio per i giovani! Le scorciatoie prima o poi si pagano!

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