lunedì 18 novembre 2013

Pavia


Quando si decide di fare una gita fuori porta che periodo si sceglie di solito? La primavera o la primavera inoltrata a meno che non si tratti di andare a sciare. Noi, a sciare, no! A spasso per una volta all'anno, sì, quindi anche novembre va bene. Anche il 17 di novembre, alla faccia di tutte le superstizioni e i superstiziosi del mondo. Lo scorso anno era il 25 e si trattava di andare ai mercatini di Natale di Trento e Levico. Quest'anno, però, solo gite di due giorni con prezzi alti e poi due giorni fuori casa per noi... difficile attuare.
Allora? A tutto c'è rimedio. A quasi tutto e quindi pc acceso sul sito di Trenitalia e atlante alla mano.
Aosta? Certo che sarebbe bello però tre ore di treno e tre cambi. Cremona? C'è pure la festa del torrone il 17. Già! Peccato i 4 cambi e le quasi quattro ore di viaggio. Pavia? Capperi! Un cambio solo e due ore scarse. Tante cose da vedere su una città di origine longobarda. Vicoli, chiese antiche il castello visconteo... la Certosa....E c'è pure la mostra su Claude Monet. Aggiudicato!
Ore 5,30 del mattino sveglia e poi in stazione. Asti/Alessandria e poi Alessandria/Pavia. Partenza 7,13 arrivo 9.... Partiamo che è ancora buio, fa freddo. Sembra nuvoloso ma noi in borsa abbiamo gli ombrelli pieghevoli. Ai piedi stivali comodi e senza tacco, sciarpe berretti.... 
Lungo il percorso, campi di grano con acqua ristagnante o risaie,.... non sappiamo bene. Di certo sappiamo che di aironi bianchi, l'egretta garzetta, ne abbiamo visti a iosa. Belli, eleganti. Zampe lunghissime e lungo becco appuntito. Uno in volo con una apertura alare di tutto rispetto.
Il benvenuto della città è un po' strano. Una stazione piccola e un'edicola aperta. Entriamo per comprare una cartina e sorpresa..... l'edicolante guarda mia figlia e le chiede perchè vuole comperare la cartina. Uscendo dalla stazione e proseguendo sempre diritto verso il centro c'è l'ente per il turismo. Lì le cartine le danno gratis. Sorprese, facciamo colazione e poi ci incamminiamo verso il centro. Attraversiamo la piazza di fronte alla stazione dove c'è una lapide che ricorda Falcone e Borsellino e ci inoltriamo lungo un viale alberato. E qui... ta daaa! Un cartello, sulla rotatoria, indica il ponte coperto. Questo cambia tutto! Cambia lo pseudo percorso che ci eravamo preparate... cambia l'intenzione di ascoltare l'edicolante... tutto! Non cambia solo il fatto di perdersi, ma questo per noi è routine. Alla fine comunque la strada per tornare la troviamo sempre.
Ci incamminiamo quindi verso il Lungo Ticino e raggiungiamo questo famoso ponte coperto. Ponte antico con la volta in legno e muro in mattoni pieni, sotto al quale scorre un fiume non troppo placido e con grandi sabbioni che affiorano qua e là. 

















Oltre, un altro cartello indica la chiesa di Santa Maria in Bethlem. Siamo qui, andiamo a vederla, Stile romanico, austera ma elegante. Ben tenuta. Come tutta la città, d'altrronde.
                                                                                          

Torniamo sui nostri passi perchè c'è un cupolone ci osserva da sopra ai tetti della città vecchia. Deve esser quello della chiesa di San Maiolo. Domina il panorama, enorme cono gelato capovolto. Ci chiama. 

Bene... non era nel percorso che avevamo studiato ma ci andremo anche perchè i pavesi hanno fatto una cosa bellissima. Quasi ad ogni incrocio c'è il tabellone del Voi siete qui! E attorno le vie e i monumenti. E' vero che bisogna essere capaci a leggere le carte stradali e noi due non siamo proprio dei geni però intanto è qualcosa in più di niente.
Per farla breve prendiamo una via acciotolata che sale leggermente, una via stretta, case vecchissime, balconi in ferro battuto, gerani fioriti che sporgono, a novembre ma non fa freddo. Negozi chiusi. Poca gente. Turisti per lo più. E poi, a destra e a sinistra i vicoli. Quei vicoli storici che avevamo visto su internet ma che avevamo escluso dal percorso perchè "chissà se li troveremo". Invece eccoli lì. Nel loro splendido essere stretti, con voltoni bassi. Sui muri ristrutturati con buon senso estetico fregi dei tempi andati, archi bicolori in mattone e arenaria. Effigi di Madonne cementate sui muri. La parte sotto alla grondaia a cassettoni, in legno.O in cemento o calce tutta istoriata.
Poi, quello che sulla carta doveva essere un percorso agevole e squadrato, diventa a zigzag. Ci perdiamo andando a naso... seguendo i campanili che svettano sopra i tetti... le immagini che ci compaiono davanti agli occhi... ma , là dietro cosa c'è? Ed è così che ci ritroviamo immersi in epoca longobarda, di fronte alla chiesa di San Michele Maggiore, costruita in una particolare arenaria locale, un bianco che sta tra l'avorio e il grigio, semicorrosa dagli anni. Stupenda! E l'interno, ampi, arioso. A volgere lo sguardo in alto, pare quasi di vedere bucare il cielo.







Poi, tra chiese sconsacrate, piazze in acciotolato, case antiche, ruderi di muri di epoca romana, in mattoni pieni larghi 60/70 centimetri.... il Duomo. Ricostruito alla fine del 1400 sui resti di una antica chiesa romana è.... strano... con un fascino particolare .... ma non è la solita chiesa che siamo abituati a vedere.




Di fronte, oltre la piazza, la Diocesi. Sulla piazza, una enorme statua bronzea di un soldato romano a cavallo. Misure gigantesche, forme perfette.... a cui un buontempone ha colorato di giallo antinfortunistica le due.... diciamo... due enormi rotondità sotto la pancia, non troppo nascoste dalla coda.... noi abbiamo riso parecchio ma mi chiedo cosa ne hanno pensato gli inquilini della diocesi quando se ne sono accorti... non sono sicura che siano scoppiati a ridere pure loro....
 

Con le gambe che ormai chedevano riposo, abbiamo ancora girovagato in cerca di altri monumenti, naso all'insù ad ammirare bifore e tetti eleganti. Su e giù per una città dalle vie strette che però non sapevamo fosse un continuo saliscendi su qualche collina. Poi, non sembra, ma girando qualche volta di troppo sul rotondo, capitava anche di dover rifare più di una volta la stessa salita. Comunque, stoiche, Chiesa di San Teodoro in basso dopo aver percorso Via Teodolinda e Via Rotari tra le altre, poi di nuovo su verso Santa Maria del Carmine... con la grande voglia di fermare il trenino che sferragliava a portare a spasso i turisti stanchi.
Pranzo veloce con gnocchi al sugo di mozzarella e pomodoro per la figlia ed una mega gigantesca e spessa bistecca alla brace per me.... caffè e ripartenza... avevamo ancora troppe cose da vedere.
Ad esempio il Castello Visconteo. Un parco enorme, alberi secolari, un pino con una circonferenza alla base che forse due uomini avrebbero potuto abbracciarlo. E poi ciangottìo continuo di uccelli strani che dagli alberi partivano e si infilavano senza sbagliare di un millimetro nelle feritoie del muro del castello. Pappagalli!!!!! Verdissimi pappagalli chiacchieroni che svolazzavano e se la contavano tra di loro scacciando perfino le cornacchie.... Parecchie decine direi.... e gatti semiselvatici che vivevano nell'ex fossato del castello. Ben pasciuti, sani, vivaci.
Quanto al castello che dire? Uno spettacolo! Torri merlate, muri di uno spessore incredibile, austero. Quasi da mettere soggezione. Una corte interna a pianta quadrata, tutta circondata dalle logge del piano superiore. Volte altissime. Affreschi che avrebbero bisogno di restauro e altri già risistemati. Parti di capitelli, di statue... e tante sale e in ognuna una mostra. Peccato che parecchie fossero chiuse. Tanta gente però. E ancora di più, sotto all'altezza dell'ex fossato in cui era allestita la mostra su Claude Monet. Un percorso tra quadri del maestro e filmati di attori che impersonano i personaggi della sua vita. La moglie, l'amante, l'amico..... in più, un'audioguida che spiegava cose anche strane per me che sono profana all'arte. Ad esempio i periodi artistici del pittore. Quello delle cattedrali, quello dei fiori...
15 euro di ingresso a testa ma, davvero, ne valeva la pensa.




 

Poi... poi avremmo ancora voluto visitare la Chiesa di San Michele in Ciel d'oro e la Certosa, però.... oltre alle gambe che chiedevano pietà... il treno purtroppo non ci avrebbe aspettate. Così siamo ripartite in direzione stazione ferrioviaria con la promessa a noi stesse che la prossima primavera verremo di nuovo e visiteremo innanzi tutto la Certosa. Poi, se avremo tempo, un altro giro per la città non sarebbe nemmeno una cattiva idea
 Anche perchè, detto tra di no in gran segreto.... quel cupolone che ci spiava ci è sfuggito.... non lo abbiamo trovato, neppur girando... quindi abbiamo ancora un conto aperto con lui.

Myrtilla.

4 commenti:

  1. Che giornata intensa! L'Italia è veramente tutta bella, dove non siamo riusciti a rovinarla, ovviamente! Basta girare l'angolo e ti appaiono paesaggi, incantevoli. Foto interessanti, grazie Patri!

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  2. Ciao Maga, purtroppo la giornata non era affatto serena anche se non fredda. La fotografa poi lascia sempre a desiderare....
    Se riesco ad averle, posterò qualche foto di mia figlia. Almeno sono fatte con la macchina fotografica e non con il cell

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  3. ciao!
    sono una new follower...
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  4. Ciao Alessandra... vengo senz'altro

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