lunedì 21 luglio 2014

La foglia

Una foglia si era staccata dal ramo.
Forse, era stufa di stare abbarbicata su quel pesco esposto al solleone.
Forse, aveva deciso di godersi un po' la vita.
Cadere però significava invecchiare e invecchiare significava giungere alla fine del viaggio. Lei non lo aveva ancora iniziato!
Staccarsi poi era dura. Da sola non ce l'avrebbe mai fatta.
Per fortuna, un giorno un amico/nemico, di quelli che a volte accarezzano che è un piacere, altre scuotono con violenza, beh! un giorno questo amico/nemico si era presentato e  con vigore l'aveva strappata dal suo ramo. Uno stack deciso, un breve dolore e poi si era ritrovata a volteggiare lietamente verso terra. In cerchi concentrici non troppo larghi.
Finalmente era sul terreno. Tutto quel mondo che poteva solo ammirare dall'alto delle sue radici strane ora era suo. Peccato non riuscire a muoversi!  Già! Perchè la prima brutta sorpresa era proprio quella. La sua completa incapacità di nuoversi da sola. Che poi, comportava una fine ignobile. Marcire sul terriccio e diventar preda di vermi e formiche.
Ma l'amico/nemico non l'aveva lasciata. Continuando a soffiare l'aveva sollevata quel tanto che bastava per spostarla.
Soffiava e lei si sentiva leggera e volteggiava per qualche decina di centimetri. Poi la faceva scendere delicato e la sua voce sibilante pareva chiederle "ti piace qui?"
Ma la foglia voleva di più. Voleva il mondo! Così il vento continuava ad alitare e a trasportarla sempre più lontano dall'albero.
Ogni tanto prendeva un respiro e si riposava. Pareva, questo etereo balletto, come il viaggio di un viandante che non sa quale strada intraprendere. Destra o sinistra? Avanti o indietro?
Quando si fermava, la foglia si guardava attorno. Era bello lì. Visto da vicino poi era meglio di come le appariva da lassù, quando ancora era attaccata al suo ramo. Però c'era altro da scoprire. C'era molto di più.
Così, dopo ogni pausa implorava il vento di spostarla ancora. Di farle visitare quel mondo lontano che lei non conosceva. E il vento, felice di giocare con la nuova amica, leggera come una piuma e dalle sinuose movenze feline, continuava a portarla a spasso, allontanandosi dall'albero di pesco, dall'orto,
dal paese....
Chissà dove sono arrivati ora. Ne avranno fatta di strada insieme.
Come i nostri figli, quando in compagnia dei loro sogni, prendono la porta di casa e cercano la loro vita fuori dalle mura domestiche. Lontani da noi.
Come loro quando si trovano di fronte a delle scelte difficili e non sanno quale decisione prendere.
Come la ruota della vita che gira e gira e gira.... ed è così per tutti!
Buon viaggio ragazzi!
E che il vento della vita  vi accompagni sempre allegramente e vi porti dove volete arrivare,
Myrtilla









2 commenti:

  1. Mi sono immedesimata in quella foglia....bellissimo racconto Patri, mi sono quasi commossa*. Vorrei essere adesso quella foglia e andare col mio amico vento per altri lidi, esplorare altre terre e conoscere persone diverse. Un in bocca al lupo a tutti i ragazzi/e che iniziano ora la loro avventura!
    *ho detto quasi altrimenti ti monti la testa!!!!!!

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    1. L'ho visto il quasi... ohmè! Cercherò di sopportare il dolore!!!! :P)
      A volte, sì, sarebbe bello essere una foglia e vagabondare libere.... purtroppo, secondo la nostra ottica, lontane non vanno ma per loro è già un gan bel viaggiare....
      A tutti i ragazzi... sì, in bocca al lupo e se permetti pelo sullo stomaco perchè al giorno d'oggi e ne vuole tantissimo

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