domenica 6 luglio 2014

I misteri dell'agenda rossa

Salone del libro di Torino 2014

I misteri dell'agenda rossa
di Viviano e Ziniti
Aliberti Editore (2010)



Una storia tutta italiana.
Stragi, mafia, servizi segreti deviati, collusi, affiliati a vario titolo, depistaggi, insabbiature. Nomi eccellenti. Accuse e controaccuse. Indagini. Processi.
Si parte dalla famosa agenda rossa del Giudice Paolo Borsellino misteriosamente scomparsa dal luogo dell'attentato subito dopo la strage.
Che fine ha fatto? Perchè farla sparire precipitosamente? Quale importanza aveva? Moltissima senz'altro, visto che il Giudice Borsellino preferiva annotare sulla sua famosa agenda anzichè sul computer. Computer tra l'altro, manomesso prima che venisse ispezionato dagli inquirenti.
Date, nomi, appunti, frasi, pensieri.... tutto perso nel  nulla. Come la verità che gli italiani stanno ancora aspettando. Chiedendo.
Ci si inoltra tra nuove dichiarazioni, nuovi pentiti,  carte inedite per capire che il marcio non c'è solo "in Danimarca". In Italia ve ne è molto di più.
Si leggono interpretazioni di queste nuove informazioni, interviste al pentito Gaspare Mutolo e al Pm  Tescaroli e ci si fa  un quadro meno confuso ma nero. Nerissimo.
Il dubbio che già c'era diventa tarlo e rosicchia dolorosamente pagina dopo pagina ingrassando poco per volta. Parola dopo parola.
La trattativa tra Stato e mafia, forse per fermare le stragi. O forse, per suddividersi l'Italia intera, come due soci alla pari.
Si fanno nomi e supposizioni che paiono essere più che semplici supposizioni.
L'unica cosa praticamente certa è che il Dottor Borsellino come d'altronde il Dottor Falcone e il Generale Dalla Chiesa davano fastidio a troppi.
Che poi, questi troppi siano solo i mafiosi o anche i politici, gli imprenditori, carabinieri e poliziotti di alto grado non c'è ancora la certezza. Tanti dubbi, però, sì!
Molto plausibile è che il Giudice Borsellino sia stato ammazzato perchè, venuto a conoscenza di questa trattativa, si era opposto. Unico diamante in una collana di vetro.
La cosa certissima è che se non sarà fatta finalmente luce su questa vicenda e sulle altre simili, il sacrificio estremo di questi Italiani, di questi Uomini soli
sarà stato inutile.
Myrtilla

.

2 commenti:

  1. Mi sono letto anche il tuo Articolo che pubblicasti nel Maggio dello scorso anno, e temo Cara Patricia che come ben altri fatti tristemente noti accaduti addirittura trent'anni e più fa sia il loro che quello di altri Uomini e Donne che hanno creduto in un ideale sia stato un sacrificio che non vedrà la Bilancia della Giustizia pendere verso chi fu la causa della loro tragica fine. :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'Italia è il paese della giustizia particolare.
      Non si rende onore nè merito nè pace a tutti coloro che hanno regalato la vita alla loro idea di giustizia e di appartenenza ad una nazionalità. Non voglio dire stato perchè troppe volte è proprio lo stato che disattende ai suoi doveri verso Figli illustri e degni di ogni onore.
      Per il Cermis ci hanno gabbato. Per Brescia c'è il segreto di stato, Non non c'è ma tanto non vi diciamo cosa è successo. Per l'Itavia... l'Italicus... tutte le varie stragi.... Capaci, via dei Georgofili, Boris Giuliano .... e qui mi fermo altrimenti scriveri fino a domani.
      Questa è una di quelle cose che mi fa vergognare di essere italiana.
      Persone come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Giuliano, Coco, Occorsio e tutti quanti gli altri (e quanti sono!) mi rendono invece orgogliosa di esserlo.

      Elimina