sabato 24 agosto 2013

Con gli occhi chiusi


Salone del Libro di Torino 2013

Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi,
Edizioni Clandestine 2007

 


Libro doloroso sull'infanzia difficile di un ragazzino debole di carattere, chiuso in se stesso, abulico. Vittima di un padre dispotico, non riesce a trovare la sua strada nella vita e pare che nulla gli riesca.La madre muore quando è piccolo, gli studi intrapresi, interrotti e poi di nuovo ricominciati, questa volta lontano dal padre e da Siena, vanno male. Gli amici per lui non ci sono. Il rispetto degli altri nei suoi confronti ancora meno.
Pietro Rosi è la vittima per antonomasia ma prima di tutto è vittima di se stesso, della sua indecisione, della sua apatia. Del suo modo di vivere ad occhi chiusi, senza mai volerli aprire sul mondo intorno e sulle sue necessità. Anzi! Pare quasi che si compiaccia delle sue disgrazie, di questo suo modo di essere vittima. Come se gli piacesse, in fondo, questo suo soffrire a causa loro.
Anche Ghìsola, la ragazza che, conosciuta bambina e sempre amato, incontra nuovamente all'età di vent'anni è personaggio destinato a procurargli questa sofferenza dandogli l'ultima bastonata del libro. Troppo falsa ed esperta di vita lei, tanto chiuso alla vita stessa lui, prigioniero della sua apatia e dei suoi condizionamenti mentali e morali.
Federigo Tozzi sapeva di cosa scriveva avendo avuto egli stesso un doloroso vissuto familiare alle spalle. Per questo, descrive in punta di penna ma con accurata profondità tutti i dubbi, i dolori e i risentimenti dell'animo di Pietro.
Come per "Tre croci", anche qui, si trovano nel libro descrizioni di Siena che par di averla davanti agli occhi. E chi l'ha visitata almeno una volta, ritrova tutte le vie, la Porta Ovile, la Fontebranda così come le ha viste, odorando nel contempo la stessa aria greve di storia antica che permea ancora oggi a città.

Myrtilla

2 commenti:

  1. Dato che ho il libro, la tua recensione è uno sprone ad iniziarlo al più presto.

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  2. Ad essere sincera, Tre croci mi è piaciuto di più. Anche questo però è bello. Soprattutto parla di problematiche che chi ha figli o mìnipoti adolescenti conosce

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