giovedì 23 gennaio 2014

Un commento mi ha fatto pensare


Francesca, in un suo commento al mio post "Un buon libro" mi ha posto una domanda.
Mi ha scritto "Rispondi anche alla domanda del perché così in pochi leggono... Tanti non vogliono più farsi domande, figuriamoci darsi delle risposte!"
Subito le ho risposto che è causa di diversi fattori come il costo dei libri, scuola e famiglia che non insegnano ad amare la lettura, rassegnazione.
Poi, però, ci ho pensato sopra e mi sono resa conto che la sua affermazione "non vogliono farsi domande" è sacrosanta, non solo esatta. Leggere infatti comporta proprio anche la nascita di pensieri autonomi e la crescita di pensieri nuovi o latenti, nascosti in qualche angolo di noi stessi e che attendono solo l'input, la spinta per farsi largo e venire a galla. Comporta porsi determinate domande sul conto del passato, del futuro, su politica e attualità, amore e odio, su cosa vogliamo e più semplicemente (semplicemente si fa per dire) su chi siamo in effetti.
Ecco! Queste domande sono scomode e faticose per i rassegnati ma ad alcuni altri possono far paura. Creare problemi. Sconvolgere una routine ormai assodata per... pigrizia, mancanza di volontà o, appunto, rassegnazione.
Per questo taluni preferiscono evitarle. E quale sistema migliore del non leggere? Non leggere per non scoprire troppo di noi e del mondo che ci circonda. Comprese le cose che non ci piacciono Per non avere dubbi.
Io credo, che in fondo, alcune delle persone che non hanno mai o quasi mai letto un libro, un ebook, un racconto, hanno paura. Paura di un libro! Di quello che può rappresentare, mostrarci, mettere in evidenza. Paura che quello che si scopre possa far crollare il mondo indolente che si sono costruite attorno,
Per carità! La mia è un'idea come un'altra. Credo però che per qualcuno almeno possa essere valida.
Myrtilla

8 commenti:

  1. Patricia... mi sento onorata!! Sono molto felice di questo pensiero, scaturito davvero da un pensiero "a caldo" sul tuo post... E sono perfettamente d'accorto sulla tua analisi... anche se triste, molto vera!

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    1. Ti ringrazio Francesca. Quello che mi avevi scritto mi aveva dato da pensare. La mia risposta non mi soddisfaceva completamente in effetti.
      Lo so! Triste! Deludente anche perchè tra i non lettori e quindi tra coloro che si adagiano di più ci sono molti giovani. Il nostro futuro! Il domani che a noi, per forza di cose mancherà perchè non riusciremo a viverlo in tutto e per tutto. Quello che avremmo voluto essere e per un motivo o per l'altro non siamo stati. I nostri sogni Speriamo che si risveglino.
      Ciao e grazie!

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  2. Ci avevo riflettuto anche io tempo fa.
    Chi non legge, secondo me, oltre che per le solite questioni (costo, tempo, voglia) in realtà ha una grande paura che il castello costruito, all'improvviso, crolli.
    Leggere fa venir fuori cose che neanche credevi esistessero dentro di te..e per molti può essere a dir poco spiazzante. Meglio continuare a credere a ciò che si è sempre creduto...i neuroni non si sforzano, il cuore batte comunque, e i soldi e il tempo si possono usare per altro!

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    1. Ciao Mar To, vedo che anche tu condividi le nostre idee.
      Purtroppo hai ragione. Se non si evolve, leggendo, studiando e di conseguenza imparando di continuo, le pareti che ci si è costruite attorno continuano ad esserci. Tutto il mondo conosciuto è lì, sempre uguale a prima..Mai diverso. Magari la routine annoia ma far qualcosa per cambiarla, no... farebbe crollare appunto quelle pareti che racchiudono e che insieme alla routine danno sicurezza. Fallace. llusoria. Ma sicurezza.

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  3. Anche io condivido queste riflessioni: leggere in qualche modo ci mette in ballo, ci fa scendere in campo. Non è così ovvio. Ed è anche per questo che sono contentissima che i miei figli siano così appassionati lettori!

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    1. Anch'io ne sono contenta Carla. Conn la mia, fin da piccola le leggevo le storielle di animali su un libro che c'è ancora ma cade a pezzi, le filastrocche di Rodari, le storie della Disney... poi abbiamo iniziato a leggerne una riga per una.... alla fine si è messa a leggere da sola... i libri del battello a vapore, i vecchi classici come Verne, Alcott. Ormai conn 24 anni legge libri diversi però continua a farlo. L'importante è questo

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  4. Ciao Patricia, bello il tuo post, e sono d'accordo con te.
    E poi cmq oggi la gente preferisce stare 24 ore attaccata all'i-phone piuttosto che a un libro!!

    Apro una parentesi............non so come ringraziarti dell'annuncio che hai messo riguardo la mia bottega degli angeli, però ho fatto un paio di modifiche......non voglio davvero chiederti la luna, sei stata fin troppo gentile ma se posso te le segnalo.

    Un bacionissimo
    Manu

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  5. Ti ringrazio Manuela.
    Certo che mi devi dare le modifiche... non ha senso tenerlo così se hai cambiato qualcosa.
    Dimmi o mandami quello nuovo e io lo sostituisco volentieri.
    Ciaoooo

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