mercoledì 16 luglio 2014

Pane e noci

Pan e nus,
mangè da spus
Nus e pan,
mangè da can.

                                              Pane e noci,
                                              mangiare da sposi
                                              Noci e pane,
                                              mangiare da cani.

In un periodo in cui una volta si saltava il pranzo e l'altra si saltava la cena,
il pane era merce rara e solo quando si andava al forno a cuocere. Però non sempre c'era la farina per andare al forno....
Le noci invece erano nei boschi e "cosa è nei campi è di Dio e dei Santi", nel senso che la proprietà privata in tempo di guerra non contava nulla. Se si trovava qualcosa non aveva proprietario. Bastava solo poter mangiare.

Quindi se c'era la farina e di conseguenza il pane, era un lusso. Le noci servivano solo da contorno. Mangiare da ricchi!
Se invece la farina non c'era, abbondavano le noci (intese appunto come un qualunque prodotto della natura recuperabile in qualche maniera e gratuitamente). Perciò, le noci servivano a riempire lo stomaco e il poco o pochissimo pane, anche duro e raffermo, era la prelibatezza da centellinare.

Inutile, fanciulli. Quando non ce n'è, non ce n'è!!!
Myrtilla

4 commenti:

  1. Ciao Patricia,
    il dialetto come l'inglese lo capisco più scritto che parlato considerando che ogni zona poi pur rimanendo nella stessa regione usa termini e inflessioni differenti.
    I miei, e specialmente mia Mamma abitando in campagna non avevano problemi di cibo ma ad esempio mi rammentavano che poter assaporare delle arance era un grande evento o come anche la carne pur non mancando era considerata preziosa e consumata nei Giorni di festa...:-)

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    1. Ciao Mauri,
      io scrivo il piemontese così come si pronuncia. La scrittura esatta proprio non la conosco. E' piena di accenti e apostrofi da far paura.... i e j a non finire... Diciamo che la mia è una scrittura fonetica.

      Mia nonna era in città all'epoca della guerra e di fame ne ha fatta tanta anche perchè i pochi soldi che guadagnava facendo le pulizie in casa di chi aveva soldi e in un bar, li ammucchiava per fare il pacco da mandare a mio nonno che era prigioniero a Norimberga.
      Mia mamma invece (classe 1935) era sfollata in campagna con nonna, zio, cugini vari e anche solo polenta o verdura "rubata" qualcosa da mettere sotto ai denti aveva.
      Dico rubata perchè "cosa è nei campi è di Dio e dei Santi e quindi questo zio, ritrovandosi troppe bocche da sfamare, di notte si arrangiava. Come tanti altri d'altronde.
      La fame invece l'aveva fatta mio papà (1932). Mi raccontava sempre che quando sono arrivati alcuni carri armati americani in Asti lui era insieme a tutti gli altri a festeggiarli. Vedendo sti ragazzoni sorridenti e battendosi la mano di taglio sulla pancia aveva fatto capire che aveva fame. "Americano, fame!" gli aveva urlato e questo soldato gli aveva tirato una pagnotta di pane.
      Diceva mio padre che era la prima volta dopo tanto tempo che ne mangiavano di nuovo!

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  2. ciao! anche io ho sentito parlare di questo detto, la natura offre ancora tanti modi per mangiare, io abito in un paese di campagna, trasferita da milano devo dire che ho apprezzato varie cose , quali l'orto, e il raccogliere frutta dagli alberi. ogni vicino ha piante da frutto e spesso ci scambiamo frutta e verdure a me per esempio i pomodori non sono ancora maturati ma ho una molte zucchine, un pò le si da a chi ne ha veramente bisogno, un pò si barattano. l'unica cosa che noi giovani sembriamo aver dimenticato, ( non tutti però) è il risparmio economico che si ha se ci mettessimo a pulire le verdure a sceglierle e far conserve, il tutto pronto va bene in extremis, ma la soddisfazione che si prova nel mangiare ciò che hai selezionato annusato e preparato tu, ha un altro prezzo. comunque ti ringrazio tantissimo per il banner che hai messo, grazie davvero. buona giornata

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    1. Ciao Tiziana.
      In teoria dovrebbe essere così. Però, sai, oggi come oggi siamo tutti un p0 egoisti, purtroppo...
      Anche noi in questo periodo abbiamo tantissime prugne. Ne mangi, fai la marmellata e poi ne regali un po'. Il nostro vicino ha un pezzetto d'orto ma non ha piante da frutta. Normalmente però quando ha due zucchine o due pomodori in più ce li da visto che noi non coltiviamo l'orto.
      Ciao bella.
      Prego!

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