giovedì 15 maggio 2014

Il segreto di Chelidonia

Dal Salone del Libro 2014

Il segreto di Chelidonia e altre novelle
di Gianni Antonio Palumbo
SECOP Edizioni 2014




Che dire di questo libro? Oltre che dire che si tratta di un libro di novelle molto particolari e decisamente belle, accattivanti, non saprei. Comunque ci provo, anche se sono semplice lettrice (entusiasta!).
Queste novelle racchiudono in sè tutti i problemi, le paure, le speranze dell'uomo. Sono colme dei suoi sentimenti. Rendono chiari i suoi tormenti. Sono attuali ed eterne, per gli argomenti trattati.
Con particolari richiami alla mitologia a me cara, alla storia e alla cultura sia antica che del '500 che moderna, i modi di dire attuali mescolati con nonchalance a quelli più arcaici, alle tradizioni orali delle campagne più "chiuse", quasi mondo a sè stante, in un misto di pragmatismo ed esoterismo rendono lampante la dualità dell'essere umano. Dualità che è sempre esistita, che fa parte del nostro bagaglio culturale antico e che serve da speranza. Le nostre radici profonde. Quasi un toccasana per i problemi quotidiani.
Dualità che purtroppo oggi viene messa a tacere coperta da veli di indifferenza e paura dai più che voglio essere pragmatici a tutti i costi e deridono chi ancora ha mente più aperta e libera e ancora crede.
Da una parte c'è la realtà (la malattia grave, l'invidia professionale, l'omicidio). Dall'altra c'è quella sorta di spiritualità, quell'aura di sovrannaturale che va dalla magia, alla preveggenza, attaversando tutti gli stadi dell'umano. Incredulità, speranza, paura....
In fondo però, l'uomo ha bisogno di credere in qualcosa. Si chiami Dio, o Maometto, o uomo, natura, magia, questo oggetto del proprio credere è ciò che dà speranza e conforto. Che mette paura e indica come comportarsi. Dà regole, insomma. E l'uomo ha necessità di regole.
In un misto di realtà ed irrealtà, col surreale che si intromette, senza forzare ma con vigore, nelle storie, queste novelle sono incantevoli. Aprono gli occhi sul nostro mondo interiore, ricordandoci che non siamo poi tanto diversi dai nostri antenati.
L'uso delle parole poi, è decisamente personale e grandioso. La loro potenza nel rendere i concetti non è solo estetica. Fa parte di quel mondo che è passato ma ancora presente. Che non dobbiamo dimenticare. Questi termini ormai desueti usati con garbo rendono la prosa decisamente accattivante e coinvolgente e denotano la grande cultura classica e non solo dell'autore.
Che dire di più? Che volevo leggerlo con calma e invece l'ho divorato? Che quando l'ho posato ero giunta alla parola fine? Se volete, ve lo dico.
Grande Palumbo!
Myrtilla

11 commenti:

  1. ottima recensione se lo trovo in biblioteca lo prenoto

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    1. Ciao Principessa.
      A me è piaciuto molto. Leggendolo si vive quell'atmosfera strana che sa di attualità e passato mescolati insieme. Della realtà più attuale e del passato più crudo. Epica, storia, cultura antica insieme alle tradizioni locali dei nostri vecchi che ben conosciamo anche solo per sentito raccontare.

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  2. Una recensione bellissima e profonda, che coglie pienamente i significati nascosti nel mio libro.
    Grazie di cuore, Patricia Moll, e complimenti ancora per il suo splendido blog,
    Gianni Palumbo

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    1. La ringrazio molto per i complimenti. E' sempre un piacere scoprire di stuzzicare l'attenzione di qualcuno che oltretutto in campo letterario ne sa senz'altro più di me.
      Buona giornata
      Patricia

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  3. Urca Patricia, straordinaria la tua recensione! Con questi connotati mi hai fatto venire una voglia incontenibile di avere questo libro tra le mani e sotto gli occhi il più presto possibile! I requisiti per piacermi un sacco ci sono tutti!
    Grazie, provo a cercarlo oggi stesso! Bacioni e grazie per la segnalazione ;-)))

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    1. Ciao carissima, a me sinceramente è piaciuto molto. Iniziato e finito....
      Se ti interessa qui trovi nei commenti di Anonimo le informazioni che mi ha passato l'autore direttamente.
      Bacioni a te!

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  4. Complimenti Patty, penso che molti boriosi critici si dovrebbeo inchinare di fronte alla finezza e alla profondità della tua analisi
    Adesso aspetto ancora con più ansia di poterlo comperare e che ne diresti di leggere anche qualche altra opera di questo giovane scrittore?
    ciao
    flora

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    1. Ciao Flora,
      a dire la verità ci stavo pensando. Devo però mettermi da parte dei soldini perchè il mio budget al Salone si è... volatilizzato.
      Tranquilla però che srai la prima a sapere.
      Ciao. Un abbraccio

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  5. Ho iniziato a leggerlo, finalmente,ho letto solo la prima novella ( bello aver scelto la parola "novella" e non racconto, in piena sintonia con l'aura di classicità che permea lo scritto )e mi trovo in dificoltà ad esprimere in un giudizio qualcosa che tu, Patty, non abbia già detto....
    Posso solo dire che l'eleganza della scrittura fa tutt'uno con la bellezza del racconto, il passato remoto e il presente si fondono senza alcuna forzatura e sembra che il tempo torni ad essere circolare come pensavano gli antichi.
    Un inno alla vita e alla fede permeano la novella, fede nell'amore, nel magico, nella natura che tanto ha permeato il naturalismo rinascimentale e che il presente tende a farci dimenticare.
    flora

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    1. Ciao Flora, sono contenta che ti piaccia!
      Per mio conto è un piccolo (nel senso che il libro è piccolino) capolavoro.
      Si sente che dietro c'è grande cultura e soprattutto grande amore per la letteratura in particolare per quella più "antica".
      In un'epoca in cui tutto corre, tutto va di fretta, tutto è informatizzato, tornare al primitivo rapporto con la natura e con l'essenza dell'essere umano, vedi le paure, le superstizioni, le debolezze, le fragilità, le forze interiori nascoste anche a se stessi, è veramente qualcosa che allarga il cuore in un sorriso.
      Son felice di poter condividere con te questo nuovo "amore".
      Ciao carissima. Buona domenica

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  6. scusate le ripetizioni, ma ho scritto di getto
    flora

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