mercoledì 12 marzo 2014

La scatola


Faceva collezione di scatole di latta. Quando aveva bisogno di rilassarsi, prendeva lo straccio morbido e le spolverava. Ad una ad una. Con delicatezza. Già erano segnate dal tempo e dall'uso. Non voleva peggiorare la situazione.
In ognuna di esse c'era una storia racchiusa. Bastava aprire il coperchio e annusarle. Chiudere gli occhi ed ascoltarle. Non erano pregiate. Le aveva recuperate poco per volta a prezzo irrisorio al mercà dij busijard. Il mercato dei bugiardi. Quel mercatino del presunto antiquariato che si teneva una volta al mese in centro città e dove si trovava di tutto. Vecchi telai e arcolai in legno, piatti scompagnati, abiti che nemmeno nel vintage sarebbero andati bene, mobili vecchi. Tutto quanto spacciato per antico e fatto a mano. D'altronde, se si chiamava il mercato dei bugiardi un motivo doveva pur esserci.
Lei però ci andava solo per le sue scatole, in una ricerca continua. Il resto non le interessava. Gettava un'occhiata veloce e basta. A lei importava la storia che poteva nascondersi in quelle scatole di latta. E' vero che non sempre riusciva a ricostruirla. Quasi mai, ad essere sincera. Aveva cercato all'inizio poi ci aveva rinunciato. Fantasticava, questo sì. A seconda del tipo e dei decori si girava il suo film mentale. Quella a cuore, nera con il coperchio ricoperto da rose rosse in boccio, senz'altro era il regalo di un fidanzato o marito all'amata.
L'altra, quadrata, con gli angoli smussati. Quella che riportava il disegno di una bambina che correva in un prato, il vestito ampio e svolazzante, in vita una cintura di stoffa alta le cui estremità la rincorrevano insieme ad un vento invisibile, il cappello di paglia ad ampia tesa e il cesto di vimini colmo di fiori al braccio, poteva essere stata regalata ad una amica da una amica. Quella tonda a fondo nero sul quale si alternavano centinaia di cuoricini rossi ad altri gialli era invece facile da collocare se non nel tempo, almeno nel luogo. Il coperchio riportava la scritta rossa "ti voglio bene, mamma".
Poi, c'era quella a bauletto che le aveva riservato una sorpresa lasciandole un indizio prezioso. Aperto il lucchettino, aveva trovato in un angolo, nella giunzione tra la base e la parete, un ago da ricamo. Facile quindi indovinare cosa potesse aver contenuto: il nécèssaire da ricamo di una signora senz'altro elegante. Una donna che amava trascorrere i lunghi pomeriggi invernali davanti alla finestra con il telaio rotondo che tratteneva il lino da rendere vivo con fiori e fiocchi fatti ad ago.
Ma, tra tutte, la sua preferita era un'altra. Quella forse conservata peggio. Una scatola rettangolare nera su cui erano stampati piccoli fiorellini rossi e gialli.
Quella occupava il posto d'onore. Non l'aveva nemmeno comperata. L'aveva semplicemente ritrovata tra le cose della nonna quando era morta. Dentro, mille bottoni di colori e forme e dimensioni diverse, spille di sicurezza, ditali, infila-aghi. Addirittura un ago per materassi. Ma sotto a tutto, c'era il vero tesoro. Una vecchissima cartolina con garofani colorati, datata 9 settembre 1943. Gli auguri di buon onomastico di un marito alla moglie.
Diceva:
"Pinerolo, lì 9 Settembre 1943. Carissima Maria,
accetta col medesimo affetto con cui te li mando i più cari auguri pel tuo giorno Onomastico. Benchè lontano, ma sempre vicino col cuore, ti giungano i più cari ricordi di un tempo che fù. Sperando che non lontano, ritornerà ancora in avvenire!
Ricevi tanti saluti i baci da chi sempre ti ricorda e ti ama tuo marito
Luigi"
Gli ultimi auguri che il nonno aveva mandato alla nonna dalla caserma di Pinerolo dove era stato richiamato per partire in guerra. Il giorno dopo, era su un carro bestiame. Destinazione Norimberga. Campo di concentramento.
Myrtilla




19 commenti:

  1. Quanto sentimento! Grazie per aver condiviso tutto questo con noi!!

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  2. Ciao carissima, erano i miei nonni materni questi due sposi... tengo questa cartolina come una reliquia, L'altra è la carta d'identità del lager di Norimberga di mio nonno.... arbeiter italianer.... lavoratore italiano. Già! Peccato che fosse in un lager.....

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  3. Che emozione e commozione. Veramente, ho avuto un tuffo alla stomaco.
    Tuo nonno era un grande uomo!
    Un bacio grande.

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    1. Grazie carissima. Sì, forse è stato un grand'uomo. Con quello che ha passato in 3 anni di campo di concentramento e poi il ritorno... niente lavoro, niente salute... è orto ache molto giovane... purtroppo, Io non lo ricordo nemmeno, però... era nonno Ghighi... Luigi detto da una bambina di due anni.....
      Ricambio il bacione! Ciaooooo

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  4. Stefania Porteri su g+
    15:16

    Emozionante.. Sei veramente brava Patricia ..


    Grazie carissima!

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  5. Un racconto molto toccante.
    Ti auguro una serena giornata.

    PS

    Grazie per la visita

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    1. Grazie Cavaliere... racconto/realtà! La cartolina è vera! Ce l'ho in un portafotografie. E il Luigi che l'ha firmata era mio nonno materno.
      Figurati! Quando si parla di libri io ci sono.... solo che non sono riuscita a unirmi al sito. Riproverò pù tardi... forse problemi di connesione o intasamenti.
      Ciao

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  6. Un ricordo tenero e struggente, mi unisco ai complimenti delle altre amiche, sei bravissima a rendere vive le emozioni che hai provato scoprendo quella cartolina. Vogliamo parlare poi della grafia? Bellissima, tipica delle persone cresciute in quegli anni. Un saluto a nonno Luigi!

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    1. Grazie Maga, nonno Ghighi come lo chiamo tutt'ora, era del 1908 e morì nel 1963... giovane giovane ma purtroppo l'esperienza di cui parlo nel raccontino l'aveva segnato troppo profondamente. Tornò malato e nnon si riprese mai più!
      Ciao carissima!

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  7. Risposte
    1. Grazie Vivy. Quando penso alla fatica con cui hanno vissuto, mi dico che nonostante tutti i nostri problemi siamo signori... siamo ricchi!
      Il mio rimpianto è solo di non averlo conosciuto ma è morto che io aevo due anni e mezzo. Proprio non lo ricordo!
      Ciao

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  8. Veramente...non lo dire è amore,tanto amore.
    Ciao

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    1. Ciao CArolina, grazie e benvenuta.
      Sì.... hanno messo insieme, come si dice dalle mie parti, la fame e la sete.... si sono sposati nonostante il mio bisnonno avesse trovato un marito "migliore" per sua figlia, mairto di cui lei non ha mai voluto saperne, sono stati tre anni separati causa guerra e mia nonna non aveva notizie...nemmeno sapeva se era ancora vivo...sì! questo è Amore!

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  9. Bel racconto e molto toccante, è sempre un piacere leggerti.

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