domenica 12 gennaio 2014

La gita


Con le parole che mi ha fornito Sinforosa CITTÀ, MAGO, TEMPO, SOTTERRANEO, ANGELO,
ho scritto questo raccontino.

Aprì gli occhi. Una strana angoscia la opprimeva. Era in abbondante anticipo visto che la sveglia segnava le cinque del mattino ed era puntata alle sei. Ma aveva dormito molto male. Il pensiero del giorno successivo l'aveva tormentata a lungo. E poi quel sogno....
Si era ritrovata davanti alla scuola alle sette precise come da programma. Poco alla volta, accompagnati dai genitori, erano giunti anche i bambini. Tutti vestiti uguali. Jeans e una maglietta rossa. Era arrivato anche l'autobus. Tutto azzurro cupo, tagliato a metà longitudinalmente da una spessa riga rossa con sopra scritto in bianco il nome della ditta. Poco dopo, anche i soliti ritardatari, zainetto sulle spalle e raccomandazioni dei genitori nelle orecchie, erano arrivati. Jeans e maglietta rossa.
A quel punto erano saliti tutti. Caotici. Chiassosi. Come erano in classe. Come possono essere i bambini pronti a saltare la scuola per una gita. Davanti all'autista però, erano ammutoliti ed erano andati a sedersi ai loro posti silenziosi e tranquilli.
Lei aveva guardato l'uomo ma non aveva notato niente di strano. Solo che era alto, magrissimo, pallido, il naso aquilino e folti baffi spioventi. Ai saluti di tutti aveva risposto con un grugnito. Aveva richiuso le porte ed erano partiti. Si erano lasciati alle spalle il paesino di qualche centinaio di abitanti diretti verso la grande città: Milano. All'estero come le aveva detto un'alunna riferendosi al fatto che cambiavano addirittura regione. Ma lei, bambina, non si era mai mossa dal paese. Che ne sapeva delle città!
Era un viaggio strano quello! Bambini silenziosi e tranquilli. Solo poche parole quando lei e le altre maestre avevano ricordato dove stavano andando e come dovevano comportarsi. Avrebbero visitato un castello medievale e poi, se fossero stati bravi, avrebbero assistito allo spettacolo del Mago Hiver, all'aperto, nella piazza del paese di Rivalunga. Giochi, magie e trucchi del mago più famoso del momento. Addirittura era comparso in televisione. Tutti lo conoscevano.
Lei aveva guardato i bambini e si era stupita della loro totale calma. Potevano anche avere sonno ma dove era finita l'euforia della gita? Quell'euforia rumorosa dei giorni precedenti in cui non si riusciva a far lezione perchè parlavano solo di quello?
Per fortuna, il tempo era stupendo. Sole, nemmeno una nube e una leggera brezza molto piacevole.
Giunti in prossimità della grande città, avevano deviato verso nord. Officine, piccole ditte, paesi e poi campi fino a Rivalunga che avevano attraversato per dirigersi verso il castello di cui si intravedeva ormai la sagoma scura, possente. Tutto intorno un grande parco.
Quando finalmente erano scesi dall'autobus i bambini erano tornati quelli di sempre chiacchieroni e indisciplinati. Si erano messi a correre e nonostante tutti i divieti e le urla delle insegnanti calpestavano aiuole e cercavano di arrampicarsi sugli alberi. Non facevano in tempo ad acchiapparne uno che altri due o tre sfuggivano al controllo. Comunque, in qualche maniera, la gita al parco si era conclusa. Avevano pranzato al sacco nell'area destinata a zona ristoro e poi finalmente erano entrati nel castello. Grandissimo ingresso con una scalinata che portava ai piani superiori, sale enormi, immensi camini, mobili dell'epoca medievale restaurati, armature, arazzi con scene di caccia e quadri con i ritratti dei conti di Rivalunga.
Infine, erano entrati nella vecchia cucina dove avevano trovato una scena tipica delle cucine dell'epoca. L'immenso camino con il paiolo appeso per cuocere un'inesistente minestra su un'inesistente fuoco, un tavolo lunghissimo di legno massiccio con finta cacciagione, finte verdure, boccali e piatti di legno.
Le maestre avevano ammirato la scena e intanto spiegavano ai bambini come si svolgeva la vita nel medievo quando lei si era voltata improvvisamente. I bambini non c'erano più!
Aveva richiamato l'attenzione delle colleghe le quali, passato il primo momento di stupore, le avevano detto ma si saranno nascosti... sai come sono.... non è che a loro interessi molto tutto questo!
Comunque si erano divise per cercarli. Lei aveva visto che alla sinistra del camino c'era una porta, aperta ora ma non prima quando erano entrati. Si era affacciata e una lunga e ripida scala portava nei sotterranei, illuminata fiocamente da torce elettriche. Sentiva il freddo che saliva. Molto freddo. Si era inoltrata per quella discesa di scalini sdrucciolevoli che pareva non finire mai e si era ritrovata proprio nel sotterraneo del castello. Le cantine, forse. Un labirinto di corridoio stretti, odorosi di stantio e muffa. Gelidi.
Le era sembrato di udire dei passi in fondo ad un corridoio, aveva chiamato ma nessuno le aveva risposto. Eppure, era sicura di averli sentiti. Anzi... le era quasi parso di vedere una maglietta rossa che spariva dietro un angolo. Col cuore che batteva più forte del normale, aveva accelerato l'andatura e si era ritrovata in un grande slargo. Come se fosse una piazza sotterranea. I bambini erano tutti lì, immobili, silenziosi. La testa rivolta verso l'alto guardavano una statua lignea a grandezza naturale che raffigurava un angelo.
Anche lei lo aveva fissato, stupita. Impossibilitata a distogliere gli occhi. Fino a quando le era parso che l'angelo si illluminasse piano piano a partire dal cuore. Contemporaneamente, i bambini si erano disposti a cerchio intorno alla statua, si erano presi per mano ed avevano iniziato un girotondo muto. Man mano che la luminosità dell'angelo aumentava, aumentava anche la velocità del girotondo. E quando l'angelo ormai splendeva come un sole, i bambini vorticavano intorno a lui. Avrebbe voluto fermarli ma non riusciva a muoversi. Ipnotizzata dallo spettacolo.
Poi, di colpo, l'angelo aveva sbattuto le ali ed era diventato tutto buio. Aveva faticato un momento a riprendersi. Ad adattare gli occhi al buio completo. Quando c'era riuscita....iI bambini erano spariti. Non ce n'era più nemmeno l'ombra.
A questo punto si era svegliata, il cuore in tumulto. Impaurita. Maledette gite scolastiche! Perchè dovevano metterle tanta agitazione? Forse, perchè era la prima a cui partecipva come maestra. E anche perchè conosceva bene i suoi alunni. Sbuffò e uscì di casa. Alle sette precise era davanti alla scuola. I bambini giunsero poco dopo lei e le altre insegnanti. Jeans e magliettaa rossa. Tutti.
Arrivò anche l'autobus, azzurro cupo, una spessa linea rossa che lo tagliava longitudinalmente e con sopra il nome della ditta scritto in bianco. Cercò l'autista. Alto, magrissimo, pallido, naso aquilino e baffoni spioventi. Sotto ad essi, uno strano sorriso. Come a dire.. tu sai già.....

Myrtilla

27 commenti:

  1. Carissima Patricia è una bellissima storia che a leggerla mette i brividi. Brava, anzi bravissima. La racconterò ai miei bambini e vediamo cosa salta fuori, ti farò sapere. Certo che le gite scolastiche mettono sempre un po' d'ansia ma, pensa, non allora quando ero una giovane maestra, ora che di anni sulle spalle ne ho molti di più. Più ci si inoltra nella vita e più se ne vedono gli innumerevoli pericoli, che ci vuoi fare?
    Grazie ancora e complimenti
    sinforosa

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    1. Ti ringrazio molto Sinforosa. Ho proprio pensato a te e al tuo lavoro quando mi ha dato le parole. Non chiedermiil perchè perchè sinceramente non o so!!!!
      Mi accorgo anch'io, nella vita di tutti i giorni, che le paure aumentano. Forse perchè aumenta la cattiveria della gente, la sua ignoranza, il suo egoismo. Oppure siamo noi che ci rammolliamo un poco? Andando via con il tempo e con l'età, la "faciloneria" simile all'audacia che ci contraddistingueva da giovani, siamo più propense a pensare e ripensare.... è la vita che continua il suo cammino e conn questo cammino scopriamo sempre più cose che ci piacciono poco.
      Ciao e grazie ancora

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    2. Cara Patricia, ho raccontato la tua bella storia ai miei bambini. Hanno fatto dei bellissimi disegni che ho pubblicato. Sul mio blog ha parlato del tuo racconto.
      Grazie ancora
      sinforosa

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    3. Grazie a te!
      Vado subito a vedere! Ciao Patricia

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  2. Non finirò mai di stupirmi della tua fantasia!

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  3. Storia, stupenda.. peccato sia finita, in quanto la struttura è solida.
    Namastè, Patricia.

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    1. Grazie Illusione.
      Ho provato a scrivere qualcosa di più lungo ma poi non mi piace quello che viene fuori. Mi sembra troppo... romantico, troppo vecchio stile...

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  4. Non sono d'accordo con illusionepossibile, allungare il racconto l'avrebbe fatto perdere d'incisività, ma ovviamente questa è solo la mia opinione. A me è piaciuto molto così.

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    1. Allungarlo avrebbe forse fatto perdere il... chiamiamolo colpo di scena finale. Il dubbio che resta... ma si sta avverando quello che la protagonista ha sognato? Era un sogno premonitore? Una ripetizione della stessa giornata?
      Poi, comunque, bsognava anche esserne capaci. Intendo dire, che bera necessario essere capaci a farlo bene. Senza rovinare quel poco di buono che c'è.

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  5. Ho appena finito di leggere... sai che mi tremano le mani e non dal freddo?
    Di solito sono alcuni film che mi fanno questo effetto, perché vedendo le scene sembra tutto più reale... mi sembra di aver visto un film!
    Indubbiamente brava... ma se posso aggiungere una cosa per smorzare questa sensazione: "Magari avessi fatto una gita così ai miei tempi!?" *.* Mi sarebbero piaciute sicuramente di più ehhehe
    Un bacione cara... alla prossima delizia!
    Jenny

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Eh eh!!! Grande genietta aveva sbagliato!!!!! :))))

      Se vuoi tremare prova a leggere questo:
      http://hermioneat.blogspot.it/2013/01/io-non-ci-credo.html

      Ciao e grazie mille. Un abbraccio!

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    3. Sono andata a sbirciare cara ed ho commentato nell'altro post... la trovo nettamente diversa da questa, ma sarà una mia impressione ;)
      A presto!!!

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    4. No no, hai ragione tu! L'altro è proprio nato come un racconto horror. Questo... è più un qualcosa di... adesso la sparo enorme!... esoterico forse.
      Perchè l'angelo si è illuminato? Perchè i bambini gli hanno fatto il girotondo attorno? Perchè sono spariti? Perchè non avevano paura?
      Un po' surreale anche.

      Sono idee così. Nascono e crescono e poi finiscoo su carta

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    5. Si esoterico... mi hai letto nella mente. E questo genere mi piace moltissimo ;)
      Idee che ci doni e con esse, anche un po' di te ogni giorno. Bellissimo!

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    6. Grazie e ciao!

      ps solo una curiosità... perchè su g+ la foto piange lacrime di sangue? SEi così giovane e bella....

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    7. Essere giovane e bella (grazie per il complimento) non sono le prerogative della felicità purtroppo, ma principalmente l'ho messa per "esorcizzare" (giusto per restare in tema) il dolore (non quello fisico) che la vita ti dona... meglio pensare al peggio per non illudersi che le cose vadano come desideri, si diventa cinici? Pazienza! Fa parte della vita anche il cinismo... come fa parte la gioia di qualcosa che ti aspettavi non funzionasse ed invece è andata bene.
      In sintesi: il libro è il simbolo della conoscenza per eccellenza... e la ragazza simboleggia un'anima che ha letto quel libro (che può essere la vita) e fino a qui non è proprio l'emblema della felicità... ma ha anche un sorriso sordo, a simboleggiare che si può guardare oltre le apparenze e tutto sommato trovare qualcosa che ci fa gioire in silenzio.

      Grazie per la tua osservazione... sei sempre molto attenta al prossimo ;)

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    8. Hai detto u na grande verità! Chi crede che solo la gioventù o la bellezza portino la felicità è un illuso. Sapersi amare per quello che si è con i pregi e i difeti che abbiamo, saper affrontare la vita con coraggio anche quando abbiamo voglia di piagere o urlare, saper pensare anche agli altri ma senza mai dimenticarsi d se stessi... questo porta felicità.
      Il cinismo... è un cosa spiacevole però conn tutto quello che si legge o si sent al giorno d'oggi è anche una forma di autodifesa dal mondo intero. Una sorta di egoismo benefico se il cinismo non è esagerato.
      La spiegazione dell'immagine del tuo profilo mi è piaciuta molto. Dice molto di te! E' anche esatto. Inn tutto il brutto se vogliamo possiamo trovare un pccolissimo spiraglio di, non diciamo bello, ma almeno di carino che ci dia un po' di sollievo. Se non ci fosse questa speranza saremmo persi e perdenti!

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    9. Hai riordinato meglio tu tutto ciò che volevo dire... grazie per l'impeccabile comprensione che ti contraddistingue ;)
      A livello psicologico è un nettare leggere le tue parole... ecco! Questa situazione è uno dei tanti spiragli che non sempre si colgono subito.

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    10. Ti rigrazio Jenny. Forse però è la differenza di età che fa qualcosa in proposito.
      A vederti un foto puoi avere l'età di mia figlia....
      Sai le esperienza della vita ti cambiano. Non solo ti fanno crescere, ti cambiano proprio modo di vedere, di capire, apprezzare... e purtroppo non tutte le esperienze sono piacevoli.
      Ciao carissima

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  6. Molto bello, complimenti, l'ho letto d'un fiato. Tornerò a trovarti. Un abbraccio

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    1. Grazie Mandorla... sicura di essere amara???? :))))
      Ciao e a presto! Spero di accontentarti sempre

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    2. Certissima, mia cara Patricia, sono disgustosamente amara, ma solo con chi a mio presuntuosissimo insindacabile giudizio se lo merita ;) Diverse personcine se ne sono accorte provando a pestarmi i piedi nel mio blog ricevendo la risposta che meritavano. Un saluto ed una strizzata d'occhio

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    3. Ciao Mandorla, mi sembra che il non lasciarsi pestare i piedi sia una cosa importantissima non solo sul blog ma nella vita di tutti i giorni. Anch'io so essere decisamente amara in quel caso. Sarà che cerco sempre di comportarmi correttamente con gli altri e spero sempre che lo stile veenga ricambiato. Se poi non è così.... come si suol dire, chi mi tocca mi trova!
      Ciao carissima e buona giornata.

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