mercoledì 15 ottobre 2014

Passato

Cosa è il passato se non una scatola piena di gioie e dolori riposta in fondo all'armadio?
E' lì, lo sappiamo. E' a nostra disposizione quando vogliamo soffrire o diventare malinconici. O magari sorridere per quel fiocco colorato che ci ricorda una battuta stupida. Stupida sì, ma le risate.....
E' sempre a nostra disposizione. A volte, anche tentatrice.
"Aprimi! Dai! Aprimi!" ci dice sottovoce e occhieggia ingannatrice, sorriso sul volto  e pugnale in mano.
Ecco! A questo punto, mi domando una cosa. Devo darle retta? Devo accondiscendere alla sua richiesta?
O è preferibile che mi dimostri sorda? Che mi comporti come i compagni di Ulisse che resistettero al canto delle sirene perchè avevan le orecchie piene di cera?
Delle due, l'una. Sì, ma quale?
Dipende dal momento, dallo stato d'animo. Da tante cose.
Va beh! Per una volta potrei anche darle retta. Ma che non diventi un'abitudine! 
Anzi, no! Ho la risposta migliore.
"Scatola mia, oggi non ho tempo, ma appena trovo cinque minuti, ti prometto che ti aprirò!"
Myrtilla

15 commenti:

  1. DA g+

    Mauri M

    Molta bella come riflessione, ed è piacevole poterla leggere Qui. :-)

    Io, le definisco porte sprangate e lo ho aperte anche ultimamente per renderne partecipe una Persona che mi ha aiutato molte in questo ultimo periodo e dopo Patricia si sta molto meglio. :-)

    Aprila, quindi quella scatola e vedrai che i ricordi non saranno così brutti come temevi ma finché non lo farai continuerai ad averne timore. :-)


    Patricia Moll
    18:05




    +Mauri M Vedi... la riflessione è nato dopo la nostra chiaccherata sul mio post.
    Io so dove è qusta scatola e so cosa contiene. Sofferenza. Basta, grazie! Voglio guardare al domai e sorridere anche se i tempi sono quelli che sono.
    Più he altro era proprio per te, perchè mi pare che questa sccatola o queste porte sprangate, tu le apra troppo sovente.
    C'è poco da ridere e molto da soffrire oggi come oggi. Non hanno futuro i giovani figurarsi noi che abbiamo un'altra età. Però ritengo che la speranza non debba mai abbandonarci. Nemeno a 50 anni. Nemmeno a 100!!!
    Buona serata!

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  2. Secondo me dipende dallo stato d'animo.
    Ciao carissima. A proposito: bella domanda e bella riflessione.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa. Grazie!
      Sono convinta anch'io che dipenda dallo stato d'animo. Ci sono momenti in cui ci si sente più forti e quindi capaci di sopportare l'eventuale dolore. Altri in cui solo a pensare a questa scatola si soffre come bestie, A quel punto preferisco rimandare...
      Buona giornata

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  3. Ho una scatola in soffitta piena di ricordi del passato: oggetti, foto e lettere da parte di chi ormai non fa più parte della mia realtà.Ho anche una scatola dentro di me che custodisce ricordi ancora più preziosi. Entrambe, ogni tanto, le apro volentieri e mi rendo conto che, anche chi non fa più parte della mia quotidianità, è sempre parte di me.
    E' quando i ricordi non fanno più male e fanno solo sorridere che si è raggiunto un grande traguardo.
    Grazie per le tue riflessioni. Le leggo sempre con piacere!
    Dreamer Flower

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    1. Ciao Deborah, sull'armadio in camera da letto. E' lì una scatola. Non la apro mai perchè nonostante i 26 anni passati fa sanguinare il cuore.
      Quelle che ho dentro... eh, quelle sono più prepotenti! Quando scalpitano cerco da far altro.... quasi sempre ci riesco. Quasi.....

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  4. Mi è piaciuta questa tua riflessione..Anch'io ho la mia scatola dei ricordi che spesso mi chiama...Ma sono io a decidere quando è il momento di tuffarmi dentro in quei momenti lontani..che a volte hanno anche procurato tanto dolore ma che anche grazie a ciascuno di quei momenti sono quella che sono oggi.
    Ti abbraccio forte cara Patricia.
    Mirtilla ♥

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    1. Ciao Mirtilla.
      E così deve essere altrimenti vivremmo solo di ricordi e dolore.
      Che ci abbiano insegnato molto senz'altro ma sono dell'idea che non ci debbano condizionare la vita. Dobbiamo essere noi a decidere e condurre l'esistenza. Non i ricordi.
      Un bacione!

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  5. Riflessione bella e impegnativa cara Patricia…e mi vengono fuori (come al solito…effetto collaterale fisso dei tuoi post) tante domande.
    Tipo:
    - è davvero possibile chiudere il passato in una scatola virtuale o reale e tirarlo fuori a richiesta?
    - e noi siamo frutto ed espressione del nostro passato oppure è possibile essere diversi, staccare le spine giuste e rinascere NUOVI NUOVI…utopia?
    - si diventa vecchi quando si incomincia a vivere del passato?
    Un bellissimo post e mille domande.
    Un bacio <3

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    1. Ohiohioi!!!!!!! Pinkg... una camomilla e respira eh.... :))))) Mamma mia, adesso mi hai messo in crisi... :)))))))
      Mi fa piacere he i miei post vi facciano pensare, però.... yuppi!!!!!!!!!

      Tornando seria, difficili le tue domande.
      Alla prima direi che è più facile rinchiudere il passato in una scatola reale, se si tratta di oggetti fisici.
      Se invece si tratta di ricordi, è molto più complicato. A parte il fatto che un semplice pezzettino di nastro colorato può portare alla mente qualsiasi memoria, piacevole o no.
      Risposta definitiva? Non so! Dipende molto dalle persone, dal loro carattere, dall'istinto di ribellione o sopravvivenza che nutrono. Chiamalo come vuoi!

      Alla seconda domanda direi che siamo entrambe le cose. Frutto del nostro passato dal quale però possiamo anche staccarci e rinascere. Non nuovi ma "riaggiustati". Nel senso che il passato ci ha dato un insegnamento e noi lo abbiamo metabolizzato bene e quindi imparato. Utopia? Può darsi per qualcuno che si ostina a ripetere le stesse azioni. Per altri invece no!

      Alla terza rispondo invece di sì senza problemi. Vedo le nonne qua. Le sento parlare. Lasciamo perdere quella con l'alzeimher perchè vive nel suo mondo tra demoni e angeli e voglia di cercarsi un lavoro visto che è una "ragazzina". L'altra, se parla, rivanga i tempi andati. A quell'epoca... alla mia età.... mi ricordo che il pane costava.... sai, quella volta che sono andata....
      Quindi sì. più si inveccchia e più si ritorna al passato. Non ho ancora capito se succede perchè si ritiene migliore quel periodo o se è proprio soltanto la mente che fa questi scherzi. Bisognerebbe chiederlo ad uno psicologo ma io non lo sono.
      Ciao bella! Un bacione a te!

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  6. Ricordo una poesia che scrissi anni e anni addietro ( e mi sa che è fra quelle che mai ho reso pubbliche ) dove sostenevo come il passato, anzi, i ricordi, fanno male sia se sono belli che se sono brutti.
    Se il ricordo è brutto, ti porta tristezza e poi dolore.
    Se il ricordo è bello, ti porta nostalgia e poi malinconia.
    Ecco perché, per usare la mitica frase usata dai nostri genitori quando eravamo piccoli,
    "il passato è cacca!" :O

    Si può dire "cacca"?

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    1. Si può dire solo se paghi la multa!!!! :P)))))

      Il passato però, che si voglia o no ricordare, resta. Resta nella nostra maturazione come individui, nel cambiamento che facciamo man mano che gli anni trascorrono, nel modo di vivere e vedere le cose che si trasforma col tempo.
      Quindi può essere stato di cacca, ma non credo sia cacca!

      La nostalgia può essere dolce. E' un male diverso a quello che ti procura il dolore.
      Quando ho trovato quei cuori di compensato fatti da mio padre, ne ho parlato poco tempo fa, ho provato sì nostalgia, malinconia... un po' di rabbia perchè se ne era andato a 53 anni di cancro.. perchè mi mannca ancora. Però ho anche ricordato tutti i momenti belli. Me lo sono rivisto davanti con la matita a disegnare i cuori su un pezzo di compennsato fischiettando... e da lì, a quando accudiva i canarini altra sua grande passione. All'amore che mettera vicino a loro....
      Non so se ho reso l'ide del mio pensiero....

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    2. Certo che hai reso l' idea, però non puoi non dire che ti manca e che quindi provi nostalgia di quel passato. Anche a me càpita di aver nostalgia del "ciò che fu" e quando sono momenti belli, li rimpiangi sempre.
      Vero che rimangono sempre perché indelibili, ma pungono come spilli.

      Ecco perché dico che "sono cacca", perché spesso, sono così belli, che ci fanno male. L' assurdo di ciò che è bello, ma passato.

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    3. Ma è un dolore più sottile. E' una forma di malinconia dolorosa.
      Pungono sì, però in maniera diversa.

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  7. Ci sto facendo i conti...e non dico metaforicamente...sto proprio valutando quanti soldi ho buttato...magari ci scrivo un post per spiegarlo...se mi passa la rabbia...

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    1. Ciao Fortunata.
      Il passato può essere veramennte pesante e invasivo. Nemmeno invadente. Proprio invasivo.. Triste doloroso straziante...
      Però bisogna conviverci e on lasciarsi possibilmente sopraffare.

      Aspetto con ansia il tuo post! Smack!

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