venerdì 23 maggio 2014

La foto

Era seduta nel salone del parrucchiere. Come al solito, quelle zucche vestite di giallo bordato in verde in un camice a dir poco orribile, avevano accavallato gli appuntamenti. Bisognava aspettare, E chissà quanto!
Sbuffando, prese una rivista. Non era nemmeno nuova. Il solito vecchio settimanale femminile patinato. Pettegolezzi a non finire, corna, tradimenti, metodi per dimagrire senza mettere di mangiare...
La posò quasi subito chiedendosi perchè pubblicavano quelle notizie.... quelle cose.... perchè certamente notizie non erano. A chi poteva mai interessare chi tradiva chi e con chi? Mah! Come se le donne fossero soltanto prese dalla prudèrie voyeuristica della vita altrui....
Guardò l'orologio. Ne aveva ancora per un'ora abbondante. Doveva decidersi a cambiare parrucchiere.
Per passare il tempo fece una panoramica del salone. Le solite madame. La Rossi qua... Maria là... con Mirella la Bianchi... già! Perchè se non poteva passare da Mirella la Bianchi piuttosto se ne andava.
"Rossi Bianchi... e Verdi?" si chiese con un leggero sorriso. Niente tricolore!
Nella lunga carrellata sul salone, l'occhio le cadde su una foto appesa vicino alla porta d'ingresso, di fronte a lei. Un panorama autunnale. Una fila  di platani che pareva perdersi oltre la cornice con le foglie di quell'oro rossiccio che sembra fuoco costeggiavano un ampio sentiero inghiaiato dove la minuta pietra sminuzzata era seminascosta da un tappeto di foglie cadute. Dal giallo all'ocra, dal rosso sangue al rosso mattone. Qualche filo sottile di verde pallido qua e là.
Oltre i platani un prato verde ben rasato e una panchina. Ma non di quelle moderne. Di una volta. L'armatura in ferro verniciato in nero e seduta e schienale in spesse assi di legno. In mezz'ombra. Faceva venire voglia di andarcisi a sedere con un un libro a leggere. Oppure ad ammirare il fitto bosco che si stagliava sullo sfondo.
Un senso di pace. Di silenzio. Chissà! Forse se si fosse seduta su quella panca avrebbe anche potuto sentire le chiacchierate dei merli o delle gazze. Meglio di quelle del locale. Più armoniose. O spettegolavano anche loro?
Riguardò l'orologio e riprese la rivista. Il tempo non trascorreva più. La sfogliò svogliatamente alzando gli occhi ogni tanto.
Ammutolì. Sulla panchina nella foto, prima libera e invitante, ora si intravedeva un'ombra. Non era possibile! Un gioco di luce, forse. O uno scherzo dei suoi occhi.
Abbassò lo sguardo  per sfogliare l'abc delle sciocchezze ma era come se la foto appesa la chiamasse. Alzò di nuovo gli occhi e l'ombra non era più ombra. Aveva sembianze femminili. Capelli neri, lunghi, raccolti in una coda di cavallo, capo chino. Sfogliava una rivista.
Strabuzzò gli occhi credendo di essere impazzita. Cercò anche di riprendere la lettura del giornale ma subito smise per guardare il poster.
Si avvicinò alla foto. Sì, era proprio una donna quella comparsa sulla panca. E si muoveva. Sfogliava le pagine. Respirava. Lo si vedeva dal movimento delicato delle spalle.
Si voltò verso di lei. Solo l'ovale del viso. Nè occhi o naso o bocca. Una tela rosata da disegnare.
Prese il cellulare e scattò una foto. Automaticamente. Voleva avere delle prove di quello che le stava capitando.
"Tocca a lei, venga!" la chiamò Mirella.
Si riscosse. Un ultimo sguardo smarrito alla foto e vide la donna alzarsi dalla panca e allontanarsi verso il bosco.
Giunta a casa, scaricò immediatamente la foto dal cellulare. Mise a pieno schermo l'immagine. Della figura femminile nessuna traccia.
"L'ho sognata!" pensò.
Poi, qualcosa sulla panca attirò la sua attenzione. Sulla seduta c'era la rivista patinata. Le pagine che fremevano al vento.
Myrtilla

4 commenti:

  1. Che strano racconto!!! Misterioso e malinconico... Molto bello però...

    Maira

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao stellina. Sono contenta ti sia piaciuto.
      E' un volo di fantasia di una sera in cui non riuscivo a dormire. Ho incominciato a pensare e poi il giorno dopo ho aperto il pc e via.... scritto.
      Un megabacione!

      Elimina
  2. Bellissimo Patricia! Adoro questo genere di voli....con suggestioni che lasciano brividi appena accennati sulla pelle! Sei forte ;-)

    RispondiElimina