venerdì 24 gennaio 2014

A senso unico o a doppio senso?

Ci sono vie che dovrebbero essere a doppio senso. Ad esempio quelle dell'amicizia, della famiglia, dell'amore. Eppure sovente si rivelano dei proditori sensi unici. In che senso? Semplice! In amicizia amore o in famiglia ci si dovrebbe sempre dare una mano uno con l'altro. Una persona deve sapere di poter contare sugli amici, amori o familiari.  Quindi si presta quando qualcuno chiede aiuto. A volte però succedono cose strane. Voglio dire che quando è questa stessa persona  ad aver bisogno di una mano... eh! Trova sbuffate e basta. Quando trova qualcosa. Bello vero? Non proprio! Diciamo indisponente o se vogliamo essere più chiari.... incazzoso!
C'è una soluzione a questo problema? Forse sì! Forse anche due. La prima è farsi furbi e la seconda imparare a dire di no! Forse però sarebbe stato meglio usare il condizionale.... la prima sarebbe....
Già! Perchè bisogna anche esserne capaci. Negare un aiuto può anche essere molto difficile. Non riuscirci può anche far parte del proprio carattere. Essere troppo disponibili pure. E allora che si fa? Si impara! Poco per volta, incominciando a non essere subito disponibili, a non derogare interessi propri per avvantaggiare quelli altrui.
Semplice a dire! Ma a fare? Uhm.... forse forse con tanto impegno e prendendo a calci nel didietro i sensi di colpa..... almeno... così dicono certe riviste....
Che ne dite? Alla mia età, secondo voi, potrò cimentarmi in un'impresa così titanica?
Myrtilla

8 commenti:

  1. Tu magari ci riesci, Io ormai ci ho rinunciato...
    Ammetto di essere un po' ruvido come mi ha definito scherzosamente un'Amica conosciuta in Rete ma penso che un Rapporto umano per essere definito tale deve basarsi sulla reciproca condivisione in quanto ad esempio nessuno è infallibile potendo quindi sbagliare e quindi si dovrebbero accettare i rimproveri come del resto gli eventuali suggerimenti per evitare di commetere errori oltre al fatto di saper chiedere scusa.

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    1. Sai, Illusione per me farmi furba è quasi impossibile! Dire di no invece è semplice... peccato che mentre dico di no sto già pensando a come organizzarmi per fare quello che mi è stato chiesto....
      Se si tratta di essere ruvidi anch'io lo sono. Ruvida e urlatrice quando mi girano. Praticamente quando la valvola del troppo pieno dà segni di vita esplodo e magari un sì però quando ho bisogno io mi arrangio da sola viene fuori.
      Certo! La reciproca condivisione è la base di tanti rapporti, l'accettare di poter sbagliare anche. Sono i sensi di colpa incultati da bambina che danno problemi e ti rendono difficile dire di no! E sono pure difficili da estirpare!
      Ciao e buona domenica

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  2. Personalmente mi sono trovata troppe volte con delle belle fregature o delusioni, da parte di amici. Come ho risolto? Ho deciso che il bene che voglio loro non può costringerli a fare nulla per me. Se mi sento, faccio qualcosa nel momento di un loro bisogno. Altrimenti lascio perdere. La situazione attuale è: zero amici. Non scherzo. Io ho smesso di telefonare. Loro hanno smesso di rispondere. E ora so che conto solo sulla mia famiglia (ristretta).
    Ma, piuttosto che aspettarsi cose che non arriveranno mai, meglio dedicarsi a quelle persone che apprezzano e ricambiano...

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    1. Hai pienamente ragione! Sono nella tua stessa situazione. Dopo fregature varie tipo giudizi avventati senza conoscere la situazione e senza essersi prima informati, io mi sono fatta desiderare un po' e loro sono spariti. Ok! Buon viaggio!
      Come dici tu, marito figlia madre ed io. Noi bene o male, impegni di salute permettendo ci siam sempre. Gli altri... bye!
      Buona domenica

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  3. Puramente una riflessione personale: qualche delusione ti arricchisce il cuore imparando dagli errori, altre te lo irrigidiscono... e queste ultime sono quelle provocate dalle persone in cui credevi di più. Per cui, come ovviare a ciò?
    Credo semplicemente considerando il carattere e "l'anima" di ogni singola persona, non badando al ruolo che occupa nella propria vita, nè lasciandosi influenzare dall'emotività che nasce nel cuore nei confronti di quella persona (perché è puramente un'emozione personale, quindi non oggettiva). Mi spiego meglio! Il voler bene ad esempio è soggettivo, mai oggettivo, in quanto ogni singola persona dimostra e vuole bene a suo modo... non vi sono azioni standardizzate per dimostrare il proprio bene, bensì solo basi di buon senso.
    Quindi, seguendo questa linea, si impara CON LA MENTE che non sempre ti devi aspettare dal prossimo che ti vuole bene, ciò che tu faresti per lui... ti potrà dare altre cose magari! Con il tempo, ciò lo si impara anche COL CUORE.

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    1. Jenny, a volte non ti danno ciò di cui hai bisogno e nemmeno altro. Spariscono.
      A questo punto, prendere l'esperienza, archiviarla in un cassettino della mente e ricordarsene quando sarà il momento buono.
      Il problema è che la meten è più raziocinante. Il cuore è un emerito irresponsabile, che vive di stato emozionale puro. E quanto soffre!
      Ciao cara, buona domennica anche a te!

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  4. Si! Col cuore è sempre più difficile... il cuore sa solo perdonare il più delle volte ^_^
    Buona domenica bella ;)

    Ps. Riguardo al programma dell'ultimo post, no comment (anche perché non l'ho mai visto... e mi sembra di capire che ho fatto bene).

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    1. Ciao Jenny, purtroppo è vero che il cuore agisce indipendentemente dalla ragione.
      E' un bene ed un male assieme. A volte, seguire il cuore ti dà quella felicità che sognavi e che ti permette di superare tante cose. A volte,, invece, di procura dolori.
      Ma anche questa è la vita.
      Buona domenica

      ps per il programma Cambio moglie, è una mia opinione personale. Diciamo che se voglio distrarmi quagdando la tivù, piuttosto scelgo i cartoni animati di Walt Disney.

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