lunedì 20 gennaio 2014

Un buon libro


In fondo cosa è un buon libro? E' un sogno ambivalente. Da una parte l'autore e dall'altra il lettore. E' l'irrealtà che si fa  realtà. Il desiderio, la necessità, il piacere intimi dell'autore di condividere pensieri, parole e storie e la necessità altrettanto intima  del lettore di immergersi in questo mondo aperto. A disposizione di chiunque voglia entrare senza dover chiedere nemmeno permesso.
E' quel qualcosa che fa sognare ad occhi aperti.... immedesimare nei personaggi... pensare.. ragionare... porsi domande e darsi risposte. Meglio! Scoprire risposte che già c'erano ma che non si riusciva a trovare.
Per questo tutti i libri fanno paura ai prepotenti: Soprattutto il buon libro.
Fa crescere interiormente. Illumina i pensieri e amplia lo sguardo. E rende autonomi. Tutto quello di cui essi hanno terrore!
Myrtilla

6 commenti:

  1. Rispondi anche alla domanda del perché così in pochi leggono... Tanti non vogliono più farsi domande, figuriamoci darsi delle risposte!

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    1. Hai ragione su questo. Il numero dei libri letti scende costantemente. A volte in certi sondaggi (sempre che siano fatti bene) viene fuori che ci sono persone che non leggono o leggono un libro o due all'anno.
      E quando parlo di libri io intendo uno scritto con una certa validità dal punto di vista culturale o storico o anche un romanzo ben strutturato. E' uguale. Poi ognuno sceglie il formato che preferisce. Quindi libro in senso generico come opera letteraria.
      Certo che il fatto che i libri soprattutto se non tascabili costino abbastanza è un problema. Anche certi ebook di pubblicazioni recenti non costano meno di 10 euro....
      Credo però che il fattore principale sia l'uso sistematico del web per intrattenere rapporti con gli altri. Si chatta, ci si scambiano post o email o commenti e non si ha più tempo nè voglia per leggere. In più, a scuola non sempre gli insegnanti riescono ad inculcare ai ragazzi un certo amore per la lettura. Lì, diventa un obbligo e si sa che appena possibile dagli obblighi si rifugge.
      Aggiungo ancora che è più semplice appassionarsi alla lettura quando in casa fin da piccoli ci si ritrova in mezzo a persone che leggono. Se i genitori iniziano i bambini a questo passatempo magari leggendo loro le favole o le filastrocche, crescendo questi bambini avranno uno stimolo in più per farlo autonomamente.
      Poi, come dici tu, nonn voglioo farsi domande. Vero! C'è nell'aria una sorta di pigrizia mentale o di condizionamento che o di malcontento generale così forte che tante persone sono rassegnate. E si sa che la rassegnazione è l'anticamera della fine della vita, intesa sia chiaro come fine dell'interesse, della curiosità. Dei dubbi.
      Ciao

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  2. Dice Vincenzo A su g+


    Ciaoooo carissima Patrizia... sai..quando leggo un libro...io sogno un po'......ho una specie di sindrome di Stendhal. .. (mi pare che si scrive così).....mi immergo nel racconto...mi immagino il posto....gli accadimenti.....addirittura le facce dei personaggi....anche per questo mi piace leggere....ma non ho molto tempo...lo sai.....ok...buon pranzo....o buon caffè....ciaoooooo..a presto

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    1. Questa è la mia risposta

      Il tempo a volte è tiranno, Vincenzo. Si fa sempre quello che si può e quando si può. Però ti do ragione su tutto. Leggere e immergersi nelle parole è tutt'uno anche per me!
      Ciao

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  3. Sappiamo entrambi di amare leggere e a tal proposito ti lascio il link di un racconto a capitoli Rietti giunto ieri all'ottava puntata...
    Per poi, fare come il sottoscritto che ha scoperto il blog di Limpha Nefer attraverso un altro racconto (La percezione) e leggere anche gli altri oltre a scoprire una community entusiasmante...salvo che non la conosci gia. :-)

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    1. Ti ringrazio llusione VAdo senz'altro a vedere.
      Ciao

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