venerdì 1 novembre 2013

1° Novembre


Oggi è Ognissanti. Non so se è così in tutta Italia ma dalle mie parti oggi bisogna fare la processione per i cimiteri e visitare i morti nostri e non, anche solo conoscenti, anche persone antipatiche in vita e per ogni fermata intessere le lodi del defunto. Mescolate a pettegolezzi e magari a cattiverie. Ovvio!
A guardare bene, è domani il giorno dei defunti. Ma, non so perchè, il giorno della triste processione è oggi. Preceduto logicamente da un iter particolare, sempre uguale anno dopo anno.
In settimana si va a pulire e lustrare tombe, disincrostandole magari da un anno di polvere e pioggia e dimenticanza. Si va a cercare i fiori e che siano belli. Ci si veste eleganti e poi via alla cerimonia del passeggio!
Ripeto... non so! Per me pare tanto la festa dei fioristi più che dei morti. Mi pare che in questo caso, i protagonisti vengano soppiantati da ben altri attori.. quelli che comprano i fiori e quelli che li vendono.. quelli che sfilano.... "Hai visto quella che brutti fiori ha messo? E quest'altra? Ma non è ancora venuta? Dio mio, chissà quanto avrà speso per quel mazzo! Che esagerazione... venisse una volta di più!". E poi "Oh, ma signora quanto tempo è che non ci si vede!". Dall'anno prima, identica situazione, identiche parole. Stesse scene, stesse persone, stesse falsità. Niente di diverso.
Eppure, ricordo che per i miei vecchi era così! Se non si andava al cimitero il 1° Novembre non ci si ricordava più di chi se ne era partito per altri lidi. E allora, tutta la tribù si riuniva da noi e poi assieme, gelo o neve o sole, si partiva per il camposanto. A piedi. Tanto non si poteva arrivare fino all'ingresso con le auto. Per chi le aveva. Bambini compresi. E se questi bambini stavano bravi, al ritorno si compravano le caldarroste appena fatte.
Già! Perchè lungo il viale che porta al cimitero era pieno di bancarelle che vendevano fiori per i ritardatari, ghiaietta bianca, lumini nella plastica rossa e, appunto, caldarroste fatte cuocere in enormi bidoni di ferro arrugginito pieno di legna e fuoco, dentro ad una grande padella bucherellata nera per l'uso e vendute in cartocci fatti col giornale.
Ricordo il profumo forte, aromatico, fumoso. Le mani che scottavano nere di fuliggine della buccia delle castagne bruciata. Il gusto delizioso. Anche di quelle troppo cotte e troppo dure da masticare che s lasciavano girare in bocca sperando che si ammorbidissero.
E' passato un secolo da allora. Tante delle persone che mi accompagnavano in quella processione ormai non ci sono più. Da tanti anni non la faccio nemmeno più quella processione. Perchè? Perchè quasi un secolo fa mi sono chiesta che senso aveva. Non l'ho mai trovato! O meglio, non ho trovato un senso caritatevole ed umano. Un minimo accenno di ricordo e nostalgia. Solo quello puramente contorto del farsi vedere e del vedere cosa fanno gli altri.
Per me, in quella città dei morti, non c'è nessuno. Solo lapidi con delle scritte strane. Poi foto, fiori. Date.
Chi ha lasciato questa terra non ha lasciato me. E' vivo nel mio cuore. E' al mio fianco, giorno dopo giorno. E non ho rimorsi nei loro confronti se vado poco al camposanto perchè quando erano vivi ho fatto il possibile per loro. Soprattutto quando ne avevano più necessità. ADesso, spero che se ne ricordino e lo apprezzino. E magari un aiutino ogni tanto...
Quindi, oggi per me, è decisamente Ognissanti! E domani, un giorno come un altro.
Auguri a tutti!

Myrtilla

Nessun commento:

Posta un commento