venerdì 12 settembre 2014

Profumo


Guardò l'orologio. Le 7,15. Era ora di andare a chiamare la figlia. Per la prima volta, almeno. Altre salite e discese al e dal piano superiore sarebbero seguite a quelle. Fino all'urlo finale dal fondo delle scale.
Da una parte, che fortuna dormire così, senza sentire niente. Nemmeno la sveglia della madre che poco per volta diventava grido spazientito.
Dall'altra, però, un gran problema. Sempre sonno! Fatica a carburare al mattino e a ripartire.
Lei ne sapeva qualcosa. Era sempre stata così. Tipo ghiro. Solo con gli anni il sono era cambiato. Diminuito. Soprattutto alla sera. Alzarsi al mattino era sempre difficile.
Quella era una delle pochissime cose in cui la figlia le assomigliava. Per il resto... nè fisicamente nè come carattere. Più alta, più robusta.... più decisa già da giovane.
Posò la tazza del caffè e uscì dalla cucina. Finalmente non avrebbe più sentito la nonna che da mezz'ora ininterrottamente le stava spiegando che il giorno prima, su una rivista di cruciverba, aveva trovato un articolo sul frangipane. Un fiore bellissimo e molto profumato. Era considerato sacro dalle popolazioni hawaiane. La pianta dell'immortalità, quella che univa l'aldilà e l'aldiquà. Con metteva in contatto i vivi e i morti. Dei compresi. Sì! Come no! Se ci credeva lei....
Salì al piano superiore e oltrepassò la piccola arcata che si apriva sul corridoio.
Due passi verso destra e d'improvviso si ritrovò avvolta in una nebbia densa e trasparente. Un profumo dolcissimo. Forte. Persistente. Un profumo piacevole che penetrò nel suo corpo senza essere invadente. Senza crearle fastidio. Senza nausearla. Tutt'altro! Provò una immediata sensazione di relax, di pace interiore. Una pace interiore che non provava da anni ormai.
Chissà cosa aveva usato la figlia la sera prima.
Però... alzandosi non aveva percepito niente. Solo i classici odori di una casa chiusa durante la notte. Niente di più. Poi, la figlia dormiva ancora....
Giunta sulla porta della camera da letto, repentino, un rumore stranissimo. Un fortissimo sbattito d'ali. Di ali immense, vigorose. Robuste.
Non aveva mai sentito un simile sbam sbam, così potente e veloce.
"Un angelo" fu il suo primo pensiero. E lo pensò con massima serenità. Come se fosse una cosa naturale. Nonostante il suo ateismo convinto.
Si accorse che così come era esploso, il profumo era svanito. Annusò l'aria profondamente. Niente. Nessun profumo intorno a lei. Solo il ricordo nella sua mente.
Girò lo sguardo sul tavolino vicino alla porta. Una piccola piuma bianca stava planando con eleganza sul ripiano.
Non l'annusò ma sapeva che odorava di frangipane.

Myrtilla

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