martedì 18 febbraio 2014

Zero Zero Zero

 Zero Zero Zero, di Roberto Saviano
Narratori Feltrinelli (2013)


Leggere un libro di Roberto Saviano è come fare un salto nel buio passando attraverso una vetrata che ti ferisce e ti lascia cicatrici. Perchè, dopo, non sarai più lo stesso di prima!
Un salto nel buio perchè ci porta in un mondo che crediamo solo di conoscere avendone avuta notizia dai vari telegiornali, radio giornali, via web o attraverso riviste, ma che  invece è per noi che ne siamo fuori, che non siamo coinvolti direttamente, un'orribile sorpresa.
Dopo Vieni via con me, è la volta di Zero Zero Zero. Tocca a lui squarciare lo spesso velo che ricopre il mondo della cocaina.
Già solo leggendo il primo capitolo ci si rende conto della portata dell'epidemia. Perchè la cocaina  e il suo uso sono una epidemia a livello mondiale, con consumatori di tutte le razze, i ceti sociali, i livelli culturali.
Poi inizia  il viaggio vero e proprio su questo pianeta, partendo dai coltivatori, dai boss dei vari cartelli della droga, di coloro che sono morti in varie faide per la supremazia sul mercato, di coloro che sono morti per capire i meccanismi   di queste grandi imprese che sono appunto i cartelli, localizzati in un luogo ben preciso come organi direttivi, ma multinazionali riguardo a trasporto, traffico, smercio e consumo. Come d'altronde è multinazionale lo sforzo per contrastarli. Capire le connivenze (con mafia, imprenditori, manager, politici) che si allargano a macchia d'olio su tutto il pianeta terra, con ramificazioni ovunque e collegamenti che unisconno tutte le nazioni del mondo.
Un monnìdo crudele che non conosce rifiuti o tradimenti. Se ti chiedono di entrare a farne parte non puoi rifiutare e quando sei dentro, sei dentro per sempre. Un mondo, come dice in un misto di italiano, inglese, spagnolo e siciliano, il boss intercettato, in cui non si rispettano le regole dello stato perchè sono "leggi da finocchi, ma le regole della famiglia perchè sono quelle di Dio!"
Un mondo in cui le varie guerre tra cartelli hanno prodotto e continuano a produrre morti ammazzati quotidianamente, non solo tra i consumatori che si rovinano il fisico e il cervello con l'uso continuo della droga, o di chi la combatte, ma anche all'interno stesso dei cartelli dove rivalità, tradimenti o anche solo sospetti hanno il peso del piombo.
Poi, mafie italiana e russa, narcodollari ripuliti in ogni banca del mondo, spostamenti di cifre da capogiro... 354 milioni di dollari dice ad un certo puto Saviano.... Ma come è possibile pensare ad una cifra simile? Come possiamo mai immaginarla? Come la Queen Elizabeth piena di soldi anzichè di attrezzature, stanze, personale e viaggiatori? Un giro di affari colossale di soldi da ripulire e riciclare in ogni modo immaginabile e in tutto il mondo.
Infine, la sensazione di esserne insozzati anche se fuori dal giro, fuori dall'ambiente. Noi, fuori dall'ambiente ma... i nostri vicini, amici, familiari, colleghi, capi? Siamo sicuri di loro?
Con il suo stile crudo, privo di fronzoli, chiaro e schietto, Saviano getta luce su questo maleodorante letamaio fatto di soldi, corruzioni, violenze ,omicidi facendoci capire cosa è il pianeta cocaina. La sua immensa grandezza. La sua incalcolabile ricchezza.
Da leggere assolutamente.
Grande Roberto!

Myrtilla

2 commenti:

  1. E' da questo mondo che arrivano i ruderi dei ventenni con il,cervello bruciato e l'età anagrafica attorno ai dieci anni.... e che mai più vivranno una vita degna di tale nome. E ce ne sono a mazzi. E ci sono migliaia di persone che si arricchiscono sulle vite rovinate per sempre.
    Io quel libro non riesco a leggerlo. Mi mette troppa angoscia. Preferisco lavorare con i rimasugli delle vite che ne escono...

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    1. Carla, io l0ho letto poche pagine per volte. Poi, mi veniva il magone, mal di stomaco, una rabbia folle..... comunque sono arrivata alla fine e tra cifre da capogiro, intrallazzi vari, morti, violenze e disfacimento totale come essere umano del tossicodipendente ne ho fatto il pieno.
      Ho capito che il tuo lavoro ti porta a frequentare molto da vicino situazini veramente difficili e dolorose. Capisco anche che toccare con mano certe situazini sia ancora peggio che leggerle sulla carta.
      Capisco anche che in certi momenti possano venirti gli incubi. Onore a te e al tuo lavoro! Al tuo impegno! Alla tua forza d'animo.
      Io invece mi informo su libri. Scopro un mondo che non conosco leggendo parole di altri. Ognuno di noi ha la sua strada davanti. C'è chi può combatterla dal vivo e chi no. Chi non può, però, ha non il diritto ma il dovere di essere informato. Per sè, per giovani che ha intorno.... per la società. Anche lpinformazione può essere utile a conìmbattere il fenomeno anche se non fa molto. Meglio che niente però.
      Ciao carissima!

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