lunedì 19 agosto 2013

Una voce nella notte


Sonnecchia coricata sul divano. La febbre alta. Dolori diffusi. L'ennesima infezione al braccio sinistro. Dalla parte operata. Entra ed esce dal sonno come si entra e si esce da un locale con porte girevoli. Dentro e fuori in una camminata infinita.
Nel buio assoluto della stanza, due visi di donne davanti all'occhio sinistro. In primo piano, una bionda. Mezza età, capelli corti, ben pettinata e ben vestita. Seria in viso. Un po' distaccata. Dietro, una bruna. Appena intravista ma più o meno della stessa età.
Non le conosce. Mai viste, ma la bionda le ricorda qualcuno. Chiacchierano. Sono sedute comode e chiacchierano.
Apre gli occhi. Torna il buio. Era solo un sogno. Di quelli assurdi che fa quando ha la febbre alta. Le piacerebbe saperne di più, però. Di cosa stanno chiacchierando, ad esempio. Chi sono. Amiche, forse, ma non ne è sicura. Le paiono più conoscenti. Occasionali, probabilmente.
Poi, di nuovo, il sonno. Nell'oscurità più profonda, nel silenzio più incredibile, all'orecchio sinistro una voce di bimbo. "Mamma mamma mamma mamma....!" Una lamentazione ininterrotta. In sottofondo, bisbigli. Incomprensibili.
Riapre gli occhi di colpo. Il cuore in tumulto. Le lacrime che brucianti scendono sul volto.
Il suo bambino... la sua voce... il suo richiamo... Povero piccolo angelo! Quanti anni son passati da quel 21 di aprile!
"Come vorrei vederti... conoscerti... abbracciarti... coccolarti... come vorrei che non te ne fossi mai andato! Andato prima ancora di essere venuto al mondo! Di cosa hai bisogno? Che ti serve? Ti manco? Mi manchi!".
Sospira tra le lacrime. "Forse dovrei lasciarti andare... forse dovrei lasciarti libero... ma come fa una mamma a lasciare andare il figlio? Però, dovrei.... ho percepito... ho capito che non sei solo... quelle voci.... quelle voci in sottofondo ... i tuoi nonni che si prendono cura di te. Lo so! Mio papà ti porta a pescare. Il papà del tuo papà ti tiene sulle ginocchia e ti fa saltare e ti canta le canzoncine come ha fatto anni dopo con tua sorella quando era piccola! Perchè dove sei è tutto bello e ci sono fiumi, torrenti pieni di pesci e dondoli, altalene. Sei in buone mani.... sono sicura! Però è dura sai! Sapere di averti avuto con me otto mesi e poi più nulla! Sapere che quando avrei potuto stringerti e allattarti stringevo solo il nostro dolore. Un dolore fatto di niente. Fatto di tutti i mali del mondo. Non so quando ti raggiungerò e non lo voglio nemmeno sapere. Non posso lasciare tua sorella... tuo papà.... però, quando ti raggiungerò ti riconoscerò tra milioni di altri. Ne sono sicura!
Ciao angelo!

Myrtilla

1 commento:

  1. Un dolore così straziante, una mancanza insopportabile...meritano solo silenzio e rispetto.

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