martedì 3 dicembre 2013

Hunger games


Alla faccia della nevicata e del mio profondo odio per la neve, iol 30 novembre  al cinema con mia figlia ci sono andata lo stesso. Avevamo un autista d'eccezione.... il marito e papà e quindi..... evviva il marito/papà!!!!
Comunque, tornando all'argomento, dovevamo andarci per forza. Proiettavano la seconda parte di Hunger games. Dopo aver visto il primo, era la volta de La ragazza di fuoco, il secondo film di una trilogia cinematografica (Lord of the rings ha dato l'inizio alle trilogie!), tratta dai romanzi per ragazzi di Suzanne Collins.
Una metafora del mondo attuale trasposta al cinema in un mondo post rivoluzione. Una sorta di libro di storia antica in cui si mescolano anfiteatri con tanto di bighe e "morituri" come ai tempi degli antichi romani alle moderne dittature in cui chi governa da parecchi decenni decide vita e morte dei suoi cittadini. Un governo a piramide in cui questo desposta è al vertice, solitario. Subito sotto ci sono i suoi scagnozzi della politica e della televisione con personaggi leccapiedi e presentuosi accecati dal servilismo al potere e contornati da beoti istupiditi dagli spettacoli.
In fondo alla piramide, il popolo reso schiavo, costretto a vivere in distretti numerati e nel silenzio assoluto.
Anche un libro di geografia politica in cui si contrappongono il vertice della piramide dalla base, vale a dire il mondo vuoto e dorato del potere, simbolo del mondo civilizzato, e gli schiavi, vale a dire il terzo mondo. Uno ricco e l'altro destinato a vivere di stenti.
Che dire? I libri non li ho letti, sinceramente, quindi non so se il film ricalca fedelmente i romanzi. So però che mi sono paciuti. Effetti speciali, parecchi anche se meno che in altri film moderni; lotte all'ultimo sangue per la sopravvivenza, i cattivi e i buoni,.... il tutto farcito di umanità, solidarietà sincera, falsità, colpi di scena.
Non mi aspettavo molto di più, anzi, forse di meno. Tutto sommato però sono soddisfatta. I personaggi sono abbastanza ben disegnati e realistici. I Tributi da una parte per la loro voglia di non morire e la loro rabbia e dall'altra i vari personaggi che girano intorno al mondo dello spettacolo, infidi e proni al comando.
A differenza del primo film in cui c'era solo la lotta per la sopravvivenza del proprio distretto da parte dei tributi ( i novelli morituri, scelti a casa per scendere nell'arena e combattere e vincere per l'onore del proprio distretto e per permettergli di avere alcune misere agevolazioni), nel secondo c'è in sottofondo un senso di ribellione che fotogramma dopo fotogramma cresce di intensità e come numero di persone.
Non male direi. Di certo non un capolavoro ma un film più che discreto da godersi comodamente sdraiati sulle poltrone di un cinema, in buon compagnia, in una giornata nevosa, con un bel bicchiere di tè al limone ed un enorme mastello di popcorn.
Myrtilla

6 commenti:

  1. Io ho letto i libri e, a parer mio, i primi due film sono abbastanza fedeli!
    La trama è molto avvincente! I libri inizialmente sono per ragazzi ma la trama è serie e ti fa riflettere..
    Ti consiglio di leggerti il terzo prima che esca al cinema =)

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  2. Ciao deermoonsky. E' stata mia figlia che mi ha portata a vedere il primo film e devo dirti che mi era piaciuto parecchio.
    Anche lei, dice come te. Inizialmente nato per ragazzi però va bene a qualunque età. Basta voler pensare e il film ti dà una spinta a farlo, Tutto quello che succede ai protagonisti, tutto il contorno di falsità, di specchietti per allodole, di cattiveria è molto realistico. Non si discosta poi molto dalla realtà, Basta solo aver voglia di... vedere, pensare, riflettere.
    Ciao e grazie della visita, Patricia

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  3. Non ho letto i romanzi, né ho visto la serie cinematografica, ho ascoltato varie opinioni direi quasi tutte positive.
    Comunque cara Patricia hai fatto una buonissima recensione:

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  4. Ti ringrazio Carla. Dopo il film ne ho discusso con mia figlia che ha confermato le mie opinioni. Poi, ho trovato il piacevole commento di
    deermoonsky che non ha fatto altro che ribadire quello che noi già pensavamo. Fa piacere spere che, al di là dei tanti luoghi comuni, c'è chi legge o guarda e va oltre alle parole scritte e alle immagini.
    Ciao cara

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  5. Pensa che la scrittrice ha avuto l'idea di fare questa trilogia mentre guardare dei reality show! Insomma con un po' di fantasia ha creato una realtà...non molto lontana dalla nostra (o da quello che potremo diventare)

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  6. Ciao deermoonsky. Probabilmente quei reality le hanno fatto capire che a volte la realtà supera la fantasia. Questo suo modo, potrebbe anche essere in un futuro. Speriamo di no! Ma in fondo le dittature sono sempre esistite e no credo proprio che spariranno dalla nostra vita.
    Ciao e grazie.

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