sabato 22 febbraio 2014

Mi sono domandata


Mi sono domandata cosa serve arrabattarsi per tutta la vita, correre, sfinirsi tra lavoro, famiglia, impegni vari quando poi, al momento di godersi il meritato riposo si finisce su una sedia a rotelle, vittime di alzheimer e parkinson.
Eppure morire giovani non piace a nessuno. E' altamente sbagliato! Però tanti sacrifici, tante rinunce che ci sfibrano l'organismo e finiscono per farci tornare miseramente bambini.....
Non sono triste. Non particolarmente. Però ogni volta che vado alla casa di riposo, mi pongo queste domande. Perchè prima non possiamo goderci la vita tra lavoro, problemi, impegni? Perchè quando siamo anziani noi, diventiamo di nuovo bambini da accudire in tutto e per tutto? Incapaci di fare quello che abbiamo sempre fatto, anche le cose più semplici... incapaci di lavarci, vestirci o anche mangiare da soli.
Lo so che la vita è così! Lo so che è una ruota che gira e torna sempre al punnto di partenza. Ma non è giusto!  Non troppo almeno. Eppure, chi di più chi di meno, chi prima e chi dopo, tutti ad un certo punto della nostra vita, dopo aver raggiunto la vetta ricominciamo a scendere. E a volte è una discesa  rapida che porta in fretta a quel punto di non ritorno che si chiama malattia degenerativa senile. E lì, pare prendere fiato. Riposarsi un poco dopo tanta corsa. Che pena!
Frequentando questa casa di riposo nel corso degli anni ho  visto il decadimento fisico e mentale di tante nonne. All'inizio camminavano e poi poco per volta si sono spente. Sedia a rotelle,... qualcuno che le alza e le corica... qualcuno che le imbocca.... e dire che in questa casa di riposo "Teresa Michel" di Quargnento le persone sono guardate che è una meraviglia. Seguite, curate, amate sia dalle suore che dal personale laico. Pulite, ordinate come pulito e ordinato è tutto  l'ambiente. Familire, direi.. direi? dico! Però, questo purtroppo non basta contro l'usura del tempo. Contro lo scorrere irreversibile degli anni. E così, poco per volta, da una settimana all'altra le vedi peggiorare... le  vedi scivolare sempre più in un mondo tutto loro.. a volte fatto di incubi, altre fatto di silenzio.... oppure di una lingua sconosciuta a tutti... inventata lì per lì..... quel tatatattatatà velocissimo urlato da una ospite che ha dimenticato le parole normali. Il loro significato. Il loro uso.
Persone che hanno sempre lavorato tanto, allevato figli, seguito marito  e genitori e suoceri anziani e malati che d'improvviso devono arrendersi al tempo impietoso che passa e lascia le sue cicatrici incancellabili. Persone che in una casa a volte diventano ingestibili per i familiari che non sanno come comportarsi o cosa fare, che lavorano o magari stanno poco bene a loro volta.
Persone che dopo aver allevato figli e nipoti, d'improvviso non riconoscono più nè l'uno nè l'altro. Forse nemmeno se stesse.
Eppure, da una parte è bello che siano ancora lì, con i loro anni, il loro sorriso, le loro storie dove si mescolano fantasia e ricordi dell'infanzia e della fanciullezza. Dall'altra, è un dolore quando senti che ti chiamano con un nome che non è il tuo, quando vedi che si perdono dietro ad immagini che scorrono solo davanti ai loro occhi. Quando sono lì fisicamente ma assenti del tutto.
Terribile! Però questa  la vita. Questo è il cammino che dobbiamo percorrere. Ci piaccia o no. Quindi, forse è meglio non pensarci troppo alla nostra vecchiaia... forse è meglio trovare il tempo adesso di fermarsi  un attimo e respirare e uscire per andare a vedere quel film che ci piace...  a mangiare quel gelato anche se il pensiero di uscire di nuovo di casa ci fa sbuffare.... leggere quel lbro che volevamo comprare ma poi.... insomma... di togliersi qualche piccolo sfizio..... pensando per una volta all'oggi. A  noi.
Myrtilla



19 commenti:

  1. Ciao! Posso chiamarti Myrtilla? Mi piace molto! Anche il tuo sito. Ti ho trovata su Kreattiva. Hai voglia di ricambiare? Mi trovi su http://blulilla.blogspot.it. ciao:)

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    1. Ciao Maria, benvenuta innanzitutto.
      Certo che vengo a vedere il tuo sito.Devi solo scusarmi tu, come tutti gli altri amici del blog o utenti di g+ se non trovate commenti o miei interventi. Purtroppo hoil pc che fa le bizze e io ...... grrrrrrrrrrrrrrrr... sto ringhiando come una Myrtilla arrabbiata.
      Ciao carissima

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  2. Sai..mia madre è morta a 50 anni. Dopo aver patito molto. Non esiste un età o un modo che siano giusti per morire. Ma la vita non è "giusta" o "sbagliata", semplicemente è. Basta. Ed io mi sentirei fortunata ad arrivare alla vecchiaia perché oggi come oggi non è così scontato...

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    1. Cara lu v.... mio padre ne aveva 53. Cancro al pancreas... per una bestia del genere si riesce a far poco oggi figuriamo 28 anni fa...
      Mia suocera è dal 2000 che ha l'alzheimer. Fisicamente sta bene... non cammina, non mangia da sola... vede nazisti che fanno i rastrellamenti in corridoio oppure gli angeli del giudizio universale o i diavoli che la prendono per i piedi.... ormai ha quasi 86 anni ma gli ultimi 14 li abbiamo vissuti in un inferno.
      Lo era per un motivo quello di mio padre, lo è il suo per un motivo diverso.
      Nessuna delle due vite è ancora vita. Non lo sono stati i 14 mesi di mio padre con dolori atroci, non lo è quella di mia suocera che non può alzarsi dalla sedia a rotelle o mangiare da sola. Che non sa dove è o chi è.
      Che dire? Che aveva ragione mia nonna materna quando ripeteva che "è bello diventare vecchi ma è brutto restarlo"? Forse! Purtroppo non decidiamo noi.
      Chiamalo volere divino (che di divino per me ha molto poco!), chiamalo destino o fatalità.... resta il fatto che qualunque nome abbia è un inferno in terra. Per loro e per i familiari.
      Anche a me piacerebbe diventare vecchia... anche perchè vorrei magari pure diventare nonna anche se la figlia di voglia di pensare ad un compagno e a dei figli non pare ne abbia molta.... però, come dici tu, niente è scontato oggi come oggi. Staremo a vedere. Intanto incominciamo a vivere l'oggi e per il domani.... vedremo.
      Ciao e buona domenica

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  3. Ciao Patricia, stavolta hai proposta un tema veramente tosto:
    Io personalmente credo che la vita sia una sopravvivenza dove ognuno di noi cerca di apparire sereno e soddisfatto.
    No io vorrei poter decidere su
    questa punizione che precede la morte.
    Invece oggi, ci sono farmaci, che tranquillizzano, strutture dove devi vivere per forza,
    Economicamente ti svuotano da tutti i risparmi.
    non hai più una vita tua.
    e davanti hai persone che non sanno neppure chi sono.
    e nei rarissimi momenti di lucidità alcuni provano un dispiacere infinito, in altre si riaffaccia il carattere e pretendono che chi li ascolta risolva il problema.
    Non mi fraintendere ma vorrei con tutta me stessa non arrivarci se potessi scegliere vorrei una morte dignitosa, In queste malattie di dignitosa non c'è nulla:
    Un abbraccio e scusa lo sfogo

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    1. Carissima Carla, condivido in pieno tutte le tue parole. Dalla prima all'ultima.
      Non credo di dover aggiungere altro visto che hai descritto perfettamente la situazione. A parte il fatto che, forse, la cosa che ci manca più di tutte, è la possibilità di mantenere la propria dignità dal giorno della nascita a quello della morte.
      Ciao carissima, un abbraccio

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  4. Vediamo mio Nonno morì a 64 anni suo Figlio lo superò di tre anni ed Io cerco di non pensarci in quanto mi capita spesso di intervenire in varie case di riposo per trasporti in ospedale e a volte scoprire che ci manca poco che siano miei coetanei fa star male.
    Mi è rimasto però un bel ricordo di quando ci recammo a Quaranti, struttura non molto grande ma era l'ora di pranzo e vedere tutti quei Nonni sorridenti mi diede la carica per proferire un gran Buon Giorno accompagnato da un bel sorriso.
    Invecchiare, mi sta bene ma mi auguro di non rimbambirmi. :-)

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    1. Mauri ti auguro col cuore e lo auguro a tutti quanti quanto abbiamo scritto Carla Valentini ed io.... morire con dignità! Il che significa essere in grado di capire cosa ci sta succedendo... non tornare bèbè con la necessità di qualcuno che provveda a noi in tutto.... che potrebbe anche significare la possibilità di decidere se rischiare il rimbambimento come lo chiami tu e/o il dolore atroce oppure se porre fine con anticipo ad una vita che non ci appartiene più.
      Ciao carissimo. Buona domenica

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  5. Federico Podano
    Ieri alle ore 20:07 su g+

    Molto interessante, molto sensato.

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  6. Leggendo le tue riflessioni, mi è venuto in mente subito il film "Il curioso caso di Benjamin Button", dove, seppur invertendo i fattori, alla fine si finisce sempre per diventare bambini e bisognosi di più attenzioni e coccole.
    Ovviamente questo è un film che non ha nulla a che vedere con i casi reali, ma una sorta di significato di fondo ci aiuta, almeno in parte, ad accettare ciò che è il normale corso della vita, dato che se anche fosse diverso, porterebbe sempre alla medesima cosa.
    Viviamo come più crediamo di meritare, magari facendo in modo che le nostre scelte non ledano nessuno, ed al massimo delle nostre possibilità senza pensare a ciò che verrà, ma a ciò che è... perché la mente umana si sa che quando deve pensare al futuro è sempre più orientata a pensare negativo e non positivo, rovinando poi ciò che di bello c'è e che magari continuerà ad esistere. Nulla è scontato!
    Riflettere mi fa bene... ma se rifletto sempre, finisco per non fare niente! -.-'
    Un abbraccio e grazie come sempre per le tue argomentazioni... sei una persona splendida! :*

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    1. Ciao bellissima, grazie innanzitutto per... tutto!!!!! :))
      Non pensare al domani è impossibile quando ci si trova di fronte a certi casi... a condividere questa vita non vita che tocca persone vicine. Farlo sempre, no! Ci si sparerebbe.
      Ovviamente si può cercare di comportarsi da giovani in modo che certi problemi non ci siano nel futuro. Brutta notizia, però! Non sempre funziona.... ho conosciuto una signora morta di cancro ai polmoni senza aver mai fumato in vita sua.... persone che pur svolgendo un lavoro intellettualmente impegnativo (era insegnante, scriveva libri, faceva continuamente ricerche per il suo lavoro) ha avuto lo stesso problemi di alzheimer.....
      Che fare allora? Il possibile.. quello che è umanamente possibile per vivere bene oggi. Poi per il domani ci attrezzeremo.
      Ciao carissima. Bacio!

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    2. Molta gente afferma "è il Destino!" per consolazione. Ma alla faccia della consolazione il non poter incidere sul proprio futuro... non vorrei ora passare per la miscredente di turno, sono cattolica ed ho fede. ma so anche che Dio ci ha lasciati il libero arbitrio ed un pianeta bellissimo che non abbiamo sempre saputo apprezzare, alimentando inquinamento e negligenza sulle sempre più non rispettate risorse. Quindi ecco che nasce il famoso "Destino" come parapopò... la verità secondo me è che la salute non è Destino, è frutto di una intera opera umana sulla natura, su ciò che respiriamo e su ciò che abbiamo. Per cui il tuo "non sempre funziona!" trova di gran lunga fondamento... ma così come è casuale la salute, così non dovremmo farci abbattere da pensieri futuri certi, perché ormai nulla dipende da noi in questi termini.
      L'importante, secondo me, è non sentirsi mai soli, perché siamo tutti nella stessa barca alla fine... avere sempre un'aspettativa, un pensiero sereno, o semplicemente una pausa con la quale ricaricarsi l'anima ed estraniarsi un attimo dal mondo, aiuta non poco.
      Buona domenica smack! ^_^

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    3. Infatti, tesoro! Perchè il blog? Per fare qualcosa di nuovo, condividere e insieme fare questa pausa sacrosanta e ricaricarsi.
      Una risata, una battuta, un leggero battibecco.... ecco la pausa ristoratrice!
      Poi, si vive giorno per giorno, respiro dopo respiro. Pensare all'oggi perchè, diceva mia nonna Maria, il domani non sta nelle nostre mani!
      Uhm... mi sa che un giorno dovrò presentarvela questa "perla" di dolcezza!!!!
      Ciao bellissima!

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    4. Comprendi sempre in pieno ciò che tento di trasmettere, sei formidabile!
      ^_^ E poi con i tuoi post e commenti mi sai donare sempre un sorriso... e quel qualcosa in più che so che nella mia testolina lavora a lungo termine.
      Sciao sciao :*

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    5. Stellina... ma davvero sono così brava???????? Attenta, eh... che mi fai venire voglio di emettere fattura come una psicologa... ahahahhaahahahahahahahhaha
      Scherzo ovvio! Ma qualcosa ogni tanto bisogna pur dire per svagarsi... o no?
      Ciao bellissima. Un bacione!

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    6. Aahhahahahahah allora diciamo che è stato un caso... :P
      Cmq sei tu una forza della natura ;)

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  7. Mi hai fatto pensare alla mia nonnina, quando la lucidità l'ha lasciata poco per volta, quando parlava a persona che vedeva e sentiva solo lei, quando abbiamo dovuto lavarla e pulirla nonostante le sue proteste, quando ci chiamava con nomi inventati... e quando abbiamo dovuto metterla in casa di riposo, perché accudire una persona con le malattie degenerative è un lavoro che logora dentro e fuori. E anche quando siamo andati a trovarla tutti i giorni, in un posto pieno di cure e di affetto, ma oramai non c'era più, non tornava mai tra noi... Non è giusto. Davvero difficile e doloroso...

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    1. Ciao Carla, io ricordo vagamente mia nonna paterna con asma e alzheimer. Sono passati troppi anni da allora. Vedo però mia suocera e le altre nonne come lei alla casa di riposo.... Dal 2002 ne abbiamo conosciute tante. Tante se ne sono andate definitivamente e tante sono rimaste lì in corpo ma non in testa. Brutto invecchiare in quella maniera! E' già una cosa molto importante trovare posti come quello dove effettivamente sono ben guardate e curate. Seguite passo passo dalle suore che dirigono la casa. CErto che entrava è ogni volta un pugno nello stomaco anche perchè non sai mai cosa ti aspetta... ci saranno i diavoli? Gli angeli? I nazisti? Tutto a sorpresa, come nell'uovo di Pasqua e come nell'uovo di Pasqua le sorprese non sono mai belle
      Ciao carissima

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