martedì 1 aprile 2014

Una volta una prof....


Ieri sera, ho preso dalla libreria un libro di poesie di Emily Dickinson. Un graditissimo regalo. Lo avevo già letto ma, ogni tanto, mi piace rileggere. Soprattutto le poesie. Come ogni volta, l'ho aperto a caso e ho letto quella pagina. L'ho richiuso e ho ripetuto il gesto più volte. La chiamo "lettura casuale". In effetti.... però non sapendo quale scegliere essendo tutte bellissime, lascio che sia il fato a decidere per me.
Ad un certo punto, però, col libro aperto, la mia mente è andata per i fatti suoi. Ha acceso il motore, dato gas ed è partita. Destinazione? Passato. Un passato parecchio lontano. Diciamo.... di qualche decina di anni. Diciamo... quando andavo alle superiori ed avevo un'insegnante di italiano FA-VO-LO-SA!
Non so perchè ma mi è venuta in mente una sua lezione un po' fuori dagli schemi. Dai programmi scolastici in particolare.
Stavamo parlando di poesia. Baudelaire.. i poeti maledetti.... e qualcuna di noi sbuffava annoiata. Bene! Ricordo l'impassibilità della prof. La calma con la quale aveva richiuso il suo libro. La sicurezza con cui ci aveva guardate tutte.
"Sapete cosa sono le parole?" ci aveva chiesto. "Sono strumenti di potere. Possono rallegrare, offendere, risollevare, far piangere di dolore o umiliazione. Possono avere molto significato oppure essere vuote. Inutili. Sono particelle irrequiete. Sempre in movimento. Vanno disciplinate."
Sì! Aveva proprio detto così! Mi sono rimaste impresse le sue parole tanto da ricordarle a distanza di.... anni! :))
Ci aveva allora spiegato che queste particelle irrequiete andavano dove volevano loro se nostra era l'incapacità di comprenderle appieno e di, in un certo senso, imbrigliarle dando loro la giusta collocazione e il giusto significato. Per ogni sfumatura, una parola diversa perchè l'italiano è una lingua ricca e generosa. Piena di lievissime differenze che a prima vista possono anche non notarsi ma ad una rilettura attenta cambiano il significato della frase.
"Ecco perchè le poesie vi sembrano noiose. Perchè molte di queste particelle irrequiete vi sono sconosciute. Perchè non ponete attenzione nel leggerle. Non cogliete queste sfumature. Mettiamo anche che non sappiamo comunque con precisione matematica in quale stato d'animo un poeta ha scritto la sua poesia, quali esperienze personali ed intime lo hanno spinto a liberare la sua anima attraverso rime o endecasillabi o versi liberi. Lo immaginiamo. Studiando la sua vita possiamo conoscere aneddoti di quel particolare momento ma.... ma nessuno di noi, nessuno degli studiosi che a lui si sono dedicati, è mai venuto a conoscenza della sua intimità più profonda fatta di vicende personali, amicizie, amori, litigi, problematiche di vario genere. Se mi passate il termine, non lo ha "vissuto", nel senso che noi siamo esterni alla sua vita e a tutto quello che ne è collegato. Lo pensiamo. Lo intuiamo. Con un margine di errore abbastanza basso, in certi casi molto basso, ma la sicurezza che il poeta volesse proprio dire quello che noi immaginiamo non l'abbiamo.
Ecco perchè le poesie hanno un pubblico di nicchia. Perchè è difficile leggerle, comprenderle, commentarle. Noi, poi che non siamo studiosi specializzati in un particolare autore fatichiamo ancora di più e secondo il nostro personale stato d'animo, nei versi che leggiamo troviamo quello che ci sembra più giusto. Ma siamo poi sicuri che il poeta volesse proprio dire quello? Che non ci fosse un malessere di fondo che ci sfugge? Qualcosa di molto più profondo?"
Brava la mia professoressa! Quante cose ci hai insegnato! Anche a giudicare e non solo le poesie. Ad andare a fondo alle cose. A lasciarsi sempre un margine di spazio per cambiare idea quando confrontandosi con altri ci si accorge che forse proprio l'altro ha visto una cosa che a noi è sfuggita.
A lasciare una certa libertà di commentare scritti o azioni perchè ognuno ha il suo modo di interpretare le cose vedendole da prospettive differenti. Diverse sono le sue esperienze. Diversi i valori. Le idee. Il modo di vedere e affrontare certe situazioni. Di viverle. Diverso il carattere.
Ciao prof. Ciao Donatella. E' durato purtroppo solo un anno il nostro viaggio insieme ma ti ricordo sempre con piacere!
Myrtilla

13 commenti:

  1. HA scritto Blogghidee su g+

    Una volta che l'opera e' messa in liberta', l'autore ne perde il controllo...
    Bel post ;) 

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    Grazie cara.

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  2. È proprio come dice blogghidee: una volta che l'opera è messa in libertà, vive di vita propria, non è più proprietà dell'autore... eh già!
    Le parole vanno disciplinate. Bellissima frase, te la rubo o meglio la rubo alla tua prof.
    Ciao ciao
    sinforosa

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    1. Ruba puremì, senza problemi, Sinforosa!
      Sono d'accordo anch'io su quanto dici. Se non vuoi che le parole prendano vita propria le tieni su un quaderno segreto. Se le metti in pubblico, giustamente ognuno le interpreta come sente. A seconda della sua sensibilità, del suo stato d'animo.
      Ciao carissima

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  3. Grazie per condividere con noi i tuoi ricordi... Anche io ho bellissimi ricordi di alcune mie prof di Italiano, una in particolare, anche lei ci ha accompagnato solo un anno, ma per noi era professoressa ma anche amica.

    Maira

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Ciao Maira, scusa ma sto usando un pc vecchissinìmo e non mi trovo affatto.
      Tutte le mie insegnanti di italiano erano brave, tranne una di cui non ricordo nemmeno il nome. Di questa insegnante in particolare, invece, ho un ricordo dolcissimo.
      Ciao e buon pomeriggio

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  4. Purtroppo io non sono stata altrettanto fortunata con le insegnanti di italiano. Capisci ora perché non scrivo poesie? : ))) : ))) : (((

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    1. Su dai, maga... prova che io ti pubblico!!!!!!
      Un bacio!

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    2. Su dai, maga, prova... io ti pubblico volentieri
      Un bacione

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  5. D'altra parte le parole, specialmente nelle poesie, sono il veicolo per liberare le emozioni di chi le scrive. Esprimono uno stato d'animo di cui a volte credo che nemmeno l'autore abbia piena consapevolezza. Per questo, anche, devono essere libere di prendere forma e senso dentro le interpretazioni si ognuno di noi.
    Complimenti alla tua professoressa e a chi come lei è capace di lasciare un segno nella crescita delle persone!
    Bacioni:-)

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    1. Brava Pinkg! Hai ragione al cento per cento. Cosa meglio delle poesie per liberare quello che abbiamo dentro dinoi? Per dirlo con parole che diversamente non useremmo nemmeno? Poi, giustamente, chi legge interpreta secondo il proprio carattere ed il proprio stato d'animo al momento.
      Ciao bella

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  6. il ricordo di chi è riuscito a lasciare un segno nella nostra anima è un bene prezioso e tu lo hai regalato a noi......grazie

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    1. CAro anonimo, grazie a te che leggi!
      Ciao

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