martedì 12 agosto 2014

Il cavaliere di ghiaccio

Il cavaliere di ghiaccio
di Daniele Lapenna
Youcanprint (2014)


Se volete fare un viaggio nel medioevo, questo libro fa per voi!
Vi prende per mano e vi accompagna in un territorio lontano, su un'isola che potrebbe essere una qualunque isola della Manica, o del Nord Europa comunque, dove la vita di tutti i giorni scorre poco piacevolmente tra doveri e lavoro, lavoro e doveri. Dove l'ingiustizia e il potere regnano sovrani.  Dove c'è chi ha diritti e chi ha solo doveri. Dove la difficoltà del vivere prende il nome di schiavitù, miseria, fame, ingiustizia, guerra. Dove però la voglia di vivere è forte comunque!
I servi della gleba fuori dalla cinta muraria, i cittadini all'interno, il castello dei soldati e quello della regina. Ognuno al suo posto specifico.  In una sorta di prigionia collettiva.
Crudeli e violenti ministri al servizio della regina compiono soprusi sugli abitanti dei villaggi esterni come ci avevano insegnato a scuola.
Potere e avidità, lotte per il predominio di un territorio, ribellione...
in questo libro trovate la vita del medioevo così come l'abbiamo studiata.
La rappresentazione storica è calzante, sia per quanto riguarda la vita che per quanto riguarda i personaggi. Forse l'autore si è preso alcune libertà ma queste di certo non rovinano la struttura della storia. Risultano magari un po' strane, come i nomi dei villaggi che non sono nomi ma bensì numeri.

I personaggi sono ben delineati. Ognuno con il suo carattere. Ognuno con la propria storia alle spalle.
Glower, Sedhora, Robert, Ryan, Theodor..... giovani che crescono pagina dopo pagina, che maturano, che diventano uomini e donne consci della situazione reale e del bisogno di cambiarla. Consci della necessità di vivere in pace per vivere meglio, in una forma di integrazione che ancora oggi è difficile trovare.
Il cavaliere di ghiaccio che soffre interiormente per un passato che odia, per un genitore che ripudia e con il quale chiuderà i conti solo alla fine.
Un ribelle che non è ribelle ma che semplicemente oppone l'onestà e la correttezza, l'umanità e lo spirito di giustizia a tutti i valori negativi del suo antagonista principale.
Bel libro. Scorrevole. Piacevole. Penalizzato forse un po' dalla stampa non perfetta. Imperfezione però che passa in secondo piano. La storia regge, come nei buoni romanzi.
Myrtilla


ps se interessati a saperne di più, ecco il link del blog di Daniele
http:///www.ilcavalieredighiaccio.blogspot.it





8 commenti:

  1. Grazie della recensione!
    Son contento che ti sia piaciuto. Non ti ho chiesto se il filo che regge il romanzo, ovvero il rapporto genitori-figli ti è piaciuto e se sembra abbastanza veritiero.

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    1. Prego, Daniele.
      Diciamo che forse passa un po' in secondo piano, visto che per parecchio tempo i protagonisti si ritrovano soli.
      Si capisce comunque l'amore de genitori nei confronti dei figli. Il loro tentativo di insegnare la vita attraverso cosa hanno imparato prima.
      Jason e Fabièn, Florenza e Violetta....
      Devo dire che anche se compare chiaramente per poco, è molto forte l'attrito profondo, l'odio viscerale che lega altri due consanguinei. Un continuo contrasto che sfocia in ... non lo dico tranquillo!!!! sfocia in quello che tu hai scritto. Solo una cosa mi sono chiesta a tal proposito. Ma ha vinto davvero il figlio? O, alla fin fine, nonostante il risultato dell'incontro/scontro, il padre ha avuto l'ultima parola?

      Veritiero,.. difficile dirlo. Bisogna sempre vedere che persone si è, che tipo di educazione si intende dare ai figli.
      Per conto mio, strettamente personale, sì, direi di sì. Insegnamenti e sgridate, spiegazioni... l'amore genitoriale che si presenta sotto molteplici aspetti quindi. Come in fondo deve essere. Rigidità e flessibilità al contempo, soprattutto quando i figli crescono. Anzi... comprendere quando i figli, i nostri bambini, bambini non sono più.
      E di conseguenza bisogna cambiare atteggiamento. Trattarli da pari. Da adulti finalmente

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    2. Sì, in effetti va in secondo piano, ma l' ho posizionato come filo conduttore quasi invisibile.
      La tua domanda è molto interessante: in base alle nostre esperienza possiamo dare una nostra interpretazione e tifare per qualcuno. Forse non c'è alcun vincitore. Forse, in fondo in fondo, ognuno ha perso qualcosa ( anche se alcuni hanno ritrovato qualcos' altro ).

      Vero. La tua visione finale è una delle chiavi di lettura che condivido. Uno dei personaggi non tanto protagonisti ma che mostra che alcune volte anche i figli colgono gli aspetti positivi dei genitori che hanno sbagliato di meno è Bertold.
      Inizialmente doveva esser un personaggio marginale, ma un suo ruolo, anche piuttosto importante, ce l' ha avuto anch' egli.

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    3. Bravo Dani! In fondo in fondo, perdono entrambi in questo occasione! Ma d'altronde non si poteva fare altrimenti. Nessuno dei due personaggi era propenso ad un dialogo costruttivo. Ad un litigio, a delle urla e quello che è efettivamente successo.Troppo astio! Troppo rancore!

      Beh! Io non ho voluto svelare niente del libro però visto che ne parli tu, ti dirò che Bertold è un personaggio importante anche se non è il protagonista.
      Nel suo comportamento c'è tutto l'amore che i genitori avevano riversato su di lui. Tutti gli insegnamenti. Tutto il loro cuore.
      Perchè Bertold ha un grande cuore.
      E' decisamente un personaggio positivo. Una di quelle figure che all'inizio danno colore alla storia ma poi, andando avanti nella lettura, ci si rende conto che la loro presenza ha un perchè! Un grande perchè!

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    4. Sì, in effetti era una situazione irrecuperabile.
      Diciamo che, nonostante abbia scritto il romanzo più del 60% di getto, senza scrivere una base di storia, la parte che riguarda loro due era già prestabilita dall' inizio.

      Eh già!! Un' ultima cosa: sono troppi personaggi?
      Ahahaha alcuni mi han detto che son tutti interessanti, ma ne ho messi veramente tanti! :O

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    5. Beh.. un'idea di partenza ci deve essere però certi personaggi la storia se la scrivono da soli... come la vogliono loro.
      Credo che tra questi due sia successo così... tu hai dato voce alla narrazione della loro vita, hai raccolto i loro stati d'animo, le confidenze, il detto e il taciuto. Però loro avevano già deciso prima.

      Di personaggi ce ne sono ma ognuno ha un perchè. Un motivo di esistere. Pensa al fornaio.... i vari generali... si può fare una guerra con migliaia di soldati ed un solo generale?????

      Se poi trovi che siano tanti, prova a leggere i Pilastri della terra di Ken Follett, se non lo hai ancora fatto. Poi mi dici.

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    6. Ahahah in effetti,... un solo generale e migliaia di soldati... non è che sia normale! :D

      No, non l' ho mai letto. É uno dei tanti scrittori che conosco ma dei quali non ho ancora letto i libri

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    7. Dani, non è male solo se comando IO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :P)
      Il libro di Follett è bellissimo!!!!!

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