giovedì 25 settembre 2014

Ritratto di signora


Ritratto di Signora 
di Henry James
Superbur (2003)






Lessi questo libro tempo fa.
Mi affascinò la visita che Henry James ci permette nell'animo di una donna moderna per l'epoca ma che si lascia vincere dalle convenzioni del tempo.
Si parla di Isabel Archer, una donna bella dentro ma le cui fragilità la costringeranno a scelte, viste con gli occhi del ventunesimo secolo, sbagliate.
Nel periodo in cui è ambientata la storia però erano normali in quanto le donne "attendevano". Attendevano che un uomo facesse per loro, le proteggesse, le mantenesse, se ne prendesse cura. Siamo alla fine dell'Ottocento in fondo. Troppo presto per le prime lotte delle suffragette. Un periodo di pseudo transizione però, in cui alcune donne incominciano comunque a prendere atto della loro vita sottomessa e il dubbio di poter decidere del proprio futuro rosicchia i primi mattoni del vecchio credo. Prima fra tutte, Isabel.
Isabel vuole poter decidere e non subire, scelta obbligata dalla convenzioni. Ma caparbia e orgogliosa, pur rendendosi conto dell'errore commesso nella scelta non accetta di ritornare sui suoi passi. Procede spedita verso l'infelicità, verso un marito europeo che la manipola così come è abituato a fare con tutti.
Eroina triste alla quale solo restano i ricordi dei sogni passati e che involverà in una donna come tutte le altre del periodo. Sottomessa. I sogni crollati. L'indipendenza che sfuma.
Libro forse lento rispetto a quelli che siamo abituati a leggere al giorno d'oggi, ma elegante.
Grande classico.
Myrtilla

6 commenti:

  1. Un classico eppure così attuale: in fondo anche oggi molte donne si "adattano" ad una vita che non fa per loro; prima erano i mariti a sottomettere le mogli, oggi sempre più raramente.
    Ma la società, la sua organizzazione ed il mondo del lavoro riescono ancora ad impedirci la completa realizzazione.

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    1. Sì, attulaissimo!
      In certi casi e nonn solo nel mondo islamico, è ancora proprio il marito a sottomettere la moglie. O per lo meno, a tentare di farlo. Pensa solo ai casi stalking o ai femminicidi.
      Poi, la società, il mondo del lavoro, il maschilismo... tutot concorre a renderci la vita difficile.
      Però, noi possiamo!!!!!
      Proviamoci!

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  2. Interessante il libro, mi incuriosisce. i donne sottomesse credo che ancora oggi ve ne siano a iosa...in tanti modi.
    La cosa che mi sconcerta di più e che alla consapevolezza di ciò non segue l'azione...nonostante i tempi siano cambiati.
    Un abbraccio e buon we <3

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    1. Carrissima... il libro è veramente bello. Certo è più lento di qquelli che siamo abituati a leggere oggi. Però ha una profondità notevole.
      Consapevolezza... azione.... ma sono cambiati poi tanto questi tempi?
      Sì, adesso la donna in quasi tutto il mondo può decidere se sposarsi, convivere restar single; se lavorare in un posto o in un altro (quando si trova); guida, esce da sola...
      Sceglie insomma! Ma non è ancora così per tutte purtroppo!
      E se provassimo a riflettere sulla situazione? Magari anche con un esame di coscienza? Abbiamo delle colpe anche noi?
      Sono domande, pper carità! Nessuna accusa a nessuno ma ogni tanto mi engono spontanee.
      Un bacione e buon fine settimana!

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    1. Indubbiamente, Squitty. Non è uno di quei libri che si iiziano e si finiscono in poche ore.
      Bisogna goderselo poco per volta.

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