lunedì 21 aprile 2014

Roberto, 4

VENTITRÈ PASSI


Adesso riposo.
Un lungo respiro
e la trafila dei pensieri sfoca.
Lasciatemi per un tempo congruo
a una mente che perdoni.
Fate quello che volete,
ora m’acqueto.
Uno, due...chi ero,
tre, quattro...cosa chiedevo.
Di me non sapevo,
altri sapevano,
pensavano, decidevano.
Cinque, sei...non avrei voluto,
sette, otto...eppure fu così.
Duro lavoro e fatica
e soffocate emozioni,
formicolio di desideri, disillusi infingimenti.
Nove, dieci...chiamato dal destino,
undici, dodici...regolato dal sistema.
Fu una luce amorosa,
due anime mi sopraffanno,
le adoro, bellezze e sacrificio.
Tredici, quattordici...io non so niente,
quindici, sedici...venite, raggi di sole.
Un grido, una sofferenza, un urto,
perché devastare una vita
per un’irripetibile bestialità.
Diciassette, diciotto...pochi metri di umidità,
diciannove, venti...ehi, amico, ci sono e non ci sono.
Raggirato da un infante inerme,
imbambolato da un sentimento osceno,
deriso dalla coscienza.
Ventuno, ventidue...mi osservo e mi vedo
e ventitré...qui ci sono.
Brevi passi, raccolti in secolari pensieri,
mete imprescindibili
aspettano un rinnovamento 
Roberto



 

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