sabato 17 maggio 2014

Un viaggio


Aveva fatto uno strano viaggio quella notte. Un viaggio a dir poco sensazionale. Era seduta su una nuvola, comoda come un altro prelato sul suo scranno dorato. Morbidissima, quella inusuale poltrona nella quale sprofondava in pieno relax, la stava trasportando a grande altezza volando dolcemente senza scrolloni. Più comoda di una limousine. "E niente traffico" pensò.
Aveva guardato in basso. Non aveva provato le solite vertigini dovute all'altezza. Nemmeno quel senso di affanno dovuto al veloce movimento sottostante.
Aveva visto campi, pochi coltivati, pochissimi. Altri completamente aridi. Anche tra gli alberi la maggior parte non aveva foglie. Solo rami rinsecchiti e storti.
Che strano paesaggio! Era desertico quasi pur senza essere deserto. Pareva quasi contaminato da chissà quale sostanza e poi abbandonato.
D'improvviso, come se avesse percepito il suo bisogno di scoprire di più, la sua nuvola si era abbassata a mezz'aria. E poi più giù. Come se avesse voluto farle vedere meglio il panorama che si stendeva sotto ai suoi piedi.
Quando era giunta all'altezza giusta, aveva potuto scoprire perchè i campi erano brulli, perchè gli alberi secchi. Sui prati, sotto ai rami, c'era un tappeto di strane foglie. Ma foglie non erano. Erano ali senza corpo. Farfalle senza volo. E su ogni ala, stinta dal passar del tempo, c'era una scritta.
Viaggio in Patagonia! Giornalista d'assalto! Scrivere scrivere scrivere! Intervistare Oriana Fallaci! Diventare come Oriana Fallaci!
Non erano ali quelle. Erano i suoi sogni di ragazzina che si erano infranti contro la vita. Tante speranze e film solo a lei visibili che si erano arenati già alla nascita. Problemi, intoppi, scarsità di soldi. Quante cose avevano contribuito ad ucciderli!
Intristita, aveva sospirato con malinconia ripensando alla gloriosa carriera giornalistica che si era programmata. Ai viaggi per lavoro e diporto. Alla fama.... tutot sommato anche ai guadagni.
Poi, da nord si era alzato un vento furioso. Era rabbrividita. Aveva paura che disfacesse la sua nuvola-poltrona e di non poter tornare alla vita di tutti i giorni. Ma la nuvola si era mossa,. Velocemente era ripartita per il viaggio di ritorno. Così velocemente che aveva creato un piccolo vortice e quell'innocuo mini tornado aveva sollevato le ali-sogno. Aveva cercato di afferrarle ma non era riuscita. Erano ricadute con un tonfo da piombo.
Si era svegliata. Era nel suo letto, in casa sua, accanto al marito che russava. Si era trattato soltanto di un sogno. Triste e malinconico.
Sul risvolto del lenzuolo, tra le dita che la artigliavano come se avessero paura di perderla di nuovo, c'era un'ala-sogno. SCRIVI, c'era scritto.
Myrtilla

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