giovedì 12 giugno 2014

La porta


La porta
di Magda Szabò
ET Einaudi (2005)




Ma di quale porta parla l'autrice? Di quel portone con il telaio in acciaio ed il vetro infrangibile del suo sogno/incubo? Quello che lei non riesce ad aprire?
Sì, ma questa porta è una metafora della vita, delle cose che non si comprendono o si comprendono in ritardo. Dei rapporti umani difficili. Di tutti quei passaggi che nel corso dell'esistenza ci fanno gioire, arrabbiare, desiderare, amare, odiare. Che si aprono su un mondo che ci incuriosisce e al tempo stesso ci mette timore.
Fisicamente, è rappresentata dalla porta dell'abitazionne di Emerenc, la "vecchia", chiusa a tutti su un universo privato ed intimo, e che solo due volte si apre alla protagonista. La prima perchè lo decide Emerenc e la seconda perchè lo decide lei, Magda.

Divide due persone diverse, una mai ferma, capace di fare tutto, che affronta qualunque problema con testardaggine e una sorta di filosofia sua personalissima; l'altra capace solo di scrivere ma inadatta ad affrontare i problemi della vita.
Si apre e si chiude in continue litigate e riappacificazioni sempre più difficili e complicate. Situazioni in cui le due donne si trovano sempre su fronti opposti: se una vuol fare la pace (Magda) l'altra si incaponisce nel contrario (Emerenc).
E' decisamente un bel libro ma complesso così come complessi possono essere i rapporti umani. E queste due donne, la vecchia Emerenc, tuttofare e domestica, e Magda la scrittrice ne sono l'esempio lampante. Si amano come madre e figlia, la figlia mai avuta e la madre persa da anni ma sono sempre in contrapposizione. Vincitrice unica però sarà alla fine la vecchia Emerenc, anche se distrutta nel fisico e nell'amor proprio. E sarà a questo punto, troppo tardi ormai, che Magda capirà la profondità del loro rapporto.
Myrtilla


ps Grazie a chi gentilmente me lo ha regalato!

8 commenti:

  1. Grazie, per la recensione.
    Se, non vi fossero conflitti generazionali non si avrebbero neppure scambi costruttivi di opinioni in cui entrambe le generazioni hanno modo di allargare la loro visione della Vita. :-)

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    1. I conflitti generazionali sono sempre esistiti e continueranno ad esserci. Sono normali. E servono come dici tu! Ampliano la mente, fanno scoprire cose nuove, a chi non è più giovane regalano nuova linfa.
      Basta solo volerlo!

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  2. Mi incuriosisce molto! La porta ha una forza simbolica incredibile...Non conosco questa scrittice (vergogna....). Dovrò rimediare al più presto!
    Grazie cara Patricia per la recensione mooooltooo coinvolgente <3

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    1. Prego Pinkg. :)
      Diciamo che alle prime pagine ti vien voglia di posarlo perchè, come dice Flora più sotto, non ti prende subito.
      E' andando avanti nella lettura che le cose cambiano, Che apprezzi i personaggi, che trovi in loro tanti particolari importanti della loro vita, che li confronti tra di loro e con te stessa. Il loro mondo e il tuo.
      La porta è quella che ci troviamo noi davanti sempre e comunque ogni qualvolta dobbiamo prendere una decisione o stabilire cosa fare il giorno dopo della nostra vita.
      Un bacione!

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  3. Ho finito di leggere " La porta" da poche settimane, libro bellissimo, in un primo momento ho avuto l'impressione di essere di fronte ad un piccolo capolavoro che , però non riusciva a coinvolgermi emotivamente.
    Poi, ho cominciato non solo ad apprezzarlo ma anche a sentirmi coinvolta nel gioco delle passioni che lo anima.
    Bellissima la figura di Emerenc capace di dare la vita per difendere la sua libertà e dignità.
    flora


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    1. E' vero Flora. Anche a me è successo.
      Si tratta di un libro così profondo e complesso che va letto con serenità e calma. Il rapporto conflittuale tra le due donne è quello che può esistere tra madre e figlia, soprattutto quando la madre ha un carattere forte mentre la figlia trova più comodo delegare. E' comunue un rapporto di profondo amore.
      Emerenc è la figura chiave del libro. Quella intorno alla quale ruota tutta la trama con le vicende personali, i segreti, i pettegolezzi, le cattiverie e le gentilezze. E' il punto di forza del libro.
      Ciao carissima

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  4. Anch'io ho avuto lo stesso approccio con questo libro. All'inizio non riuscivo a leggere più di poche pagine al giorno, ma poi mi ha presa e da allora ho comprato, e letto, tutti i libri usciti in italiano della Szabò. Grande scrittrice!!!!!

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    1. E' un "problema" comune quanto leggo. Dopo le prime pagine , poco per volta si entra in sintonia con i personaggi. Li si ama e li si odia. Si apprezzano e innervosiscono. Si avrebbe quasi voglia di scrollare la protagonista. E si deve arrvare alla fine del libro.
      Quesa è la grande capacità dell'autrice. Interessare il lettore con una storia che ha dell'incredibile eppure al contempo è reale.

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