domenica 30 marzo 2014

Il racconto dell'ancella








Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood
Casa editrice Ponte alle Grazie (2004)

Abito rosso, alette bianche, occhi bassi, passo cadenzato e all'unisono con la compagna durante le poche uscite per la spesa, divieto di leggere, uscire da sole, ascoltare musica, fumare....nè coltelli a tavola nè forbicine da unghie.... silenzio assoluto e umiltà.
Questa è la vita delle ancelle in un mondo di là da venire (e probabile, forse). Un mondo dittatoriale e monoteocratico, in cui gli Stati Uniti come li conosciamo oggi non esistono più ma sono diventati uno stato totalitario soggetto a leggi assurde e arcaiche. Le donne non contano di nuovo nulla. Sono divise in categorie (mogli, ancelle, marte......). Ognuna ha il suo compito. Le mogli gestiscono le ancelle. Le marte si prendono cura della casa e cucinano. Le ancelle, mettono al mondo quei figli che le mogli non possono più procreare. Tutto sotto rigoroso controllo e secondo dettami ben precisi. Riti dal sapore quasi di stregoneria, come la "cerimonia" in cui si tenta la procreazione.
Tutto è proibito e sottoposto a censura e rigoroso controllo da parte degli Occhi, le spie di stato.
Una vita priva di valore e di significato. Vuota per volere dei potenti di turno. Tutto tolgono e negano ma due cose non possono eliminare mai: i ricordi e la voglia  di cambiare che questi portano con sè e che faranno sì che Difred alla fine rischi il tutto per tutto e insieme a lei, gli altri membri della ribellione.
Romanzo scritto con eleganza ma che fa quasi mancare il fiato. Soprattutto alle donne di oggi che sono abituate a ben altra vita. Fantascienza? Forse... di certo è un romanzo crudele nei confronti del potere. Sarcastico. Quasi irrisorio. Claustrofobico.
Non mi è piaciuto alla follia. L'ho trovato comunque interessante. Realistico soprattutto. E soprattutto possibilista. Nel senso che i fondamentalisti esistono e già in una parte del mondo mettono in pratica le loro vessazioni sull'universo femminile e se in un domani essi (di qualunque tipo siano) prendessero decisamente il potere, noi potremmo benissimo ritrovarci nelle condizioni di Difred, la donna di Fred.
Myrtilla


6 commenti:

  1. Ciao Patricia
    sono passata a visitare il tuo blog dopo aver letto il commento che hai lasciato nel mio post con le istruzioni per disabilitare il tasto destro del mouse.
    Ti scrivo per chiederti una cosa riguardo ai lettori fissi, sei riuscita ad aggiungerti sul mio blog senza problemi? Da settimane molti lettori sono impossibilitati ad unirsi ai followers dei blog come ho segnalato qui.
    Al momento non riesco ad aggiungermi ai tuoi lettori, magari ci riprovo tra qualche giorno. Ti seguo con piacere via email, tramite Bloglovin e Google+.

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    1. Ciao carissima! E' un piacere conoscerti!
      Sinforosa mi ha dato l'indirizzo del tuo blog, quindi è lei la promotrice di questo incontro. Gliene sono grata perchè cercavo proprio il sistema per evitare scopiazzamenti gratuiti. Se interessa chiedono, mettono il mio nome e tutto è a posto. Diversamente , no!
      Per iscrivermi al tuo blog ho semplicemente copiato il tuo indirizzo e poi l'ho incollato nella bacheca di blogger dove c' l'elenco dei blog che seguo... in aggiungi blog. Poi sono tornata sul tuo, ho ricaricato la pagina e voilà.... suggerimento di Cavaliere del web, tra l'altro.
      Per quanto riguarda la tua iscrizione, io ti vedo iscritta... non so! Non ci capisco più molto. Già prima ogni tanto mi perdevo ma ultimamente ... ancora di più!
      Ciao carissima! Buona giornata.

      ps a proposito, ti ho taggata qui

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  2. Quanti secoli sono passati da quando ho letto questo libro? Ricordo che anche a me non entusiasmò. La Atwood però non si discute.

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    1. D'ora in poi non mi fiderò più di te come consigliera... visto che mi consigli libri che non ti entusiasmano :)))))))
      Scherzo, dai! Non è male come libro, è solo un po'... non so... mi metteva un po' d'ansia. Il pensiero di star tutto il giorno a far niente, nemmeno leggere... tutta quell'impalcatura addosso... non poter uscire da sole... dover essere a disposizione del padrone per la cerimonia (??????) di concepimento e poi eventualmente dover pure rinunciare al bambino... esser praticamente una nullità agli occhi del mondo, una svergognata agli occhi delle altre donne... non so! Ansia???? Sì, anche rabbia però! Voglia di rivendicare il diritto alla propria libertà. E che cavolo!!!!!

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  3. Sei proprio sicura che te l'abbia consigliato io? Forse ne avevamo parlato, ma che te l'abbia consigliato mi sento di escluderlo, ciao!!!!!!

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    1. Ne avevamo parlato come avevamo parlato del Velo dipinto. Sinceramente cosa mi avessi detto non ricordo più. Volevo solo prenderti un pochino in giro.....

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