giovedì 5 giugno 2014

Hermann Hesse

Luce del mattino
Gioventù, paese cento volte dimenticato
e perduto, luce della vita, oggi m'inondi
di un tuo tardivo sapere, sprizzato
dal lungo, greve sonno dell'anima profonda.
Dolce, soave luce, sorgiva appena nata!

Tra allora e adesso l'intera vita,
ahi, troppo spesso opima, superba ritenuta,
non conta più. Voi sole, a me restituite,
odo, fiabesche melodie perdute, giovani, e insieme vecchie eternamente,
obliati, antichi fanciulleschi canti.

Su ogni turbine, polvere vorticante,
splendi lassù, alta sul mio cammino,
oltre i falliti sforzi del vagabondo errore,
fonte serena, pura luce del mattino!
Hermann Hesse

Gironzolando per il web sono finita felicemente su questo sito: 
http://www.stedo.it/poesie/homepage.htm.
Una piccola antologia di poesie. Una piccola vetrina di autori si definisce.
Piccola ma grande direi io!
Poeti e cantautori come De Andrè.... da sognare!
Hesse poi è un grande! L'ho conoscevo dopo aver letto Narciso e Boccadoro (Siddhata c'è in libreria ma adesso  ho altro pe le mani).
Non conoscevo questa poesia Luce del Mattino ma come l'ho letta mi ha presa. Colpita.
La nostra luce del mattino.  Quel mattino che si chiama fanciullezza visto come un paese visitato e dimenticato. Che a volte torna come ricordo  tramite musiche dei tempi andati o tiritere di bimbi.
Bellissima metafora della vita che passa. L'età matura non sempre felice che, sulle ali di questa luce di ricordi, per un attimo svanisce e ci riporta indietro nel tempo. Melodie non più dimenticate ma di nuovo vive.
Myrtilla

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