mercoledì 6 novembre 2013

Il 5 e il 6 novembre 1994


Una data che resterà nella memoria dei piemontesi e di tutti gli abitanti del nord Italia per lungo tempo. Il ricordo dei fiumi che crescono, impetuosi, che esondano... l'acqua che invade campi e piazze, scantinati e abitazioni. Le carcasse degli animali che galleggiano sui fiumi o si fermano contro resti di abitazioni... I morti a centinaia.... le bugie dei politici!
Già! Perchè quando da Roma dicevano in interviste alla tivu che i trasporti funzionavano, non ricordo o non voglio ricordare il nome del ministro in questione, qui al mio paese i binari spenzolavano nel vuoto perchè il Tanaro, quel pacifico fiume limaccioso, aveva portato via tutta la terra che c'era sotto. Rottami di legno galleggiavano nel vuoto di una bamchina scomparsa.
E insieme alla terra aveva portato via interi allevamenti di bestiame, animali da cortile, auto, case... VITE UMANE!
Erano giorni che pioveva a dirotto! Mai vista tanta acqua ma noi su in collina stavamo tranquilli fino a quando la domenica mattina, un amico ci telefona per chiederci dove era mia suocera. Non ci ha dato tempo di pensare e che ti interessa che ci dice che nel nostro paese ci sono due metri e mezzo d'acqua.... Mio marito parte per il suo paese qua vicino. Non riesce ad arrivare per la solita strada. A Felizzano in provincia di Alessandria c'è un mare d'acqua. Impossibile passare. Prende l'autostrada per Genova e poi dopo aver più che raddoppiato i chilometri arriva da sua madre. Il Belbo è ancora negli argini. Al limite ma dentro. Arriverà soloo in fondo all'orto da lei, per fortuna. L'aiuta a portare tutto il portabile al piano superiore e poi torna solo perchè lei non vuole venire. Prende l'autostrada e la chiudono dietro a lui.
Quando torna mi dice che la Bormida e lo Scrivia sono al livello del piano autostradale. Che ha pestato tutto quello che ha potuto con la vecchia panda er non restare preda dell'acqua. Mi dice che in paese è il finimondo. Acqua ovunque. Gente sui tetti. Auto completamente sommerse. Cani e mucche che disperatamente cercano di restare a galla in un Tanaro incazzato che ha invaso tutto.
Accendiamo la tivu. C'è ancora l'energia elettrica,, poi mancherà per parecchio. E vedo la mia città, la mia Asti che nel punto più basso è un lago enorme. In campo del Palio, di fronte alla stazione, ci sono i vigili del fuoco sul motoscafo!
Non riconosco più zone che conosco benissimo... Vedo solo visi stravolti dalla paura e dallo stupore. Qualche ora dopo anche dalla rabbia.
Un mondo capovolto, in cui la natura si ribella alle cazzate degli esseri umani. Alla cementificazione selvaggia, al raddrizzamento dei corsi d'acqua con conseguenze aumento di velocità dell'acqua, all'incuria che non permette di pulire le arcate dei ponti ma che permette di costruire case in Tani mort, vale a dire quella zona, nella piana, dove il Tanaro si è sempre allargato senza causare danni in caso di tracimazione. Anzi, concimando il terreno col suo limo.
Vedo però stupore rabbia ira lacrime! Gente che ha perso tutto e possiede ancora e soltanto quello che ha addosso. Vedo i soliti squali che dalle asciutte frazioni in collina vanno a prendere gli stivali di gomma offerti dalla protezione civile... e per forza! Son gratis!
Vedo un medico, quello del paese che con il radio telefono militare e gli stivaloni percorre tutto il paese percorribile per andare a visitare chi ha bisogno. E ha perso lo studio medico e quello dentistico. Vedo una giovane farmacista incinta di otto mesi che appresta velocemente una farmacia d'emergenza perchè nessuno resti senza le medicine necessarie. Magari solo aspettando un po'. Vedo un macellaio che ha perso casa, stalla, cavalli e negozio e che riesce a procurarsi del pane e con le ceste in una di quelle rare zone asciutte lo distribuisce. Vedo gente che si tira su le maniche e dà una mano. Persone del paese non inondato e di fuori che arrivano stivaloni, pale e badili e aiutano. Che si prestano. Che portano acqua e thermos di caffè e lo offro agli inondati e ai soccorritori
Vedo solidarietà! La protezione civile del Lazio è tra le prime ad arrivare. E con essa i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa.... e poi idrovore, escavatori, medicine, indumenti, cibo....
Vedo un mondo che quando vuole sa essere umano. Un mondo che anche quando si capovolge, anche quando si incazza, sa dimostrare che la solidarietà, l'empatia, l'aiutarsi è ancora possibile. Che è ancora possibile mettersi nei panni degli altri  e fornire aiuto, sinceramente, senza pretendere nulla in cambio.
Vedo un mondo nel quale merita ancora vivere!

Myrtilla









2 commenti:

  1. Racconto ed immagini terrificanti! Purtroppo non sarà l'ultimo disastro nel nostro Paese. Fino a che non si farà qualcosa per il dissesto idrogeologico, temo che piangeremo ancora!

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  2. Hai ragione! Non è stato il primo e non sarà l'ultimo. Come ho avuto modo di dire a Massimo, un utente di g+, io ho parlato di quello che ho visto nel mio paese anche se per fortuna noi non siamo stati colpiti personalmente. So però che l'Italia è tutta a rischio. Cattiva gestione ambientale? Permessi edilizi facili? Menefreghismo? O di tutto un po'?
    Direi l'ultima. Finchè si darà il permesso di costruire case nel vecchio alveo dei fiumi o sulle pendici di un vulcano,; finchè si continuerà a portare via ghiaia dagli alvei, a raddrizzarli, a riempirli di prismate... finchè non metteremo giudizio e buon senso.... tutto resterà come prima. O meglio... peggiorerà sempre

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