domenica 13 ottobre 2013

Amo


Amo le nuvole per la loro capacità di trasformarsi. Per il loro rappresentare una barca e subito dopo un elefante o un topo o un cane corre orecchie all'indietro. Per il loro essere tutto e il suo contrario.
Per le sfumature che sanno assumere, gonfie come bianco d'uovo montato a neve, dense, gonfie e spumose, quasi abbaglianti e golose; o grigio perla per luce soffusa; o piombo per la rabbia del cielo, a volte madri di saette spettacolari e brucianti.
Per il coraggio che dimostrrano nella lotta contro i venti che le disfano e lacerano con ferocia ma non le estirpano mai del tutto. Mai alla radice. Infatti, le nuvole tornano sempre. In gruppetto, in massa o solitarie. Piccole o grandi. Statiche o tipo maratoneta quando percorrono il cielo spinte da un nemico invisibile.
E quando si adornano dei raggi solari? Che spettacolo sono, scure ma non furiose, solo per contrasto, circondate da rette luminose e accecanti, dorate contro l'azzurro.

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