lunedì 22 settembre 2014

Il mio paese

Abito in una frazione di collina.
4.5 chilometri più in basso c'è il mio paese.
Non sono nata qui ma nella vicina città però dopo trent'anni che ci abito, sì, è il mio paese. E nonostante la voglia di ritornare in Asti che a volte mi prende.
Duemila anime all'incirca suddivise in un agglomerato di case riunito nella piana del Tanaro e in cinque frazioni diverse senza negozi e varie località Case Sparse, che per trovarle per chi viene da fuori..... vien dura!
Un paese che si snoda accompagnando nel suo sinuoso percorso il fiume, allontanandosi per poi riavvicinarci in quel continuo odio e amore fatto di acque calme e paura di inondazioni.
Un paese dalla forma strana, cresciuto intorno alla statale facendole da guardia del corpo a destra e sinistra e poi ampliandosi in modo strano e irregolare verso la collina. Il bosco che lo separa dalle frazioni lassù, solitarie, eppure tutte unite da una semplice passegiata a piedi.
Quattro vie lo percorrono per il lungo da nord a sud.
La più trafficata è la statale che lo taglia a metà e proprio a metà percorso presenta un tornante rigido e pericoloso. Una via di mezzo tra una S e una Z... forse più simile ad una linea spezzata con due angoli di novanta gradi.
Una curva stretta che lambisce le case. Da prendere ai trenta all'ora e non di più, per non tirar dritto.
Case vecchie giù nella piana. Ristrutturate ma vecchie.
Quelle nuove verso la collina.

C'è un po' di tutto in paese. Dal municipio alla banca alla posta, dallo studio medico a quello dentistico al distretto della ASL, tabaccheria, macelleria, ristoranti, bar, una farmacia degna di una grande città con sopra cabina estetica e studio medico ortopedico, un negozio di articoli casalinghi dove trovi tutto quello che sogni e altro a cui non pensi.
C'è anche la stazione ferroviaria.
Ah, e il supermercato. Fuori paese, però. Scomodissimo per gli anziani e per chi non guida. Raggiungibile seguendo la statale su un marciapiede disgraziato, rotto e interrotto dai numerosi passi carrai e cancelli delle case che si aprono sulla strada in un continuo saliscendi.
Al rus del su dicono in paese della strada che porta al super. ... in pieno sole d'estate e in piena corrente d'aria d'inverno. Strada infame!
Chissà perchè lo hanno costruito lì quando in centro è ancora vuoto il locale dove fino al 1994 c'era il conad margherita... fino a prima dell'alluvione che lo riempì d'acqua e melma dal pavimento al soffitto.
Però, in questo paese, non c'è più la panetteria. E' sostituita da una rivendita di pane frutta e verdura ma non è la stessa cosa.
Soprattutto per chi era abituato a Rino, il panettiere, che ogni giorno impastava, infornava e vendeva pane fresco ottimo,  pizze e focacce e bignole... tutte artigianali. Venivano dalla città a conperare!
Duro abituarsi. Soprattutto per gli anziani del paese. E  ce ne sono tanti.
D'altronde, si sa che i paesi da queste parti sono diventati i dormitori della città. Qui si viene a dormire e in città si lavora.
Qui in zona, il lavoro è quasi sparito. Di tutte le aziende e fabbrichette di vent'anni fa non ne resta quasi più nessuna.
Non che in città sia meglio, però..... qualcosina forse....

Del resto, che dico di così eclatante? E' così in tutta Italia, ormai.
Myrtilla
















14 commenti:

  1. Triste la tua descrizione, ma come dici tu è così ovunque... In ogni caso, nonostante tutto, le tue parole conferiscono sempre qualcosa di magico ai posti di cui ci racconti...

    Maira

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    1. Ciao stellina, grazie infinite!!!! :))
      Purtroppo il momento è triste per tutti e ovunque.
      In questi paesini dove una volta c'erano dieci venti fabbrichette che davano lavoro a tanti, che ravvivavano un po' tutto quanto l'abitato... è un mortorio. Passi davanti e vedi chiuso. Niente macchine nei cortili, niente furgoni o camion che entrano ed escono... cartelli con sopra scritto chiuso o in vendita....
      Mah! Speriamo che si riprenda un po' questa povera Italia!!!
      Un bacione!

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  2. ciao pat, hai raccontato questi luoghi lasciandomeli immaginare perfettamente nella loro bellezza e nella loro malinconia.
    un abbraccio!
    flò

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  3. La nostra zona industriale, un tempo brulicante di vita a tutte le ore del giorno e della notte, è morta. Non c'è più niente...e vengono aperti in continuazioni nuovi esercizi commerciali destinati a fallire in breve tempo. Penso alla mia bambolotta, al fatto che sicuramente andrà via quando crescerà...all'estero probabilmente

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    1. Mio marito che ha sempe lavorato a dieci chilometri da casa, da dodici anani si è messo a fare il pendolare. O è così o non mangi... che ci possiamo fare?
      La tua bambola è ancora piccola, speriamo che per quando sarà grande le cose siano migliorate...

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  4. Abito in quella che è considerata una città ma la situazione anche qui non è messa meglio. Siamo la città con più anziani d'Italia e te ne accorgi perchè manca l'essenziale come le scuole per i piccoli o i parchi gioco. Per lavorare dobbiamo passare il confine con il Veneto - se ci va bene - oppure fare i pendolari verso Bologna ma anche li è dura per via della crisi. Ogni giorno mi domando chi me lo fa fare a stare in Italia? Solo i bimbi piccoli! Tieni duro tesoro che insieme facciamo la differenza :)

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    1. Ciao Sabrina, io tengo duro... ho solo bisogno che passino questi quattro anni (facciamo le corna e i cornetti!!!!) e che poi il marito riesca ad andare in pensione.
      Dodici ore al giorno fuori casa per fare otto sono una bella percentuale...
      La figlia fa l'apprendista impiegata. A fie gennaio 2016 le scadrà il contratto e speriamo.
      Le promesse sono buone adesso le premesse anche, auguriamocelo!
      Certo che chi ha bimbi piccoli è in una stuazione diversa ancora. Ma nenche tanto... è come per noi che invece dei bebè abbiamo le nonne molto anziane...
      Più o meno.... rendono comunque le cose più difficoltose.
      Ciao carissima. Buona serata!

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  5. Hai descritto perfettamente il paese in cui vivo io, anche se il mio (di adozione perché ci vivo da 5 anni) consta di 10.000 abitanti quindi c'è qualcosina in più: coop in centro oltre ad altri supermarket sparsi, fornaio storico e tantissime estetiste sempre tutte piene. Se dovessi infatti descrivere il mio paese, lo definirei "il paese dove tutte amano farsi belle".
    Però...nonostante qualche piccola differenza, ho trovato la tua descrizione molto attinente con una profonda verità: si pensa solo ad agevolare le giovani famiglie, costruendo ville in collina bellissime ma senza considerare la popolazione più anziana che praticamene vive nel vero senso della parola il paese. Da noi, durante la settimana, le strade sono vuote e i negozi mi chiedo come facciano a sopravvivere: tutti lavoriamo nelle grandi città vicine e al massimo andiamo al mercato del sabato mattina nella piazza comunale del paese.
    Ah, grande notizia: la prossima settimana inaugurano la palestra quindi non avrò più scuse per non fare sport ;-)
    Sempre bello leggerti
    Un bacio
    Vivy

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    1. Ciao Vivy, grazie! :))
      Qui siamo nel piccolo ma l 'estetista l'abbiamo anche noi... pure una o due parrucchiere non so di preciso tanto io non ci vado!
      C'è pure il mercato il martedì mattinaa...4/ 5 banchi: frutta, abbigliamento, casalinghi, prodotti da alveare come miele, polleria.
      Stop. Costa deci volte pùi al mercato o al supermercato qui che mettere la benzinna e andare inn ASti.
      Un bacione a te!

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  6. Nella tua descrizione appare nella mia mente un paesino molto bello , in cui la vita potrebbe scorrere serena se non fosse che per la nostra generazione e quelle successive è impossibile pensare di vivere con i ritmi di un tempo . Al giorno d'oggi in ogni famiglia , nella maggioranza dei casi , lavorano sia marito che moglie e doversi spostare così lontano per raggiungere il luogo di lavoro diventa molto , molto pesante . Ma anche il lavoro , che è un diritto , in Italia sta diventando un utopia . Mio figlio , 32 anni , la ditta dove lavorava ha chiuso , è rimasto sei mesi disoccupato .... era appena andato a convivere insieme alla sua compagna ....Ora ha trovato una soluzione a tempo determinato...e sta seriamente valutando di trasferirsi all'estero con la sua compagna nel mese di gennaio . Purtroppo per i nostri figli è ancora più dura ....Ma non smettiamo mai di sperare...altrimenti....
    Un grande abbraccio cara Patricia . Mirtilla

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    1. Ciao carissima,
      sì, purtroppo si potrebbe ma non si può più. Una volta era forse più semplice. Adesso è tutto più complesso e complicato.
      Io ho un cugino di che è disoccupato da un anno. Ha lavorato due mesi facendo il vigilante notturno. Luglio e agosto e poi grazie e arrivederci. Sono lui e la mamma. E una pensione.
      Diventa sempre peggio! Chi ha una certa età non riesce ad andare in pensione anche se sono 38 anni che lavora e i giovani.... non è che non cerchino. Non trovano! O se trovano la controparte normalmente tende solo a sfruttare.
      La speranza non si deve perdere certo però che è al lumicino!
      Un bacione a te!

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  7. Mi pare quasi di vederlo il tuo paese. Bellissima descrizione!
    Che tristezza la chiusura delle botteghe ... solo catene, supermercati, grande distribuzione; io mi rifiuto!
    Per fortuna che ci sono ancora i mercati!

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    1. Ciao Squitty, le botteghe che c'erano qui in paese son sparite. Chiuse perchè è morto il proprietario, perchè non vendeva....
      trent'anni fa, quando sono venuta ad abitare qui, c'era un bel supermercato della conad margherita. Piccolo magari ma familiare, amichevole. Poi due macellerie, una vendeva anche formaggi e frutta e verdura, due negozi di alimentari, una panetteria come ho detto col forno proprio...
      Ora resta una macelleria dove a comprare proprio non mi trovo. Serve bene solo i vecchi clienti e se chiedi un etto di prosciutto a casa te ne trovi tre.... una rivendita di pane e frutta e verdura e questo super fuori paese.
      Di migliorato c'è solo la farmacia che è degna di una città!
      Al mercatino, il martedì, ci sono 4 o 5 banchetti.
      Per forza bisogna andare in città! Qui costa tre volte tanto.
      Anche in città però di negozi ormai ce ne sono molti meno.Tanti super sparsi ovunque.
      Però ci trovi tutto... e soprattutto non hanno le cassette di verdura di frutta sul corso che da Alessandria entra in Asti. Certo! Frutta e verdura condite. Arricchite da gas di scarico, i residui del riscaldamento... bella roba!!!!!

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