mercoledì 11 settembre 2013

Parole e ricordi


Questa mattina sono arrivata in città molto presto, come al solito. Tanto presto da dover attendere che il supermercato aprisse. Così ho deciso di andare a prendere un caffè. Buono. Buonissimo. Ristretto al punto giusto, però... però mi è rimasto sul gozzo lo stesso. Nessuna colpa ai baristi, sia chiaro ma a due clienti, sì! Due ragazzi giovani che stavano per uscire dal bar. Criticavano un loro amico, conoscente, di preciso non so. Ma la battuta “quel frocio!” mi è rimasta impressa. Soprattutto mi è rimasta impressa la cattiveria e lo sprezzo con cui l'hanno pronunciata.
Sono rimasta basita! Da ragazzi così giovani mi sarei aspettata più apertura mentale. Più modernità. Invece...
Però, questa battuta rabbiosa e infelice mi ha riportato alla mente alcuni incontri di qualche anno fa, quando andavo a prendere mia figlia al liceo. Mi ha riportato davanti agli occhi, un giovane con una ventina d'anni, alto quasi due metri, tutto vestito di fucsia e quella camminata ancheggiante molto femminile. Anche i tratti del suo viso pur struccato lo erano come le pose, le movenze. Molto di più di alcune donne.
Gli ho ripensato con tenerezza. Non so! Forse perchè sono madre... forse perchè per età potrei anche essere la sua.... resta il fatto che mi sono chiesta che vita difficile può vivere. Senz'altro più della nostra. In un mondo in cui il maschilismo mai sopito si è fatto ancora più prepotente e a volte tracotante, (basta leggere le statistiche sul femminicidio o sulle percosse di uomini nei confronti delle donne o le notizie di aggressioni ai gay) immagino le umiliazioni verbali o di fatto che può subire questo ragazzo. E soltanto perchè gay, visibilmente gay. Come se fosse una colpa! Va beh, che taluni considerano l'omosessualità come una malattia curabile, altri come sempre malattia ma incurabile. Altri ancora come una deviazione perversa. E li chiamano anche diversi. Ma diversi da chi? Da noi? Ma noi chi? Chi siamo noi per giudicare se i diversi sono loro o siamo noi stessi? Chi ci autorizza? In nome di quale santone possiamo permetterci di farlo?
Se stiamo a guardare bene la gente che incontriamo al bar, al cinema o al mercato, siamo tutti diversi. Nessuno è uguale all'altro. E allora perchè diversi detto in maniera così dispregiativa? La diversità non è un cancro della società. Non deve essere fonte di discriminazione. E' ricchezza. E' umanità. Sarebbe anche un grande arricchimento spirituale se sapessimo condividerla. Prendere il meglio da una parte e dall'altra. Se sapessimo guardarla con occhi sereni e senza pregiudizi.
Ricordiamoci poi che l'amore è amore sempre e comunque, al di là del fatto di essere gay o etero.
Una coppia formata da uomo e donna non è diversa da quella formata da due uomini o da due donne. E' l'amore che conta. L'intesa. L'amicizia. La solidarietà. L'intimità spirituale e fisica. O come è di moda dire adesso, l'empatia. Parola tanto bella, che riempie la bocca e fa fighi ma che viene talmente abusata da perdere tutto il suo valore primordiale.
E poi, ragazze parliamoci chiaro. A chi importa chi fa sesso e con chi? Nel privato, nella vita privata, ognuno è libero di manifestare e soddisfare il suo desiderio con chi gli pare. Basta non mettersi in pubblica piazza! Ma questo vale per tutti. Anche per gli etero.

Myrtilla

12 commenti:

  1. Inutile dirti che la penso come te, ma vorrei ricordarti che siamo un Paese cattolico, con in più il Vaticano nel nostro territorio. Vorrà pur dire qualcosa.....purtroppo!!!!

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  2. Lo so questo! Ma o Stato Italiano è una repubblica indipendente, non la succursale del VAticano.
    Ah, già! E chi se lo ricorda???
    Myrtlla

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  3. Confidiamo nel nuovo Papa. Ha già detto qualche velata parolina a favore dei gay (chi sono io per giudicare) e dei divorziati, cattolici osservanti, che non possono prendere la comunione. Speriamo che Papa Francesco riesca ad attuare quello che ha in mente.

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  4. Me lo auguro! Anche perchè la Chiesa così come è oggi, ha troppi "problemi" interni e prima di pensare a ripulire il mondo dovrebbe... a buon intenditro poche parole
    Myrtilla

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  5. Hai sentito che il Papa vuol destinare i conventi chiusi all'accoglienza degli immigrati? E' un segnale devastante per la casta della curia romana!

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  6. Sì, e ritengo che sarebbe una gran bella cosa. Il primo passo verso la vera carità cristiana che non è fatta solo di preghiere personali e di esortazione agli altri perchè si diano da fare.
    Sono tanti i sacerdoti e le suore che si tirano su le maniche e si adoperano per il prossimo ma sono altrettanti quelli che danno solo "ordini"
    Myrtilla

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  7. Tanti di questi conventi ora sono "case per pellegrini", ossia alberghi di lusso....Sarebbe veramente ora di dare a Cesare quel che è di Cesare e quel che segue............

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  8. Alberghi d lusso per ricconi annoiati che fingono di essere stressati.... o che devono nascondersi dopo essere stati beccat co trans... ogni rferimento è puramente casuale!
    Certo che sarrebbero più utili per i migranti e non solo per loro. Anche per coloro che a causa d questa maledetta crisi hanno perso il lavoro e non riescono a mantenere la famiglia... per i terremotati... gli alluvionati...
    Ma dico... doveva arrivare un papa dal'Argentina per scoprirlo?
    Myrtilla

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  9. Sei forte Myrtilla, ti adoro!!!!!!

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  10. Sei la mia splendida sorpresa di oggi! Sensibile e profonda,adoro questo pianeta quando trovo persone come te

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  11. Ti ringrazio Adriana. Ho aperto questo blog per poter anche dire quello che penso e mi fa piacere scambiare opinioni con altre persone.
    Io non credo di essere meglio di altre. Forse, la mia esperienza di vita mi ha portato a vedere le cose in una particolare maniera. Forse il mio vissuto, tra problemi vari, e tanti, mi ha fatto capire alcune cose che altri interpretano in maniera diversa.
    Massima libertà per tutti! Ma anche massimo rispetto!
    Ciao e grazie

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