giovedì 3 ottobre 2013

Fermare il mondo

Ci sono momenti in cui non capisco il mondo. In cui avrei quasi voglia di fermarlo e scendere per poi sedermi su una nuvola e vederlo allontanarsi senza di me.
Accadono cose piccole a  volte  che però di importanza ne hanno lo stesso.  Per qualcuno almeno, Altre volte invece di grande importanza come l'interruzione di un rapporto di amicizia seppure virtuale che non sai come spiegare. E poi, magari scopri che non è colpa tua o sua. Che sono terze persone che in qualche maniera si sono intromesse. Senza nemmeno pensare a te e all'altro. Persone che hanno fatto uso del loro libero arbitrio privandone però altre. E prendendosela con una persona sola ne hanno danneggiato, sì, si può dire così, anche più di una.
Ecco! E' in questi momenti che vorrei cambiare suolo sotto ai piedi, aria intorno a me. Quando succedono cose che non capisco e per le quali non ci sono parole o spiegazioni. Quando mi sembrano senza senso apparente proprio per questa mancanza di informazioni. Mancanza, tra l'altro, che si sta cronicizzando in più campi.
Magari, un senso, per qualcuno possono averlo ma questo qualcuno non sono io. Non è tutti gli altri.
Non so! Forse vivo nel paese di Utopia, quello celebrato da Tommaso Moro, dove tutto è perfetto e tutti hanno diritto ad una spiegazione, a un chiarimento, a una difesa. Però,  scendendo terra terra e senza scomodare antichi e importanti scrittori, ricordo quello che diceva mia nonna: tutti hanno diritto a dire la loro opinione, a confrontarsi. Tutti hanno il dovere di accettare le opinioni altrui. Attenti! Non ho detto condividere. Ho detto accettare! C'è differenza.
Beata l'atavica saggezza contadina! Purtroppo si è persa per strada nel corso degli anni

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