lunedì 3 marzo 2014

Maggio 43

Maggio 43
di Davide Enia
Sellerio Editore 2013

Il bombardamento di Palermo da parte degli angloamericani visto attraverso gli occhi sgranati di un dodicenne. Di un ragazzo appartenente ad una famiglia numerosa in cui gli uomini sono socialisti o comunisti in piena epoca fascista. Che per lavorare si devono arrabattare e accontentarsi di cosa trovano. Che vivono con pochissimo e si ritrovano sfollati senza pìccioli (senza soldi). E si arrangiano in qualche maniera restando però disponibili a farsi umanamente carico dei problemi dei familiari. In cui, la fede in Santa Rosalia prevarica la religiosità più profonda fino a diventare quasi ossessione.
Fino al termine del libro, col bombardamento che disintegra Palermo e la fa loro vedere come non l'avevano mai vista, ta polvere e calcinacci, cadaveri e feriti.
Scritto in un misto di italiano e dialetto siciliano stretto, è un cunto (una narrazione, un racconto) tratta da un monologo teatrale rivisitato per la stampa del libro.
E' un quadro naif di un periodo triste, faticoso e doloroso narrato appunto da un ragazzino che uomo non è ancora e bambino non è più. Gioacchino vede cose che non capisce e si trova catapultato in una realtà strana fatta di diete a base di limoni e bombe, di camice nere e violenze appena intraviste, di povertà in cui per tirare a campare non ci si tira indietro se c'è da rubare mille lire ad una vecchia. Mangiare bisogna mangiare. Curare u zu Stefano anche.
Un libro terra terra,un grande libro umano e imperfetto come sanno essere gli esseri umani in certe situazioni.
Myrtilla

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